Firenze si è stretta attorno alla famiglia Commisso per l’ultimo, commosso saluto a Rocco Commisso. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore, gremita in ogni ordine di posto, ha ospitato la Messa in suffragio del presidente della Fiorentina, scomparso lo scorso 16 gennaio a New York. Una celebrazione solenne e profondamente partecipata, che ha unito dolore e riconoscenza, trasformando il Duomo nel cuore pulsante dell’abbraccio della città al suo presidente.

Accanto alla moglie Catherine, ai figli Joseph e Marisa e agli altri familiari, hanno partecipato centinaia di fedeli e tifosi viola, accorsi per rendere omaggio a un uomo che ha segnato un’epoca recente della storia del club e della città.

Catherine Commisso: “Continueremo a portare avanti quello che lui ha iniziato”

Il momento più intenso della celebrazione è arrivato con il lungo intervento di Catherine Commisso, accolto da un applauso prolungato e carico di emozione.“Grazie a tutti voi che siete oggi qui a salutare Rocco. Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per l’affetto e l’infinito amore che io e i miei figli stiamo ricevendo”, ha esordito.

Nel suo discorso, Catherine ha tracciato un ritratto intimo e umano del marito: “Rocco non era soltanto una persona eccezionale, era un grande esempio nel volere bene agli altri. Prima di pensare a sé stesso, Rocco pensava sempre agli altri, e la sua generosità la vedevano tutti quelli che gli stavano attorno”.

Ha poi ripercorso il lungo cammino di vita e di lavoro condiviso insieme: “È partito dall’Italia poco più che bambino ed è tornato dopo una vita molto difficile e faticosa, nella quale ha raggiunto passo dopo passo tutti gli obiettivi che aveva nella sua testa. Io e Rocco ci siamo incontrati molto giovani e abbiamo fatto questo cammino per oltre cinquant’anni insieme”.

Catherine ha sottolineato più volte il legame tra i valori familiari e l’esperienza nella Fiorentina: “Rocco credeva nella famiglia, nei valori e nel lavoro. Era diretto e deciso, ma sempre gentile e disponibile con tutti. Ha lasciato un segno profondo nel cuore di tante persone, in America e in Italia”.

Ampio spazio anche al progetto Viola Park: “Arrivati a Firenze, Rocco ha pensato a dare una casa alla Fiorentina, una casa che porterà e porterà sempre il suo nome: il Rocco B. Commisso Viola Park. Una casa che in quasi cento anni di storia del club nessuno era mai riuscito a realizzare”.

Il discorso si è chiuso con una promessa chiara: “Portare avanti senza di lui tutto ciò che ha costruito sarà uno sforzo enorme, ma io, la mia famiglia e le persone che ci sono vicine continueremo a farlo con la stessa determinazione e con lo stesso amore”.

Joseph Commisso: 

Ancora più lungo e carico di significato il discorso di Joseph Commisso, che ha concluso la celebrazione. “Buonasera Firenze. Grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra, nel cuore della città, mentre ricordiamo mio padre”, ha esordito. “Lo abbiamo salutato negli Stati Uniti, ma questa sera Rocco appartiene a Firenze, perché è qui che il suo cuore si sentiva davvero a casa”.

Joseph ha ricordato il primo giorno del padre al Franchi: “Non dimenticherò mai il suo primo giorno allo stadio, in piedi sul campo, mentre guardava verso il popolo di Firenze. Era profondamente commosso e disse semplicemente: ‘Vi voglio bene’”.

Parole che, ha spiegato, hanno trovato risposta nell’affetto di questi giorni: “Ho visto fiori, sciarpe e messaggi scritti a mano ai cancelli del Viola Park. Ho letto ‘Grazie Rocco’ e ho sentito quell’amore profondamente”.

Il passaggio più significativo è arrivato sul futuro del club. “In suo onore, e perché era ciò che lui desiderava, la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo Rocco B. Commisso Viola Park”, ha annunciato Joseph. “Pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino”.

