La Bbc racconta le storie di due donne che si sono ritrovate protagoniste di video pubblicati su TikTok registrati con i sensori sugli occhiali senza il loro consenso. Centinaia di filmati simili: la pagina è ora stata oscurata

Lo scorso giugno una donna di nome Oonagh rientrava dalla spiaggia di Brighton, in Inghilterra. La ferma un uomo, le chiede il suo nome, da dove viene e se poteva avere il suo numero. Un approccio che lei ha rifiutato, gentilmente. Qualche settimana dopo si è ritrovata a guardarsi sullo schermo dello smartphone pronunciare le stesse frasi in un video su TikTok. Sotto, una serie di commenti dove gli utenti la insultavano e la umiliavano. Lei è andata nel panico: «Era tutto fuori dal mio controllo, la parte più spaventosa». La polizia del Sussex le dice che non c’è niente da fare, non è illegale registrare una persona mentre parla. La cosa più angosciante è che l’uomo l’ha ripresa senza che lei se ne accorgesse. Perché non ha usato uno smartphone o una telecamera, ma i suoi occhiali da sole. La diffusione degli smart glass – soprattutto grazie alla partnership Meta-EssilorLuxottica che ha creato i Ray-Ban Meta – ha portato la tutela della privacy a un nuovo livello: nonostante chi li produce abbia inserito delle funzionalità dedicate precisamente ad avvisare le persone che circondano chi li indossa ad accorgersi che i sensori fotografici sono attivi – una luce che si accende e lampeggia – non siamo ancora abituati a pensare che quello sia un dispositivo da monitorare. E dunque difficilmente ci facciamo caso. 

Oonagh non se n’è accorta, così come altre centinaia di donne cadute vittima dello stesso uomo e dello stesso profilo che raccoglie i loro video mentre, ignare, conversano con lui. Ma non è l’unico a usare a sproposito gli occhiali smart. La Bbc, oltre alla storia di Oonagh, ha raccontato anche quella di Kate. Incontro un uomo in palestra: le chiede il numero e lei rifiuta di darglielo. Stesso finale: il giorno dopo il video era caricato su TikTok, con i soliti commenti di insulto. Kate si sente violata ma è anche molto arrabbiata: «Tutto questo è stato fatto per ottenere in modo economico dei video da mettere online. E intanto tu fai i carico di commenti sgradevoli che influenzano la tua sicurezza e la tua autostima». TikTok ha poi rimosso entrambi gli account, dopo le segnalazioni delle due donne.



















































Da quando si è iniziato a parlare di smart glass – con i primi, fallimentari e costosissimi, Google Glass nel 2014 – ci si è posti il problema di come tutelare la privacy quando ognuno di noi può potenzialmente indossare delle telecamere sul volto. La soluzione per ora trovata – quella dei Ray-Ban Meta che è leader nel settore – è di rendere questi sensori il più evidenti possibile. Le telecamere si notano sulla montatura e, come detto, una luce lampeggiante si attiva ogni volta che scattiamo una foto o registriamo il video. Ma il problema rimane: quella luce, prima di tutto, dobbiamo notarla. Ed evitare che possa essere nascosta. Kate e Oonagh non ricordano nessuna luce. Meta ha risposto ai dubbi della Bbc così: «Continueremo a valutare le opportunità di miglioramento dei nostri occhiali AI, sulla base del feedback dei clienti e della ricerca». 

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24 gennaio 2026 ( modifica il 24 gennaio 2026 | 15:21)