«Onde così alte non le avevo mai viste in tutta la mia vita». Josella ha 50 anni, è cresciuta ad Aci Castello, in Sicilia e quando parla ha nella voce lo stupore di chi si trova spiazzato. Risponde al telefono poco dopo essere arrivata a Catania, dove il ciclone Harry ha distrutto case, strade e locali, come mostrano le immagini e i video condivisi in questi giorni sui social. «Il mare così non l’avevo mai visto in cinquant’ anni, mai viste onde del genere, mai visti danni così ingenti. Nelle ore di allerta rossa in cui sono stata chiusa in casa, quello che più mi colpiva era l’indifferenza delle persone con cui parlavo al telefono e non erano in Sicilia. Forse più che indifferenza era incredulità ma nessuno, fuori dalla regione, aveva la percezione di quello che stava accadendo qui». Chi le ha viste, descrive quelle onde come palazzi alti quattro piani, con il mare che si faceva spazio tra le strade e i palazzi.

Adesso che il ciclone sembra essere passato, è il momento della conta dei danni e la stima rende l’idea di quanto accaduto nelle zone devastate da Harry: Sicilia, Sardegna e Calabria. Si stima che i danni raggiungano i due miliardi. Nella sola Sicilia la stima provvisoria dei danni supera il miliardo di euro. Da qui sono partite diverse manifestazioni di solidarietà. Tra le prime quella lanciata a favore di Linosa, lo «scoglio nero» colpito con una violenza mai registrata prima. Talmente forte che la viabilità è stata completamente annullata dai danni. Per questo il Comitato 28 gennaio, nato nel 2024, ha dato vita a una raccolta fondi (che si può sostenere a questo link), e che in poche ore ha superato i cinquantamila euro.

La costa di Aci Castello

La costa di Aci Castello

Anadolu/Getty Images