di
Francesca Basso
Intesa sul libero scambio dopo 20 anni di negoziati. Von der Leyen: «Nuovo ordine globale»
Per l’Unione europea gli accordi di libero scambio ora più che mai stanno superando la semplice dimensione commerciale per allargarsi a quella geopolitica. L’incertezza della relazione con gli Stati Uniti di Donald Trump, come dimostrano i nuovi dazi minacciati la scorsa settimana e poi ritirati da Washington, spinge l’Ue a diversificare i propri mercati per ridurre il più possibile le dipendenze e per rafforzare le partnership anche nel settore della difesa. Non fa eccezione l’accordo «storico» di libero scambio con l’India che sarà concluso questa mattina a New Delhi dopo vent’anni di negoziati.
«Europa e India sono le più grandi democrazie del mondo, impegnate a lavorare insieme per dare forma a un nuovo ordine globale», ha scritto ieri su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha partecipato con il presidente del Consiglio europeo António Costa, ospiti d’onore, alla Giornata della Repubblica indiana, la prima volta per l’Ue. «È per questo che siamo qui — ha proseguito —: per portare la nostra partnership a nuovi livelli». Al suo arrivo a New Delhi, domenica scorsa, von der Leyen aveva spiegato che «l’importanza economica dell’accordo di libero scambio non può essere sottovalutata. L’Ue otterrà il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto. Otterremo un vantaggio competitivo significativo in settori industriali e agricoli chiave».
Tuttavia la parte sull’agricoltura dovrebbe creare meno problemi rispetto all’accordo con il Mercosur, perché dovrebbero essere esclusi dal taglio dei dazi prodotti sensibili per ambo le parti: carne bovina, pollame, riso, zucchero e latticini. Mentre avranno un accesso con dazi ridotti il vino, i superalcolici, l’olio d’oliva europei. «I negoziati tra i funzionari si sono conclusi ed entrambe le parti sono pronte ad annunciare la conclusione dei colloqui», ha dichiarato ieri all’ Afp il segretario del ministero del Commercio indiano, Rajesh Agrawal.
L’intesa creerà una delle più grandi aree commerciali al mondo, un mercato da 2 miliardi di persone. I negoziati sono stati serrati fino all’ultimo momento. Secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi, raccolte da Reuters, l’India prevede di ridurre drasticamente i dazi sulle auto importate dall’Ue al 40%, rispetto a livelli attuali che vanno dal 70% al 110%. Un spinta fondamentale per l’industria dell’auto europea che sta soffrendo la concorrenza cinese. Il governo di Narendra Modi avrebbe accettato di ridurre immediatamente le tariffe su un numero limitato di auto provenienti dall’Ue con un prezzo di importazione superiore a 15 mila euro. Poi in un secondo momento l’aliquota scenderà fino al 10%. Attualmente, le case automobilistiche europee detengono meno del 4% del mercato indiano dell’auto, che conta 4,4 milioni di unità l’anno ed è dominato dalla giapponese Suzuki Motor e dai marchi nazionali Mahindra e Tata. Ma il mercato indiano è destinato a crescere fino a 6 milioni di auto l’anno entro il 2030. L’accordo Ue-India include anche una partnership in sicurezza e difesa.
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27 gennaio 2026
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