di
Virginia Piccolillo
Critiche al messaggio, poi rimosso: Maruotti si scusa. Ma Nordio: «Inaccettabile, offende non solo governo e Parlamento, ma anche chi amministra la giustizia». I penalisti: «profondo sconcerto»
«Travalica i confini dell’agone politico (ammettendo che un magistrato possa parteciparvi)». Le consigliere laiche del Csm Claudia Eccher e Isabella Bertolini chiedono l’apertura di una pratica disciplinare urgente nei confronti del segretario dell’Anm Rocco Gustavo Maruotti finito al centro della bufera per un post su Facebook, subito rimosso, che accostava i fatti di Minneapolis alla riforma.
Un messaggio che, secondo il ministro Carlo Nordio, offendeva «non solo governo e Parlamento, ma anche chi amministra la giustizia». Dopo le polemiche dei penalisti e le prese di posizioni della politica, lo stesso Maruotti aveva fatto un passo indietro: «Mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio». «Una retromarcia tardiva e grottesca» secondo Nordio che accusa il segretario Anm di «intelletto inadeguato alla importanza della carica».
Il post sotto accusa
Nel post Maruotti – sostenitore del No alla riforma della separazione della carriere, al doppio Csm e Alta corte disciplinare e al sorteggio dei membri togati – sotto la foto dell‘omicidio brutale di Alex Pretti a Minneapolis, scriveva: «Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella ‘democrazia’ al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio».
Le scuse di Maruotti
«Il post di cui si parla è stato rimosso dopo pochi minuti» assicura il segretario dell’Associazione nazionale magistrati perché, «per come era scritto, si prestava ad essere strumentalizzato. Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve
porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana» afferma ancora Maruotti. «La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti» conclude.
Nordio: retromarcia tardiva
«Maruotti, ha avuto l’ardire di associare l’immagine di un tragico evento a Minneapolis alle ragioni e agli obiettivi della nostra riforma. Ci auguriamo che la maggioranza dei magistrati cestini questo disgustoso messaggio nella pattumiera della vergogna» dice il ministro Nordio. «Questa iniziativa – aggiunge il Guardasigilli – rischia di pregiudicare quel clima di ragionevolezza e pacatezza che da sempre auspichiamo nella imminenza del referendum. Se questo modo di offendere dovesse continuare, dovremmo prendere atto che un dialogo con simili indegni interlocutori sarebbe irrimediabilmente compromesso». «Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca» aggiunge, definendo le scuse «inaccettabili» perché «rivelano o un intelletto inadeguato all’importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni»».
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I penalisti: vergognoso evocare simili scenari
A protestare contro il post anche la giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane che esprime «profondo sconcerto» per un «post pubblicato sulla pagina Facebook del segretario dell’Associazione nazionale magistrati in cui l’immagine dell‘uccisione di Alex Pretti avvenuta a Minneapolis viene incredibilmente accostata alla riforma costituzionale della magistratura in discussione nel nostro Paese con l’inqualificabile e surreale commento: `Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella ‘democrazia’ al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio’». «È indegno e vergognoso evocare simili scenari» dicono i penalisti.
Le reazioni
A protestare è anche Nicolò Zanon, presidente del Comitato nazionale «Si Riforma». «Usare un fatto drammatico accaduto negli Stati Uniti per spaventare gli italiani e condizionarne il voto non è informazione: è terrorismo mediatico» attacca Zanon.
Immediate anche le reazioni della politica. «Il livello di confronto da parte dell’Associazione nazionale magistrati assume sempre più i connotati politici e sempre meno quelli di merito che invece gli competerebbero» accusa il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. «Le affermazioni di Maruotti sono farneticanti» afferma il Maurizio Gasparri. presidente dei senatori di FI.
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26 gennaio 2026 ( modifica il 26 gennaio 2026 | 15:30)
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