Al primo ascolto, l’impressione è che iI 76esimo Festival della Canzone Italiana possa riservare delle sorprese. Almeno in termini di buona musica. Perché se è vero, come hanno detto in molti, che mancano i veri “big” da questa edizione, è anche vero che i brani che abbiamo ascoltato in anteprima in sala stampa sono per la maggior parte piacevoli, interessanti, sicuri successi al di là del responso dell’Ariston. Perlopiù si parla d’amore, of course. Ma con qualche “fuoriprogramma”: penso a Ditonellapiaga, ma occhio anche a Dargen D’Amico, a Sayf, a Eddie Brock. L’outsider? Maria Antonietta & Colombre!

Ecco le pagelle… a parer nostro, s’intende!

Tommaso Paradiso, “I romantici”: voto 6
Tommaso Paradiso fa Tommaso Paradiso. I suoi estimatori saranno contenti di questo brano, noi un po’ meno. Per romantici… un po’ banali.

Malika Ayane, “Animali notturni”: voto 7
Parte subito un po’ rock, un po’ funk. Accattivante nel ritmo, interessante nel testo. Insomma, non vincerà mai.

Sayf, “Tu mi piaci tanto”: voto 8
Una canzone di denuncia sociale, cifra cantautoriale, con note rap. Da trasmettere nelle radio, il ritornello è già una hit.

Patty Pravo, “Opera”: voto 6
Patty Pravo allarga, con la sua voce e la sua interpretazione, un ritornello che ha suoni e note epiche, che ricordano i Cieli Immensi che abbiamo tanto amato. Sempre una grande artista, ma non basta per farne una canzone da podio. Forse si attesta su una metà classifica. Vedremo.

Luchè, “Labirinto”:  voto 4
Testo senza mordente, sonorità rap e blues che, come si dice, entrano, ma non girano. Incomprensibilmente lunga. Forse a qualcuno piacerà. A noi no.

Mara Sattei, “Le cose che non sai di me”: voto 7
Canzone in pieno stile sanremese (e non ce l’aspettavamo). Parla d’amore, di giorni tristi, di per sempre. Un po’ fiacca. Però con la sua voce sofisticata ha un bel sound. Rischia il podio. O farà la fine di Giorgia nel festival dello scorso anno: vincitrice morale, ma non effettiva. 

Francesco Renga, “Il meglio di me”: voto 5
A Renga non basta la sua voce poderosa. Il testo è debole, la musica è una ballata che non ci sorprende. Provaci ancora, Francesco!

Ditonellapiaga, “Che fastidio”: voto 9
Finalmente! Finalmente un po’ di elettronica, un po’ di tecno, un po’ di humor, un po’ di anticonformismo! Il fastidio di Ditonellapiaga riguarda tutti, nessuno escludo. Fa già impazzire e parte il primo applauso della sala stampa.

Leo Gassman, “Naturale”: voto 6
Ha il merito di raccontare una storia, con un testo profondo e ricercato. Leo Gassmann ha una bella voce e un bella interpretazione. Ma. C’è un ma. Che non sappiamo neanche bel descrivere, ma basta a non farlo andare oltre la sufficienza.

Sal Da Vinci, “Per sempre sì”: voto 4
Gigi D’Alessio esci da questo Sal Da Vinci. In sala stampa si ridacchia, ma che ci ridiamo che la ritroveremo ovunque come con Rossetto e Caffé?

Levante, “Sei tu”: voto 7
Levante è bellissima, sofisticata, interessante sempre, fedele alla sua arte. E per questo va premiata. Anche se la sua canzone è destinata ad avere un piccolo pubblico, di nicchia.

Tredici Pietro, “Uomo che cade”:  voto 4
Una ballad rap che parla d’amore. Come migliaia di altre.