Poi il messaggio più atteso: “Questa sera gli facciamo una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. Sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina, con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto”.

Joseph ha ribadito la volontà di proseguire il percorso insieme al management del club: “Insieme ad Alessandro Ferrari, Mark Stephan e a tutte le persone che lavorano ogni giorno per questo club continueremo il cammino iniziato, con umiltà, unità e cuore”.

Le istituzioni e il mondo del calcio in Duomo

Alla Messa hanno preso parte numerose personalità del mondo istituzionale e sportivo. Presenti la sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme ai vertici del calcio italiano. In Duomo anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina, Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Gianluca Pessotto in rappresentanza della Juventus.

Tra i presenti anche il presidente del Pisa Giuseppe Corradi, diversi ex viola come Sebastian Frey, Dario Dainelli e Beppe Iachini, oltre a dirigenti, collaboratori e figure storiche del club. Presente l’intera Fiorentina, guidata da Paolo Vanoli, insieme ai settori giovanili e alla Prima Squadra Femminile.

L’omelia di Betori e il ricordo di una vita vissuta come servizio

La celebrazione è stata officiata dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, che nell’omelia ha ricordato Rocco Commisso come un uomo che ha vissuto la propria esistenza come un servizio costante. “Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per come ha vissuto e per quanto ha realizzato, dobbiamo confessare che fatichiamo a trovare parole”, ha detto Betori, ricordando “l’uomo Rocco, l’affettuoso sposo di Caterina, il padre di Giuseppe e Marisa, l’imprenditore affermato e il generoso presidente della Fiorentina”.

Il cardinale ha poi rievocato il legame tra fede e sport: “Rocco e Catherine vollero una piccola cappella al Viola Park. Nel giorno dell’inaugurazione mi chiese di invocare la benedizione del Signore, perché sentiva che su quanto aveva costruito doveva posarsi lo sguardo di Dio”.

 

Rivivi la diretta dell’evento

19:30 Con il discorso di Joseph Commisso si conclude la messa in ricordo di Rocco Commisso. 

