La schiuma fonoassorbente si incendia, ma la festa continua e i camerieri del Constellation, con in mano le bottiglie di champagne e le candele pirotecniche, proseguono in fila indiana, come se niente fosse. La scena è ripresa in un video inedito, acquisito agli atti dell’indagine sulla strade di Capodanno e trasmesso in esclusiva dall’emittente francese Bfm, che documenta gli istanti immediatamente successivi alle prime fiamme, in cui è si vede che il personale del discobar di Crans-Montana non si era accorto di quanto stava accadendo.
Il nuovo video dal Constel
Le immagini, riprese da un sedicenne sopravissuto al rogo e consegnate alla polizia, ritraggono i dipendenti in fila dietro la giovane Cyane Panine, sulle spalle di un collega, che percorrono ballando il perimetro del bancone del bar, quando già nell’altra parte del locale divampano le fiamme che la stessa Cyanne, morta nel rogo, avrebbe inconsapevolmente appiccato.
Una situazione già descritta negli interrogatori da Louise, un’altra cameriera, sopravvissuta, che ha partecipato al servizio e che ha ammesso di non essersi accorta dell’incendio: «sono stati persi tra i 30 e i 35 secondi» prima di dare l’allarme, ha riferito agli investigatori. La stessa Louise ha poi spiegato che Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, era con loro e stava filmando la scena.

Il ragazzo che ha filmato
Il giovane italiano che ha filmato i video ha raccontato alla polizia di essere fuggito rapidamente. «Ho capito che la situazione era grave e ho afferrato il mio amico per uscire. Siamo stati i primi a lasciare l’edificio, camminando velocemente […] l’incendio si è propagato molto, molto velocemente fino al soffitto. Fuori, ho chiamato il 144 alle 01:29 dicendo che c’era un incendio e indicando la posizione. Uno o due minuti dopo, l’incendio era già al piano di sopra». Il giovane si considera «una delle poche persone a non essere rimasta ferita». Dopo aver lasciato il bar, ha prestato soccorso ai feriti. «Le prime persone che sono uscite dopo di me avevano già ustioni gravi», ha sottolineato.
Le reazioni dalla Svizzera
«Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera» ma «non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane»: lo ha affermato la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, titolare dell’inchiesta sulla strage di Capodanno di Crans Montana, sottolineando di non essere stata lei a scarcerare Jacques Moretti e spiegando come si sia trattato di «una decisione del Tribunale delle misure coercitive».
Pilloud ha riferito di essere stata contattata stamattina dall’ambasciatore italiano in Svizzera. «Ho spiegato – ha detto citata da Keystone-ATS – che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale delle misure coercitive. Gli ho inoltre consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l’Ufficio federale di giustizia (UFG)». Pilloud – scrive l’agenzia svizzera – ha poi aggiunto di non volere «provocare un incidente diplomatico tra i due Paesi. Ma non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane, per cui ho consigliato all’ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere».
«Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Antonio Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune», ha poi aggiunto in un post su X Ignazio Cassis, vicepresidente della Confederazione svizzera.
Ultimo aggiornamento: sabato 24 gennaio 2026, 19:16
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