Una notte nella sua villa di Lens. Jacques Moretti è tornato in libertà dopo il pagamento della cauzione messo in atto da un amico anonimo, pare si tratti di un milionario di Ginevra. Le telecamere hanno assediato per tutto il giorno l’abitazione in pietra e legno, piantonata dalla polizia. Jacques vi è arrivato venerdì sera dopo che le porte del carcere di Sion si sono aperte, grazie all’ordinanza firmata dal giudice Christian Roten del Tribunale delle misure coercitive.
APPROFONDIMENTI
La cauzione
Il versamento dei 200mila franchi di cauzione sul conto corrente della Procura ha ‘chiuso’ la pratica e sbloccato una impasse durata qualche giorno. Il nodo: i soldi della cauzione non sono di Jacques e Jesica Moretti, proprietari del Constellation, andato a fuoco a Capodanno, causando la morte di 40 persone e il ferimento di 116 giovani. Ma sono stati pagati da un ‘amico stretto’, che vuole rimanere nell’anonimato per paura di ritorsioni. Jacques, che ora dovrà semplicemente rispettare alcune misure cautelari come l’obbligo di firma quotidiano e il divieto di espatrio, ha raccontato agli inquirenti di avere solo tre amici in Svizzera: un importante notaio della stazione sciistica, un noto assicuratore e un imprenditore. E il mistero sul finanziatore ha riacceso le polemiche, alimentando quella immagine in chiaroscuro dell’imprenditore francese, con una precedente condanna in Francia per sfruttamento della prostituzione, giunto a Crans Montana nel 2015 dove, con la moglie, ha costruito dal nulla e in breve tempo un impero commerciale aprendo tre locali di lusso.
L’altro incendio del 2024
L’inchiesta nel frattempo va avanti. Nelle ultime ore è emerso anche un precedente. L’avvocato delle vittime, Sébastien Fanti, avrebbe presentato agli inquirenti un dossier completo contenente oltre 100 email di testimoni e sopravvissuti. Secondo quanto riporta Repubblica questo dossier smentirebbe la versione autodifensiva dei Moretti. Tra i documenti ci sarebbero prove di un incendio a Le Constellation nel 2024, causato anch’esso da bengala posizionate troppo vicino al controsoffitto non ignifugo. Se ciò fosse confermato, Jessica e Jacques non potrebbero più affermare di non essere stati consapevoli dei rischi. Una condanna comporterebbe una pena detentiva significativamente più lunga.
Il video della tragedia
Di recente, l’emittente televisiva francese BFMTV ha trasmesso un video che mostrava un gruppo di dipendenti del bar, tra cui Jessica Moretti, che trasportavano bottiglie di champagne con bengala attaccate attraverso il locale la notte del disastro, mentre il soffitto era già in fiamme altrove. Moretti ha filmato con entusiasmo la festa, apparentemente ignara delle fiamme. Secondo quanto riferito, ha assicurato agli inquirenti di non avere registrazioni della catastrofe e di essere corsa immediatamente fuori per dare l’allarme. Nelle ultime settimane, Fanti ha ripetutamente criticato le autorità inquirenti, accusandole di essere completamente sopraffatte.
Gli interrogatori
Ieri inoltre sono emersi altri dettagli sugli interrogatori cui sono stati sottoposti martedì e mercoledì scorsi. I Moretti non avrebbero ammesso alcun errore, anzi avrebbero piuttosto evidenziato responsabilità dei dipendenti anche nell’aver sbarrato la porta di servizio che ha bloccato la fuga a molte persone. Così come nella gestione delle procedure di sicurezza che sarebbe stata affidata ai componenti più esperti dell’equipe di collaboratori. Una posizione difficile da sostenere anche alla luce di un video, finora non conosciuto e acquisito agli atti dell’inchiesta, che documenta gli istanti immediatamente successivi alle prime fiamme. Mentre l’incendio si diffonde nello scantinato del Constellation la festa di Capodanno impazza e il ballo con lo champagne e le candele pirotecniche prosegue, come se nulla fosse. Nelle immagini, trasmesse in esclusiva dalla televisione francese Bfm, si vedono chiaramente i dipendenti che ballano in fila indiana dietro la giovane cameriera Cyanne Panine, sulle spalle di un collega, percorrendo il perimetro del bancone del bar, quando già nell’altra parte del locale divampano le fiamme che la stessa Cyane, poi morta nel rogo, avrebbe inconsapevolmente acceso. Una situazione già descritta negli interrogatori da Louise, un’altra collaboratrice, sopravvissuta, che ha partecipato al servizio e che ha ammesso di non essersi accorta dell’incendio: «Sono stati persi tra i 30 e i 35 secondi» prima di dare l’allarme, ha riferito agli investigatori a cui ha anche detto che Jessica Moretti era lì con loro e stava filmando la scena.