19:28 Ora è il momento del discorso di Joseph Commisso: “Buonasera, Firenze. Grazie. Eminenza, autorità religiose, dignitari, amici, membri della famiglia della Fiorentina e popolo di Firenze: grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra, nel cuore di Firenze, mentre ricordiamo Rocco B. Commisso, mio padre — un uomo che faceva sentire le persone importanti e che ha reso orgogliosa questa città. Lo abbiamo salutato negli Stati Uniti, ma questa sera appartiene a Firenze, perché è qui che il suo cuore si sentiva davvero a casa. Poiché siamo riuniti per la Santa Messa, affidiamo il nostro dolore all’altare e lo raccomandiamo alla misericordia di Gesù Cristo. Chiediamo alla Beata Vergine Maria e a tutti i santi di pregare per lui, confidando che il Signore, che vede ogni atto d’amore, lo accolga nella sua pace. Che Dio gli conceda il riposo eterno e doni conforto a ogni cuore che ne sente la mancanza.
Non dimenticherò mai il suo primo giorno al Franchi, in piedi sul campo, mentre guardava verso il popolo di Firenze. Era profondamente commosso da voi e disse semplicemente: “Vi voglio bene.” In questi ultimi giorni avete mostrato alla nostra famiglia qualcosa che non dimenticheremo mai. Ho visto fiori, sciarpe e messaggi scritti a mano ai cancelli del Rocco B. Commisso Viola Park. Ho letto “Grazie Rocco”. E ho sentito quell’amore — profondamente. E voglio condividere una cosa importante per la nostra famiglia: in suo onore — e perché era ciò che lui desiderava — la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo, Rocco B. Commisso Viola Park, in ogni comunicazione. Ci sentirete chiamarlo così, ed è semplicemente perché siamo arrivati a credere in una cosa: pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino. Ogni volta che il suo nome viene detto, il suo dono a Firenze viene ricordato. La storia di mio padre è iniziata in Calabria, forgiata da Giuseppe e Maria Rosa, che gli hanno insegnato la fede, il sacrificio e il valore della famiglia. E la famiglia è rimasta il centro della sua vita — Catherine, sua moglie da oltre cinquant’anni; Marisa e me; il suo amato fratello Nicola, che ci ha lasciato; le sue sorelle Raffaelina e Italia; e i tanti nipoti e pronipoti che adorava. Mio padre era un uomo straordinario — diretto e determinato, sì — ma anche pieno di cuore e profondamente leale verso le persone a cui voleva bene. E Firenze ha conosciuto questo lato di lui. Ha costruito Mediacom partendo da zero — non solo come un’azienda, ma come una missione fondata sul lavoro, sulla dignità e sul rispetto delle persone. E non ha mai dato troppo peso ai titoli: diceva a tutti, “Chiamatemi Rocco”, non CEO, non Presidente. Poi, nel 2019, è arrivato a Firenze e ha acquistato la Fiorentina — e per lui era qualcosa di personale. Ha scelto la Fiorentina per restituire al calcio italiano ciò che il calcio gli aveva dato — e ha regalato al club una casa su cui costruire le fondamenta del suo futuro. Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni, la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti — una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi — con il cuore in mano. Mio padre diceva spesso sorridendo: “Guidare Mediacom è difficile… ma la Fiorentina è ancora più difficile.” E poi aggiungeva: “Ed è per questo che la amo ancora di più.” Basti pensare che il Rocco B. Commisso Viola Park è il più grande centro sportivo d’Italia. È una vera casa per tutta la famiglia viola — squadra maschile, femminile e settore giovanile — costruita con strutture mediche e di recupero di livello mondiale, e coronata dalla cappella dedicata a Santa Caterina. Fu proprio il Cardinale Betori, all’epoca, a inaugurare il Rocco B. Commisso Viola Park. Rocco voleva l’eccellenza — quella che rende Firenze orgogliosa: lavoro, rispetto e ambizione. E non si è limitato a costruire — ha anche donato. Durante l’emergenza Coronavirus, ha contribuito a sostenere la campagna “Forza e Cuore” a favore degli ospedali di Firenze. E quando si recava all’Ospedale Pediatrico Meyer, non andava come proprietario o imprenditore — andava come padre. Portava maglie, palloni, piccoli doni viola e, soprattutto, sorrisi — direttamente ai bambini. E lo si vedeva nei loro volti: erano felici. Più di ogni altra cosa, mio padre amava la sua famiglia. E in questi giorni, ciò che mi ha colpito nel profondo è sentire ripetere sempre la stessa cosa: quando le persone lo conoscevano davvero, non si sentivano dipendenti, colleghi o tifosi — si sentivano parte di una famiglia. A Mediacom, alla Fiorentina e qui a Firenze, aveva un dono raro: faceva sentire le persone parte di qualcosa. Rispettava tutti — i più potenti e i più umili. Posso quasi sentirlo oggi — sorridente, magari mentre dava una leggera carezza sul volto, e chiedeva sempre per primo: “Come stanno i tuoi cari?” Questo era lui: diretto e affettuoso. Avrebbe voluto salutare Firenze — la città che lo ha accolto, abbracciato e ricambiato con amore. Questa sera lo facciamo noi — e gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina — con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan — e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club — continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore. Grazie, Firenze, per l’amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti. Vi voglio bene. Questa sera preghiamo per Rocco B. Commisso — e la mia famiglia terrà Firenze nelle proprie preghiere. Babbo… grazie. Ti voglio bene. Per sempre. Forza Viola”.

19:15 Un lungo applauso ha accompagnato il discorso di Catherine Commisso.

