Luisa Ranieri torna – lunedì 26 gennaio – su Rai 1 con La preside, nelle vesti di Eugenia Carfora. La fiction, liberamente ispirata alla storia della direttrice di Caivano (Napoli), vede l’attrice nei panni della dirigente scolastica divenuta il simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale. Un ruolo che Ranieri riveste con orgoglio: «Non c’è la pretesa di insegnare o la presunzione di pensare di poter cambiare qualcosa. Ma se qualche ragazzo tornasse a scuola o rifiutasse la rassegnazione, allora avremmo vinto».

Chi è

Luisa Ranieri nasce a Napoli il 16 dicembre 1973, in una famiglia lontana dal mondo dello spettacolo. Cresce nel capoluogo campano nel quartiere Vomero. Un’infanzia che – al Corriere della sera nel 2018 – ricorda così: «Figlia di separati, papà borghese e mamma popolana. Molto protetta, con poca libertà. Sono nata vecchia: mia madre, che intanto si era risposata, lavorava e io sentivo il peso della responsabilità dei fratelli più piccoli. Tornavo a casa, mamma non c’era, io mettevo giù la pasta, cucinavo per noi tre, pulivo i piatti, poi studiavamo, alle quattro preparavo la merenda, alle 19.30 apparecchiavo per la cena». E tutto ciò a soli 10 anni: «Io lo ricordo come un bellissimo periodo di autogestione fra noi. Era normale e giusto, e una zia abitava sul pianerottolo, non eravamo abbandonati a noi stessi». Dopo il diploma si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, ma decide presto di interrompere gli studi per seguire la passione per la recitazione, trasferendosi a Roma. Si forma tra teatro e primi ruoli televisivi. Poi la svolta nei primi anni Duemila, quando diventa all’improvviso popolare grazie allo spot televisivo dell’azienda svizzera Nestea. Il tormentone «Antò, fa caldo» le apre le porte del cinema e della televisione.