Anno nuovo, regole nuove. Tuttavia, ciò non vuol dire che non si possa tornare all’antico. Per studiare la nuova aerodinamica di queste vetture 2026, infatti, sia Cadillac che Mercedes hanno scelto di affidarsi non solo ai classici strumenti di rilevazione con le telecamere, ma anche a un metodo usato in passato ma valido ancora oggi: i filetti di lana.

Se mentre sulla Cadillac, vettura il cui nome verrà svelato solo a febbraio in occasione del lancio della livrea durante il Superbowl, i fili sono ancorati al supporto del muso, sulla W17 vengono invece utilizzati per analizzare l’impatto dei flussi sul terzo flap dell’ala, quello che può muoversi grazie all’aerodinamica attiva.

Una soluzione “artigianale” che permette agli ingegneri visualizzare in tempo reale la direzione del flusso, soprattutto in curva, e l’eventuale insorgenza di qualche instabilità da analizzare in maniera più approfondita.

Mercedes W17 a Barcellona: si notino i piccoli fili gialli sull'ultimo flap

Mercedes W17 a Barcellona: si notino i piccoli fili gialli sull’ultimo flap

Foto di: Formula 1

È chiaro che, nel caso della Mercedes, l’intenzione sia soprattutto quella di studiare l’impatto dei flussi su un’area che avrà una grande importanza nel corso di questa stagione, dato che l’aerodinamica attiva anche all’anteriore rappresenta una delle maggiori novità di questo regolamento.

Un dettaglio che assume ancora più importante se si tiene a mente che, nel caso della Mercedes, il secondo elemento rimane fisso senza libertà di movimento essendo ancorato fissato ai piloni di supporto del muso.

È curioso come, in un’era iper-tecnologica, all’inizio di una rivoluzione tecnica di cui c’è ancora molto da scoprire, i team si affidino a soluzioni semplici, quasi artigianali, per comprendere il comportamento dei flussi. Ma è proprio qui che la Formula 1 mostra la sua natura più autentica: prima di fidarsi dei numeri, bisogna fidarsi di ciò che si vede.

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