19:10 E’ il momento delle parole di Catherine Commisso: Grazie a tutti voi che siete oggi qui a salutare Rocco.
Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per l’affetto e l’infinito amore che io e i miei figli stiamo ricevendo da tantissime persone. Queste sono ore di profonda tristezza, di tanti pensieri e ricordi e di grande commozione. 
Rocco non era soltanto una persona eccezionale, una persona molto rara, Rocco è stato un grande esempio nel volere bene agli altri, non solo alla sua famiglia ma a tante persone che ha incontrato nella sua vita. Prima di pensare a sé stesso Rocco pensava agli altri e la sua generosità la vedevano tutti quelli chi gli stavano attorno. E tutto questo amore per gli altri lo ha portato a fare nella vita tante tante cose, in tanti avranno dei ricordi personali e particolari di Rocco, perché lui parlava e stava con tutti. E’ partito dall’Italia poco più che bambino, ci è tornato dopo una vita molto difficile e faticosa dove ha conquistato e raggiunto passo dopo passo, tutti gli obiettivi lavorativi che desiderava raggiungere e aveva nella sua testa. Io e Rocco ci siamo incontrati molto presto, molto giovani e abbiamo fatto questo cammino per oltre cinquant’anni insieme, con la benedizione di vedere crescere i nostri figli e di vedere anche le imprese che avevamo costruito e di conoscere tante persone. Percorsi di vita e di lavoro basati sempre sulle persone. Sui valori della cristianità e il guardare al bene di una comunità. Rocco credeva nella famiglia, nei valori e nel lavoro. Sapeva essere diretto e anche deciso e al tempo stesso gentile e disponibile con tutti. Ha lasciato un segno che rimarrà per sempre da una parte e dall’altra dell’Oceano, in America e in Italia, un segno profondo nel cuore di tante persone. Rocco era anche molto divertente e mi ha fatto sorridere e stare felice davvero tante volte e in certi momenti con la sua passione per la musica, perché a lui piaceva moltissimo suonare la fisarmonica e anche il piano, abbiamo passato momenti speciali così come sono stati speciali tanti momenti della sua e della nostra vita da quando è entrato nel mondo del calcio, con la sua Fiorentina. Rocco voleva restituire alla sua terra e al gioco del calcio, tutto quello che gli avevano saputo dare. Così arrivati a Firenze, ha anche pensato a dare una casa per la Fiorentina, una casa che porta e porterà il suo nome: il Rocco B. Commisso Viola Park.Una casa che in quasi cento anni di storia del club nessuno aveva mai saputo realizzare, dove unire tutte le squadre, i ragazzi e le ragazze, gli staff e i dipendenti. Rocco era una persona molto semplice e molto affettuosa, dal suo arrivo ha chiamato ‘figli’ tutti i suoi amati calciatori, ha abbracciato chi lavorava nel club, ha dato fiducia a chi lo meritava. Non si è mai fermato davanti alle difficoltà e ha sempre combattuto per riuscire a fare qualcosa di importante con tanta forza e volontà, Rocco è riuscito a trasformare i suoi sogni e quelli di tanti altri in realtà. 
Nella sua vita ha fatto così tante cose che riuscire a portare avanti senza di lui tutte le sue attività sarà uno sforzo molto grande ma io e la mia famiglia e le persone che sono a noi vicine, continueremo a portare avanti quello che lui ha iniziato a fare con la stessa determinazione e con lo stesso amore. Ho tanti ricordi qui a Firenze, tutti con Rocco e li voglio tenere stretti, ben impressi nella mia memoria e nel mio cuore. Ma sono contenta che tutti voi lo abbiate conosciuto esattamente com’era e per come si faceva chiamare…semplicemente: Rocco. Grazie a tutti per essere qui con noi a ricordarlo. Non lo dimenticheremo mai.

19:01 I fedeli, compresi Catherine e Joseph Commisso, si stanno recando a prende l’ostia dal cardinale Betori. Siamo agli atti conclusivi della messa. 

