di
Agostino Gramigna
Il climber americano Alex Honnold ha impiegato poco più di un’ora e mezza per la scalata e poi ha dato consigli di vita: «Il tempo è limitato, utilizzatelo al meglio»
Al termine della sua grande impresa Alex Honnold non ha resistito all’impulso di dare, a suo modo, qualche consiglio di vita. «Il tempo è limitato — ha spiegato — e le persone dovrebbero utilizzarlo al meglio». Aggiungendo: «E se lavori davvero, duramente, puoi fare anche cose difficili». Per dare l’esempio lui ha scalato senza corda un grattacielo di 508 metri, uno dei più alti del mondo: il Taipei 101 a Taiwan. Un solo errore e sarebbe precipitato nel vuoto. Che volete che sia.
Fa venire il capogiro il video che lo riprende all’ultimo atto della scalata. L’arrivo sulla punta, che pare la scanalatura di un bastoncino di bambù, il movimento avvolgente della camera che moltiplica le vertigini, Alex che guarda su, come se volesse ancora arrampicarsi su pareti fatte di vuoto, attorno vento, tanto cielo, in basso altri grattacieli, macchie di verde e strade minuscole. Alex Honnold è uno dei dodici scalatori di grattacieli conosciuti a livello mondiale.
L’impresa l’ha fatta ieri. In realtà è un arrampicatore su roccia, un professionista, protagonista pure di un documentario («Free Solo») che ha vinto un Oscar.
Ma scalare un edificio così alto non è come scalare una montagna. L’attività è molto più difficile. Servono requisiti fisici e mentali unici. Nonché un’attitudine paradossale: scarpinare il più alto possibile, volare quasi, avendo però coscienza di essere un personaggio del «sottosuolo», eroe di uno sport sotterraneo, perché illegale. Non c’è una federazione che autorizzerebbe mai (almeno per ora) scalate sensazionali, come quella dei grattacieli più alti della Terra, con solo un sacchetto di magnesite, senza corde né attrezzature di sicurezza.
Il climber nordamericano (Alex è nato a Sacramento, California, nel 1985) ha impiegato un’ora, 31 minuti e 43 secondi per completare la temeraria impresa. Venerdì notte (23 gennaio), prima che Skyscraper Live andasse in onda su Netflix, è stato annunciato che lo speciale era stato posticipato a causa delle condizioni meteorologiche avverse a Taipei. I fan del quarantenne Honnold non si sono persi d’animo e si sono (ri)sintonizzati 24 ore dopo. La performance ha attirato anche centinaia di giornalisti. Il Taipei 101 era già stato scalato dall’arrampicatore urbano francese Alain Robert, soprannominato «l’Uomo Ragno francese», il primo ad accettare la sfida. Ma era stato aiutato da corde di sicurezza a causa delle condizioni piovose.
Costruito nel 2004, il Taipei 101 presenta facciate a vetro, con balconi vicino alla cima che si restringono fino a un picco appuntito e un design ispirato alle scanalature di un bastoncino di bambù. È l’undicesimo edificio più alto al mondo. In carriera Honnold ha conquistato alcune delle pareti rocciose più impervie del pianeta e ha raggiunto la fama mondiale nel 2017 dopo aver scalato «El Capitan» nello Yosemite, un imponente monolite di granito verticale, ritenuto dai suoi colleghi come il massimo della difficoltà tecnica (fama riprodotta nel documentario vincitore dell’Oscar).
Vestito con una maglietta rossa e scarpette da arrampicata gialle fatte su misura, seguito anche dalla presidente del Taipei 101, Janet Chia, Honnold ha risalito rapidamente la parete sud-est dell’edificio in vetro e acciaio. Ha pure interagito con gli spettatori che seguivano il suo percorso da una piattaforma di osservazione all’89esimo piano. Alla fine, mentre un fotografo scattava immagini e un elicottero sorvolava il grattacielo, Alex si è calato in corda doppia per abbracciare e baciare Sanni McCandless. Sua moglie.
25 gennaio 2026 ( modifica il 25 gennaio 2026 | 21:02)
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