di
Alessio Di Sauro

La conferma da fonti dell’ambasciata Usa. Valditara: «L’Ice non sarà presente in quanto tale». Fontana: «Faranno da guardia del corpo a Vance e Rubio», poi la retromarcia. Il Pd presenta un’interrogazione al Senato

Ci saranno anche loro. Non saranno responsabili di alcuna operazione di sicurezza e saranno sotto il controllo delle autorità italiane, ma ai Giochi olimpici di Milano-Cortina la delegazione statunitense potrà contare anche sulla presenza di alcuni agenti dell’Ice, la famigerata forza di polizia anti immigrazione voluta dal presidente Donald Trump, al centro degli ultimi tragici fatti che stanno scuotendo la città di Minneapolis. La conferma arriva in serata da fonti qualificate dell’ambasciata statunitense: la componente investigativa dell’agenzia, l’Homeland security investigations, supporterà il servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di Stato statunitense nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali — si precisa — fatta salva la titolarità italiana di tutte le operazioni di sicurezza.

Un distaccamento di singoli agenti a tutela della delegazione, dunque, inviato, al pari delle diverse agenzie federali che hanno supportato il servizio di sicurezza diplomatica nei precedenti eventi olimpici, e che, va da sé, non potranno svolgere operazioni di controllo in Italia come in nessun altro Paese straniero. Una conferma che arriva  al termine di una giornata turbolenta sull’asse Roma-Milano, dopo un valzer di dichiarazioni e smentite che hanno infiammato il dibattito politico. 



















































Nel tardo pomeriggio a cercare di gettare acqua sul fuoco era stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che nei giorni scorsi era parso possibilista sull’arrivo di un nucleo di agenti di scorta: «È una polemica sul nulla — aveva tagliato corto — gli americani non hanno ancora comunicato l’elenco delle presenze di chi sarà alle Olimpiadi ma, qualsiasi esso sia, l’Ice non opererà mai sul territorio italiano in quanto tale». Ed è proprio in quell’«in quanto tale» che risiederebbe il cardine dell’interpretazione delle parole del numero uno del Viminale, che nei giorni scorsi, dopo le indiscrezioni sull’approdo a Milano-Cortina della forza di polizia responsabile dell’uccisione di Renee Good e Alex Pretti, aveva chiarito come gli agenti Ice potessero unicamente occuparsi di compiti di protezione di atleti e personalità a stelle e strisce.

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 «Le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse — aveva dichiarato sabato —. Non vedo quale problema ci sia» Una miccia che ieri era stata nuovamente innescata dalle parole del governatore lombardo Attilio Fontana che, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, aveva in prima battuta confermato la presenza dei membri dell’agenzia, salvo poi affrettarsi a smentire: «Questo è un altro discorso che non riguarda il nostro Paese — aveva detto — la loro presenza è limitata a fare la guardia del corpo al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio». Poi, immediata, la retromarcia: «Non ho idea se arriveranno o meno, non è di pertinenza della Regione — la precisazione —, il mio era solo un commento in via ipotetica sulle loro eventuali responsabilità in Italia».

Tanto è bastato però a rinfocolare la polemica: «Da primo cittadino non vorrei proprio che questo corpo di polizia venisse in Italia — attacca il sindaco di Milano Beppe Sala —. È un corpo che agisce nell’illegalità e che uccide, sono totalmente incompatibili con le nostre modalità di gestire la sicurezza. È stupefacente sentir dire “che problema c’è?”». E martedì mattina in diretta a Rtl 102.5 Sala ha ribadito: «Io da italiano prima ancora che da cittadino milanese non mi sento tutelato da Piantedosi. Questa è una milizia che uccide, è una milizia che entra nelle case della gente firmandosi il permesso, è chiaro che non sono i benvenuti a Milano – ha aggiunto -. Io mi chiedo, noi potremo dire per una volta un no a Trump? Gli agenti dell’Ice non devono venire in Italia perché non sono allineati al nostro modo democratico di garantire la sicurezza».

Il gruppo del Pd al Senato ha presentato un’interrogazione al governo per chiedere in base a quali accordi sia riconducibile la presenza dell’Ice: «Sarebbe una provocazione». E, mentre una petizione di Azione contro l’arrivo degli agenti ha già superato le 5 mila firme, il leader di Si Nicola Fratoianni è più drastico: «Le squadracce di Trump non devono mettere piede in Italia — chiosa —. Non possiamo permettere ad assassini armati fino ai denti di agire sul territorio italiano».


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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 09:33)