di
Mario Gerevini

Le star clienti di VBH: da Michelle Obama a Gwyneth Paltrow. L’attesa per la successione dello stilista. Il nodo della liquidità. Il conto alla Coutts, la banca dei reali britannici

L’atto del Tribunale di Roma- Sezione XIV fallimentare è del 29 gennaio 2025: dichiara la chiusura del fallimento della “Atelier Realm srl” dopo la ripartizione dell’attivo ai creditori. La procedura è durata 6 anni. La società, con una decina di dipendenti, realizzava borse di lusso a marchio VBH. Celebrities e star internazionali come Gwyneth Paltrow, Jennifer Lopez, Uma Thurman, Sarah Jessica Parker e Michelle Obama, sono state immortalate con la loro VBH-bag e le foto erano appese nello showroom di Roma. Ma i conti non hanno retto e il rosso profondo non era quello di Valentino, era il saldo dei bilanci. 

L’accordo con il curatore del fallimento

Le preziose borse (si trovano ancora sul web a prezzi fino a 14mila euro) venivano realizzate nel laboratorio di Pontassieve (Fi) con pellami pregiati come pitone, coccodrillo e vacchetta naturale. Designer l’americano Vernon Bruce Hoeksema, VBH appunto, proprietario dell’azienda. E compagno di Valentino Garavani (oltre che manager e socio in alcune aziende della maison fin dagli anni ‘90). Hoeksema con ogni probabilità sarà uno degli eredi e forse nei 550mila euro che ha versato nelle casse dell’Atelier, dopo un accordo transattivo con il curatore fallimentare, c’è già un “anticipo” dell’eredità. La sfortunata avventura imprenditoriale ha prodotto un buco milionario, considerando anche l’altra azienda di gioielleria messa in liquidazione, ma è alle spalle.



















































I cinque protagonisti della successione

Il dolore per la morte dello stilista scomparso il 19 gennaio a 93 anni accompagna adesso il percorso verso la successione. Che è un rebus con alcuni punti fermi e almeno cinque protagonisti, cioè i possibili/probabili eredi, nessuno discendente o ascendente diretto

Il compagno Hoeksema (68 anni); l’ex compagno, socio e amico da una vita Giancarlo Giammetti (83); il nipote Piero Villani (77), figlio della sorella Wanda morta nel 1997, ingegnere, da decenni inserito negli snodi centrali dell’impero; la famiglia del brasiliano Carlos Souza con i figli quarantenni Sean e Anthony; infine la Fondazione Valentino-Giammetti che ha una missione filantropica. Non è chiaro, invece, il grado di parentela di Oscar Garavani, “pronipote” dello stilista. In questo quadro il testamento lasciato da Valentino, con ogni probabilità, definisce a chi andrà cosa. Ma ipotizzare cifre miliardarie è azzardato: Valentino aveva rendite patrimoniali (e spese consistenti) ma non più i dividendi aziendali. 

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Il conto nella banca della regina Elisabetta

Il rebus è, appunto, quello della liquidità e degli investimenti mobiliari. Filtra l’esistenza di un conto a Londra presso Coutts & Company, una private bank britannica che gestisce patrimoni da troppi zero per i comuni mortali. Qui oltre a Valentino aveva il conto – si dice – anche la regina Elisabetta. Un istituto secolare al servizio, soprattutto, dell’élite inglese.

Cambi di residenza

A Londra hanno avuto la residenza sia Garavani che Giammetti per oltre 10 anni, da quando nel 1998 la maison fu venduta alla Hdp per 500 miliardi di lire (circa 260 milioni di euro). Poi almeno fino al 2021 secondo i documenti consultati, lo stilista era residente in Svizzera presso il suo Chalet Gifferhorn di Gstaad. Negli ultimi anni potrebbe esserci stato l’ultimo passaggio in Italia, nella villa romana. Residenza e provenienza dei capitali sono temi che potrebbero inserirsi nella procedura di successione. 

Il rebus della liquidità

C’era traccia anni fa di consistente liquidità (analoga a quanto incassato nel 1998) in una holding lussemburghese, poi messa in liquidazione, intorno alla quale ruotavano numerose finanziarie di varie giurisdizioni fiscalmente vantaggiose. I capitali riconducibili a Valentino (e in piccola misura anche quelli di Hoeksema) si sono mossi negli anni al traino di finanziarie domiciliate prevalentemente in Olanda e nelle isole del Canale. Il grande architetto di questo arcipelago è l’avvocato olandese Ronald Feijen. Così come il grande ingegnere che “imbullona” i principali hub societari con il timbro della famiglia (e piccole quote azionarie) è il nipote di Valentino, Piero Villani.

Ville e yacht

I punti fermi sono immobili e yacht, posseduti per lo più in presa diretta dallo stilista. La villa romana da oltre 30 stanze, a bilancio a 1,6 milioni di euro, una frazione del reale valore di mercato. Il castello di Wideville in Francia acquistato nel gennaio 1995 dai coniugi Setton per 80,7 milioni di franchi francesi (circa 12 milioni di euro) e che oggi ha un valore immensamente superiore. E poi la casa in Toscana, lo chalet a Gstaad. Gran parte della collezione di opere d’arte, invece, è custodita tra la dimora a Holland Park, a Kensington a Londra (dove si racconta siano appesi alle pareti preziosi Picasso) e l’attico di New York, affacciato su Park Avenue. E anche questi sono asset fondamentali ma ancora misteriosi dell’eredità. Infine lo yacht, il 46 metri TM Blue One, costruito nel 1988: pesa per oltre un milione l’anno sui conti della Seaboats e il suo attuale valore è di 12,4 milioni, secondo una perizia dello studio tecnico del Comandante Alberto Bertacca.

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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 07:51)