Enrico Nigiotti, “Ogni volta che non so volare”: voto 8
Non c’è niente da fare. Nigiotti è poetico, sempre dentro al testo, teatrale in senso buono. La canzone è bella, si sente la firma di Pacifico nel testo. Una canzone che merita il podio.

Samurai Jay, “Ossessione”: voto 5
Ritmi tribali, un bel reggaeton da ballare sulle spiagge… un po’ meno bene sul palco di Sanremo. Finisce col trenino di Capodanno. Sipario.

Serena Brancale, “Qui con me”: voto 7,5
Che voce! Un’artista sottovalutata. Si presenta con un mood completamente diverso dallo scorso anno: una canzone pensata per vincere il Festival. Ce la farà?

Arisa, “Magica favola”: voto 6,5
Arisa racconta con malinconia la sua vita. Una dolce nostalgia invade la sua voce e tutta la canzone. Che non è male, è orecchiabile, ma non all’altezza della sua bravura

Nayt, “Prima che”: voto 6
Difficile al primo ascolto. Forse proprio per questo ne merita altri, più approfonditi. Rimandato, per ora.

Dargen D’Amico, “Ai ai”: voto 7
Scanzonato, ma sempre pungente. Parla di Ai, di razzismo, di conformismo. Per riflettere, ma senza prendersi troppo sul serio.

Raf, “Ora e per sempre”: voto 6
La canzone non è brutta in assoluto. Ma non convince. Troppi “per sempre”, troppi “amore mio”, su una melodia già sentita mille volte.

Lda & Aka 7even, “Poesie clandestine”: voto 5
Un salsa in chiave napoletana. Anche no, grazie.

Bambole di pezza, “Resta con me”: voto 7
Sapore internazionale per i volumi di Bambole di pezze. Un rock pronto per l’Eurovision, anche se non ha il pregio di una canzone da primo posto. Il crescendo che porta al ritornello, è da sfogo in automobile lanciata sull’autostrada a 100 all’ora!

Fulminacci, “Stupida sfortuna”: voto 6,5
La cifra cantautoriale che Fulminacci propone è convincente, ma forse ci aspettavamo qualcosa di più, la sua canzone un po’ fiacca. Pizzico di delusione.

Ermal Meta, “Stella stellina”: voto 6,5
“Musiche balcaniche mentre danzatori bulgari”…ah no, quello era Battiato, purtroppo per Ermal Meta. Sonorità dell’est per una canzone che non convince fino in fondo. Originale, ma non basta.

Elettra Lamborghini, “Voila”: voto 3
Vai Elettra! Ci piaci a prescindere, ma la canzone meglio solo sotto la doccia.

Chiello, “Ti penso sempre”: voto 6,5
Chiello racconta con parole semplici, ma giuste, una storia finita. Toni originali per un canzone che farà strada, ma non a Sanremo. Scommettiamo?

Eddie Brock, “Avvoltoi”: voto 8
Comincia con arpeggio di chitarra classica e già ci incanta. Prosegue con dolcezza e con un ritornello sanremese in pieno stile. Cambi di ritmica, di timbro, di melodia. Un refrain che sappiamo già a memoria. Potrebbe essere l’outsider. Attenzione!

Maria Antonietta & Colombre, “La felicità e basta”: voto 9
Thelma & Louise, anno 2026, con melodie anni ‘90. Un inno all’ottimismo, alla determinazione, alla voglia di farcela. In un modo o nell’altro. Una bella canzone, davvero.

Fedez & Masini, “Male necessario”: voto 7
A Masini non possiamo dare meno di 7. La canzone è bella, il testo è bello. Fedez è bravo.

Michele Bravi, “Prima o poi”: voto 7,5
Michele Bravi è un artista finora molto sottovalutato. Meriterebbe ben altre posizioni in classifica e nel cuore del pubblico. Speriamo sia la volta buona.

J-Ax, “Italia starter pack”: voto 6,5
Ma è J-Ax o gli 883 degli esordi? “Una brutta canzone… ma serve” cit.