di
Rinaldo Frignani

Aperta un’inchiesta sul suicidio di Pasquale e Maria Carlomagno, genitori di Claudio Carlomagno. Il pm ipotizza l’istigazione. Ma lui non era indagato e il suo ruolo come complice non è emerso. Il messaggio lasciato a casa del figlio minore che aveva ospitato lui e la madre a casa sua a Roma

C’è una parte della loro lettera di addio che i coniugi Carlomagno hanno riservato ai media. Perché è anche per ciò che hanno letto sui social e sui giornali, e hanno visto in tv — come scritto al figlio Davide, dal quale si erano rifugiati a Roma — che Pasquale e Maria avrebbero deciso di farla finita. Insieme, come insieme erano stati inghiottiti all’improvviso da una storia tragica e più grande di loro: l’omicidio della nuora Federica Torzullo il 9 gennaio scorso per mano dell’altro figlio, Claudio Carlomagno, ora in carcere a Civitavecchia. 

È «sorvegliato a vista» dagli agenti già dal giorno del suo arresto, il 18 gennaio, e adesso più di prima: per evitare che possa commettere gesti disperati. Proprio come hanno fatto il padre e la madre, che si sono tolti la vita nello stesso momento, impiccandosi nella loro villetta di via Tevere, ad Anguillara.



















































Le reazioni agli insulti sui social 

La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Un atto dovuto per poter eseguire già oggi le autopsie, forse a Roma, ma anche per poter svolgere una serie di accertamenti su eventuali pressioni psicologiche che i coniugi potrebbero aver subìto. Anche in relazione alle pesanti reazioni social generate dalle notizie sui sospetti che Pasquale Carlomagno potesse aver recitato nella vicenda il ruolo di complice del figlio Claudio nella fase del trasporto e dell’occultamento del corpo della moglie.

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I nove minuti fuori dalla villetta 

Ma se è vero che nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in cella il 47enne, la figura del padre viene collegata ai nove minuti trascorsi da quest’ultimo al volante di un furgone fuori dall’abitazione di via Costantino — dove Carlomagno fra le 7.08 e le 7.17, stando alla sua confessione, aveva già ucciso Federica, stava pulendo le tracce di sangue e si apprestava a uscire con il cadavere nel bagagliaio dell’auto alle 7.35 — è altrettanto vero che dalle indagini dei carabinieri non risulta che il 67enne abbia al momento recitato alcun ruolo. Non avrebbe svolto «compiti» e sembra non sia nemmeno entrato nella villetta dell’orrore. 

Il silenzio davanti alla villetta di via Tevere 

Insomma, un personaggio estraneo ai fatti, non indagato, che per giorni non ha più risposto al telefono, come la moglie. Che ha cercato di evitare qualsiasi contatto anche con i conoscenti più stretti e che era stato interrogato solo all’inizio delle indagini sulla tragica fine di Federica.
«Erano due brave persone», li descrivono da più parti. I vicini di casa, i ristoratori che con i loro locali si affacciano su via Anguillarese, che porta al lago di Bracciano, con i vigili urbani che ieri hanno portato un mazzo di fiori bianchi, lasciandolo sul cancello della villetta. 

L’altro figlio della coppia è comparso per pochi minuti. Non ha voluto parlare prima di oltrepassare il cancello d’ingresso presidiato dai carabinieri. In silenzio anche la zia, che vive a poche decine di metri e che sabato scorso il nipote ha avvertito per telefono dicendole di correre a casa dei genitori dopo aver trovato la lettera con i loro ultimi pensieri. L’avevano lasciata su un tavolo nell’appartamento romano del 43enne, fratello di Claudio: lì aveva offerto ai genitori un posto dove far passare la bufera, che invece ha finito per travolgerli.


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26 gennaio 2026 ( modifica il 26 gennaio 2026 | 08:03)