di
Stefano Montefiori
L’azienda pubblica di trasporto ferroviario francese ha lanciato una nuova offerta per contrastare la crescente concorrenza di Trenitalia sulla rotta Parigi-Lione, ma si è rivelata un passo falso di marketing ancora prima di essere disponibile
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Per contrastare la crescente concorrenza di Trenitalia sulla fondamentale tratta Parigi-Lione (paragonabile alla Milano-Roma in Italia), l’8 gennaio scorso le ferrovie francesi hanno lanciato la nuova offerta Optimum Plus, che sostituisce la precedente Business Première.
Tra i vantaggi proposti su questo numero limitato di posti pensati per la clientela professionale, il fatto che i bambini non sono ammessi. Ne è nata una polemica che ha fatto reagire ancora domenica la portavoce del governo, Maud Bregeon: «Il messaggio inviato alle famiglie sul ruolo dei bambini nella società è profondamente deleterio. Come si può pensare che i bambini, che costituiscono il futuro di qualsiasi società, possano dare fastidio?».
Molti passeggeri probabilmente avrebbero esperienze personali da raccontare, ma in ogni caso l’offerta “No kids” della Sncf ha toccato un tasto sensibile della società francese: da un lato l’ambizione del «vivere insieme», la formula che viene spesso usata per invitare alla convivenza gruppi sociali diversi quanto a etnia, cultura, religione, orientamento sessuale, età; dall’altro la realtà di una società sempre più fratturata e divisa in isole, «l’arcipelago francese» seconda la fortunata espressione del sociologo Jérôme Fourquet. I posti riservati agli uomini d’affari e proibiti ai bambini sui Tgv sembrano frutto di questa seconda tendenza.
Non sono ancora disponibili le cifre sul successo o meno dell’offerta, ma è verosimile pensare che l’idea corrisponda a una richiesta presente e molto sentita nel mercato, tanto più che anche nella precedente Business Première i posti erano riservati – ma con maggiore discrezione – agli adulti. L’errore è stato soprattutto di comunicazione: prima la compagnia ferroviaria ha indicato sul sito che al fine di garantire «il massimo comfort a bordo nello spazio dedicato, i bambini non sono ammessi». Poi la Sncf ha corretto il tiro cambiando formulazione, «lo spazio Optimum Plus è accessibile a partire dei 12 anni». Adesso, dopo le polemiche, la menzione è scomparsa, ma gli under 12 restano non ammessi.
La questione è stata sollevata dall’account Instagram dedicato all’infanzia “Gli adulti di domani”, e le spiegazioni della compagnia ferroviarie non hanno arrestato la polemica. SNCF Voyageurs precisa che la classe Optimum rappresenta solo l’8% dei posti disponibili, e che queste poltrone sono proposte solo dal lunedì al venerdì. «Il che significa che il 92% dei posti è disponibile per tutti dal lunedì al venerdì, e il 100% nel weekend. Le offerte destinate ai più piccoli non sono disponibili per la classe Optimum Plus e non lo erano già da anni nella nostra precedente offerta Business Première, senza che ciò suscitasse riscontri negativi».
Ma questa caratteristica è stata sottolineata come un vantaggio nella nuova offerta – Trenitalia invece non ha posti “no kids” – e arriva in un momento in cui le autorità lanciano l’allarme sul calo demografico che colpisce la Francia. Nel 2025, per la prima volta dal 1945, il numero dei decessi in Francia ha superato quello delle nascite. Secondo l’Insee (l’Istat francese), sono nati 645 mila bambini, ovvero il 2,1% in meno rispetto al 2024 e il 24% in meno rispetto al 2010, l’anno dell’ultimo picco di nascite. Nel gennaio 2024 il presidente della Repubblica Emmanuel Macron aveva lanciato un appello dai toni marziali per invitare i francesi a un «riarmo demografico».
Per questo il governo critica la scelta della Sncf. «Non si può incoraggiare la società francese ad avere figli in un momento in cui si assiste a un calo demografico che sta diventando molto preoccupante per il futuro del nostro Paese – ha detto la portavoce Maude Bregeon – e allo stesso tempo trasmettere il messaggio che, in fin dei conti, se avete dei figli date fastidio».
Che cosa farà però, in pratica, il governo? «Non viviamo in un’economia pianificata, le aziende fanno le scelte che vogliono», ha risposto la portavoce. «Ci sono anche hotel che rifiutano di ospitare bambini. Che tipo di società vogliamo? Se vogliamo una società senza bambini, è una società destinata a morire. Questo è il messaggio che viene trasmesso».
L’alta commissaria all’infanzia, Sarah El Haïry, ha comunque proposto un incontro al ceo del gruppo Sncf, l’ex premier Jean Castex, ricordando che «la Sncf offre un servizio pubblico e il no kids non può essere un’opzione».
25 gennaio 2026
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