18:42 Il cardinale Giuseppe Betori ha voluto ricordare Rocco Commisso dall’altare: “Mi piace pensare ai contesti di vita in cui si è manifestato il servizio di Rocco Commisso: famiglia, lavoro, impegno sociale e promozione dello sport. Mi piace rileggere lo svolgersi della sua vita come un molteplice servizio, di cui abbiamo raccolto i frutti sia negli USA che qui a Firenze. Nel suo servizio abbiamo potuto cogliere il carattere con cui, nel Vangelo, Gesù chiede ai suoi discepoli mostri essere pronti con l’incontro con lui. Con la cintura ai fianchi, tirandosi su le vesti, per un servizio veloce e spedito, e con le lucerne accese, per avere obiettivi chiari. Affido le parole conclusive a un ricordo personale: a coronamento del Viola Park, Rocco e Caterina Commisso vollero una piccola cappella, che mi chiesero di benedire, convinto che c’è un legame tra la pratica sportiva e quella sproituale. Il presidente mi volle con lui sulla collinetta da cui domina la cittadella sportiva nel giorno dell’inaugurazione perché invocassi la benedizione del Signore. Conservo nei miei ricordi il volto di Rocco che poneva lo sguardo su quanto aveva realizzato, chiedendomi che sulla cittadella si posasse lo sguardo di Dio. Voglio dare oggi a Rocco Commisso il premio della vita eterna, accoglierlo alla sua mensa e servirlo”.

18:29 A prendere parola ora è il cardinale Giuseppe Betori: “Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per come ha vissuto e per quanto ha realizzato col suo lavoro, quando ci lascia una persona a cui dobbiamo gratitudine per quanto ha lasciato alla nostra città, quando ci lascia una persona a cui abbiamo voluto e vogliamo bene, perché ci ha fatto dono della sua umanità, idee, azioni, cuore, dobbiamo confessare che fatichiamo a trovare parole che sappiano esprimere a pieno i sentimenti e le emozioni che attraversano il nostro animo. Dobbiamo soprattutto confessare che non abbiamo parole che siano in grado di darci ragione, una qualche umana giustificazione di quello scandalo che la morte è per noi umani. Tutto questo proviamo di fronte alla morte di Rocco Commisso, dell’uomo Rocco, dell’affettuoso sposo di Caterina e padre di Giuseppe e Marisa, dell’affermato imprenditore, del generoso presidente della Fiorentina, innamorato di Firenze. Di fronte alla morte di Rocco, che è stato questo e altro, non abbiamo parole umane che possano consolarci se non a spiegarci. Le veniamo a cercare qui. Per ascoltarle queste parole da chi ha uno sguardo più penetrante del nostro. Uno sguardo che va oltre le apparenze. Uno sguardo che entra nel cuore e nella vita. Dalla parola di Dio vogliamo ricevere una luce, che penetra il mistero della vita e della morte”. 

18:14 All’esterno della Cattedrale anche Emma Severini, calciatrice della Prima Squadra Femminile, ha ricordato Rocco Commisso: “Un ricordo che ho di lui è quando ero in mesa e lui era ai tavoli e chiedeva come a tutti come stavamo. Era curioso, chiedeva dove era nata la mia passione. Una persona della sua grandezza che si metteva al nostro pari, non è una cosa scontata. Anche quando non era qua chiedeva sempre come andavamo. A livello umano è sempre stato perfetto. Il padiglione riservato alla femminile al Viola Park dimostra quanto credeva nel calcio femminile. Ha dato modo ad altre persone di vedere quanto credeva nel movimento. Ha aiutato anche noi a credere a quello che facciamo”. 

18:04 Come detto, sono molte le personalità del calcio e politiche presenti quest’oggi: All’interno della Cattedrale sono arrivati anche Gianluca Pessotto in rappresentanza della Juventus, il presidente della FIGC Gabriele Gravina, il presidente del Pisa Corradi, oltre alla sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

17:58 È cominciata la Messa per ricordare Rocco Commisso agli ordini del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze.

