Questo articolo è pubblicato sul numero 5-6 di Vanity Fair in edicola fino al 3 febbraio 2026.
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E se un giorno a giudicarci per omicidio fosse un’intelligenza artificiale? Mercy: Sotto accusa, il nuovo film di Timur Bekmambetov con Chris Pratt ora in sala, parte da questa ipotesi per interrogare un presente fatto di controllo, identità fragili e vite sempre più tracciabili. Il suo personaggio ha 90 minuti per dimostrare di non aver ucciso la moglie, mentre a metterlo sotto processo è un algoritmo avanzato con il volto di Rebecca Ferguson. Un thriller che usa il tempo e la tecnologia per porre domande molto vicine a noi: chi decide che cosa è giusto, quanto spazio resta all’imperfezione umana e fino a che punto deleghiamo il giudizio a una macchina.

Sullo schermo ha più paura di essere accusato ingiustamente o di non avere un giudice umano davanti a sé?
«Penso che la combinazione delle due cose sia piuttosto spaventosa. Credo che l’aspetto più inquietante per questo personaggio sia il fatto che non sa se ha commesso il crimine oppure no. È un alcolista, fa parte del programma degli Alcolisti Anonimi, si sveglia da uno stato di ebbrezza dopo aver ricevuto un colpo alla testa e non ricorda gli eventi della sera precedente. Non sa se abbia commesso o meno questo crimine, ma una parte di lui pensa che potrebbe averlo fatto. E credo che la cosa più spaventosa sia proprio questa: mentre cerca di andare a fondo per capire se è colpevole o innocente, non riesce mai ad avere una certezza. Questa, per lui, è la paura più grande».

E riguardo all’idea di una macchina che decide cosa è giusto o sbagliato nella vita reale: cosa ne pensa?
«È un’idea terribile. Penso che un apparato senz’anima che determina il destino dell’umanità non sia poi così diverso da certi sistemi di governo che sono stati sperimentati in passato e che non hanno funzionato. Credo che sia fondamentale che ci siano esseri umani al centro di queste decisioni. L’umanità non dovrebbe mai essere sottovalutata».

Questo futuro è ancora lontano o lo stiamo già vivendo?
«Credo che ci troviamo già in un presente molto simile alla linea temporale di Mercy. Sicuramente per quanto riguarda le nostre tracce digitali e la quantità di informazioni sulle nostre vite che viene monitorata, spesso senza che ce ne rendiamo conto, o magari rendendocene conto ma senza fermarci a riflettere sulle conseguenze. Ovunque andiamo, ogni acquisto che facciamo, ogni scelta che compiamo è ormai principalmente digitale e tracciata. È una realtà piuttosto allarmante, ma è la verità. E sì, penso che siamo già molto vicini a quel mondo».

Actor Kali Reis director Timur Bekmambetov and actor Chris Pratt on the set of their film MERCY  from Amazon MGM...

Actor Kali Reis, director Timur Bekmambetov and actor Chris Pratt on the set of their film MERCY, from Amazon MGM Studios.Photo credit: Justin Lubin© 2025 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.Justin Lubin