All’ospedale di Tradate dell’ASST Sette Laghi è attivo un ambulatorio di agopuntura, dedicato alla cura del dolore. La dottoressa Sabrina Patanè, anestesista rianimatrice, è parte dell’equipe. Ha scelto di specializzarsi in agopuntura seguendo una scuola triennale a Torino, con esperienze formative anche in Cina.
Una pratica millenaria riconosciuta oggi dalla medicina ufficiale
L’agopuntura affonda le sue radici nella Medicina Tradizionale Cinese, con testimonianze risalenti al 2700 a.C., ma oggi è riconosciuta e valorizzata anche dalla medicina occidentale. «Mi sono avvicinata all’agopuntura per curiosità – racconta la dottoressa Patanè – volevo ampliare il mio punto di vista come medico. Ho scoperto una metodica affascinante, non alternativa ma integrabile con la medicina occidentale».
A confermarne la validità sono oggi numerose pubblicazioni scientifiche e il riconoscimento da parte di enti autorevoli come l’OMS, il National Institutes of Health statunitense e, in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità.
Dal 2022 l’agopuntura è inserita nelle Linee Guida del Sistema Sanitario Nazionale per il trattamento di patologie come lombalgia cronica, emicrania, dismenorrea, dolore articolare da terapie oncologiche e stanchezza cronica correlata al cancro. Dal 30 dicembre 2024 è inoltre entrata a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), segnando così il suo pieno riconoscimento all’interno del sistema pubblico.
Come funziona l’agopuntura e quando viene utilizzata
Il principio della medicina orientale parte da un concetto: la malattia è uno squilibrio dell’organismo che coinvolge corpo e mente. L’agopuntura interviene per ristabilire l’armonia, attraverso l’infissione di aghi sottilissimi in punti precisi della superficie corporea, lungo i cosiddetti meridiani.
«Si tratta di aghi metallici monouso – spiega il medico – che vengono lasciati in sede per 20-30 minuti. Il trattamento prevede un’anamnesi approfondita e un esame obiettivo, secondo i canoni della medicina orientale. Questa metodica non esclude mai le terapie della medicina occidentale. Gli aghi stimolano il corpo ad attivare risposte mio-rilassanti e decontratturanti, continuando la loro azione anche dopo la rimozione».
All’ambulatorio di Tradate, il trattamento è rivolto a pazienti con sindromi dolorose, su indicazione del medico di medicina generale o di specialisti. Il team è composto da quattro medici, tra cui tre anestesiste e una collega del Pronto Soccorso.
Un convegno per far conoscere la terapia
Per diffondere una maggiore conoscenza sull’agopuntura e sul suo ruolo nella medicina integrata, il Servizio di Anestesia di Tradate organizza il prossimo 11 aprile nell’aula magna Granero Prati dell’Università dell’Insubria un convegno aperto a medici di medicina generale e specialisti.
L’incontro, patrocinato dalla FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura) e dall’Ordine dei Medici di Varese, ha l’obiettivo di promuovere un confronto tra professionisti e far conoscere l’attività dell’ambulatorio ospedaliero di Tradate.
Tra i relatori, anche il dottor Carlo Maria Giovanardi, presidente della FISA e figura di riferimento a livello nazionale, che ha contribuito alla stesura delle Linee Guida italiane sull’agopuntura.
«Oggi c’è sempre più attenzione verso una medicina integrata – conclude la dottoressa Patanè – e il nostro ambulatorio pubblico rappresenta un valido supporto per i medici che vogliono ampliare le possibilità terapeutiche offerte ai propri pazienti».