Como, 25 gennaio 2026 – Quando gli uomini dei lontani tempi di Neanderthal di aggiravano fra le montagne, avevano il loro “kit di sopravvivenza“, soprattutto quando avevano a che fare con i grandi orsi delle caverne. È uno scorcio sulla vita preistorica (del Paleolitico medio) sulle Prealpi quello che rivela un importante studio pubblicato sul Journal of Quaternary Science dall’Università di Ferrara in collaborazione con l’Università Statale di Milano. Una ricerca che ha preso il via da una scoperta fatta proprio nella grotta dell’Orso (o caverna Generosa), situata a 1.450 metri di altitudine sulle Prealpi comasche, nella zona della Valle Intelvi e del Monte Generoso, dove sono riemersi negli anni centinaia di scheletri di orso e soprattutto 16 utensili in pietra.
L’analisi chimica delle pietre
La cosa che ha sorpreso i ricercatori è che i manufatti non erano stati realizzati in quel luogo. Per scoprire la loro provenienza, i ricercatori hanno analizzato la composizione chimica delle pietre e l’hanno confrontata con quella delle rocce locali. I risultati hanno dimostrato che gli utensili erano stati prodotti con selce e radiolarite di alta qualità provenienti da una zona a pochi chilometri di distanza, situata a una quota più bassa. I Neanderthal li avevano semplicemente portati con loro, conservandoli con cura affinché durassero per tutto il viaggio.
Lo studio
“Sebbene scarsi, gli assemblaggi litici di Caverna Generosa forniscono preziose informazioni sui comportamenti tecnologici dei Neanderthal. La pronunciata frammentazione della sequenza di riduzione, insieme alla presenza di prodotti finali, indica un livello di pianificazione e mobilità coerente con le strategie dei cacciatori-raccoglitori in ambienti difficili”, si legge nello studio. Non è stato possibile condurre un’analisi dettagliata dell’usura degli utensili a causa delle loro cattive condizioni di conservazione, ma simili manufatti trovati in altre grotte abitate da orsi sono stati collegati alla lavorazione degli animali.

Gli utensili ritrovati all’interno della Grotta dell’Orso
Le ipotesi
Ciò potrebbe significare che i Neanderthal entrati nella caverna Generosa cacciavano orsi o si nutrivano di quelli morti durante il letargo. Probabilmente non vivevano accanto a questi animali, ma sfruttavano le grotte come riparo durante i mesi estivi, quando gli orsi erano assenti. Situata a quota 1.400 metri, la Grotta è un vero tesoro lungo 70 metri che custodisce i resti dell’orso delle caverne, insieme a tracce di lupi, leoni. Sono oltre quarantamila i reperti recuperati all’interno (che ne fanno uno dei più importanti siti nell’ambito dell’intera Europa). Fra questi ci sono le tracce dell’ Homo neanderthalensis vissuto nel periodo Paleolitico medio, compreso tra 200.000 e 30.000 anni fa.