17:54 Presente alla messa anche l’ex portiere viola Sebastian Frey. “Mi sembrava doveroso essere qua per ringraziare Rocco per quello che ha fatto alla Fiorentina e per il rispetto col quale mi ha sempre trattato – ha detto ai canali ufficiali del club -. Ci tenevo assolutamente a essere qua. Rocco era una persona di cuore, molto attaccato alla sua Fiorentina, come ha dimostrato con i fatti. Il ricordo più grande sarà il Viola Park. Oggi è una giornata molto triste, ma rimarrà sempre nel cuore di tutti. Col Viola Park ha creato qualcosa di unico e incredibile. Le ambizioni le aveva. Ha dimostrato anche con gli acquisti il suo affetto, anche se nel calcio non è sempre semplice. Voleva riportare in alto la Fiorentina. Lo ricordo con un grande sorriso”.

17:48 Tra poco prenderà il via la celebrazione in Duomo. Come mostra la foto, la cattedrale è gremita.

Messa in Duomo per Rocco Commisso

17:41 Arrivata poco fa la Prima Squadra con Paolo Vanoli. Ai canali della Fiorentina Pietro Comuzzo, difensore viola, ha voluto lasciare un ricordo di Rocco Commisso: “Oggi è un giorno delicato e toccante per tutti noi. Siamo qui a ricordare il nostro Presidente, ha dato tanto per tutti noi e per Firenze e la Fiorentina. Una persona che c’è sempre stata vicina, anche a livello personale. Lo abbiamo percepito sempre come una sorta di papà. Dobbiamo ringraziare per tutto quello che ha fatto, soprattutto per il Viola Park, uno dei centri sportivi più belli del mondo. Starà a noi ricordarlo sul campo tramite le prestazioni, mettendoci qualcosa in più. Da quando è arrivato ha sempre spinto sui giovani. Parlando della mia esperienza personale, mi è sempre stato vicino, veniva sempre a vedere le partite della Primavera, puntava tanto sui giovani. Io ho subito un lutto pesante in famiglia. Quando è tornato a Firenze è stato una delle prime persone che mi è stato vicino che mi ha chiesto come stavo”. 

17:35 Il sagrato del Duomo è stato transennato. Davanti due corone di fiori dedicate al presidente viola.

Corona di Fiori per Rocco Commisso

17:25 Come già detto, alla messa parteciperanno tante personalità del mondo del calcio. Tra i tanti presenti si segnalano Matteo Marani, presidente della Lega Pro, oltre a diversi ex viola come Dainelli, oggi collaboratore tecnico del Pisa, e Beppe Iachini, ex allenatore viola che ai canali della Fiorentina ha ricordato così Rocco Commisso: “Mi diceva sempre che ero come lui, un lavoratore. Mi diceva che si rivedeva in me e nel mio spirito. Una persona che ha sempre avuto delle belle parole nei miei confronti. Lo porterò nel mio cuore per sempre”.

17:19 Sono già all’interno della chiesa la moglie di Commisso, Catherine, oltre al figlio Joseph e la figlia Marisa, insieme agli altri familiari del presidente viola scomparso. 

17:13 La cattedrale si sta iniziando a riempire. Già presenti all’interno le squadre del settore giovanile della Fiorentina. 

17:00 Firenze è pronta a dare l’ultimo abbraccio a Rocco Commisso. Alle ore 18, presso la Cattedrale del Duomo, si svolge la Messa in suffragio del presidente della Fiorentina, scomparso lo scorso 16 gennaio a New York. Una celebrazione che vedrà la partecipazione della famiglia, delle istituzioni e di tanti tifosi, attesi in Duomo per l’ultimo saluto al presidente viola.

I funerali di Commisso in America

Dove seguire la Messa in streaming

Considerata l’elevata partecipazione attesa, la Fiorentina ha deciso di trasmettere la cerimonia in diretta streaming. La messa di commemorazione sarà visibile sui canali web e social ufficiali del club, permettendo anche a chi non potrà essere presente di prendere parte all’ultimo saluto. Qui su Firenzetoday sarà inoltre disponibile la diretta testuale dell’evento.