Il 2026 su strada è ricominciato nel segno… della Uae. Guarda Caso. Jay Vine si è portato a casa il Tour Down Under, prima corsa World Tour della stagione. Un australiano profeta in patria. Ma dall’altra parte del mondo hanno sbocciato la loro stagione con un successo parziale di tappa anche alcuni velocisti come Vernon, Brennan e Andresen.
E a proposito di ruote veloci, il “pitbull” Dylan Groenewegen ha regalato alla Unibet il primo acuto dell’annata, facendo sua la Clasica della Comunitat Valenciana, bruciando allo sprint nientemeno che il talento francese Paul Magnier. Un bel botto di inizio anno.
Ma diamo un po’ di risalto anche ai nostri, visto che la prima corsa ufficiale veritiera del 2026, la Clasica Camp de Morvedre, è stata vinta da Christian Scaroni dell’Astana. Una piacevole conferma da parte del bresciano dopo i 5 successi dello scorso anno, conditi da 15 Top 3.
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Grande curiosità questa settimana, invece, per il debutto stagionale di Jonathan Milan, impegnato dal 27 al 31 gennaio in Arabia Saudita all’Alula Tour (diretta su Eurosport tutti i giorni alle 12.30). Il nostro velocista di punta, che quest’anno vedremo sulle strade del Giro d’Italia, avrebbe dovuto affrontare i primi duelli con Tim Merlier, che a causa di problemi al ginocchio ha dovuto però dare forfait. Fra gli sprinter presenti anche De Kleijn, il redivivo Jakobsen e Fernando Gaviria, nuova punta di diamante (si fa per dire visti gli scarsi risultati degli ultimi anni) della Caja Rural.
Più interessante e succoso il menù di febbraio. Alla Volta Valenciana (4-8 febbraio) la lista dei partenti sarà di altissimo livello: Evenepoel e Pellizzari per la RedBull, Almeida per la Uae, Uijtdebroeks per la Movistar, Landa per la Soudal e Tiberi per la Bahrain, oltre a corridori totali come Mads Pedersen della Lidl e Paul Magnier sempre della Soudal. La breve corsa a tappe spagnola servirà soprattutto a Evenepoel per preparare il primo duello stagionale con Jonas Vingegaard. I due si troveranno di fronte al Uae Tour (16-22 febbraio), prima vetrina di una certa importanza. Teatro sul quale non mancheranno nemmeno Isaac Del Toro e Felix Gall, oltre alla solita batteria di velocisti, fra cui ancora Milan e probabilmente Kooj e magari Merlier.
Nella stessa settimana, però, si correrà anche nella penisola iberica. Al Tour dell’Algarve (18-22 febbraio), in Portogallo, vedremo in azione una carrellata di campioni non indifferente: Almeida sarà il padrone di casa, ma alla vittoria finale punteranno anche Juan Ayuso e Derek Gee (nuove stelle della Lidl-Trek), Richard Carapaz e giovani ambiziosi come Seixas, Riccitello e Widar. Lo spettacolo sarà garantito anche dalla presenza di corridori come Alaphilippe, Magnier e De Lie, oltre alle nostre speranze incarnate da Pippo Ganna.
In contemporanea ci sarà anche la Ruta del Sol, in Andalusia. Palcoscenico per gente come Pidcock, Hindley, Gregoire, Laporte e altri personaggi in cerca d’autore.
E gli altri? Pogacar debutterà alla Strade Bianche il 7 marzo prima di dare l’assalto alla Sanremo. La Classicissima di primavera sarà la prima anche di Jasper Philipsen e probabilmente di Mathieu Van der Poel, anche se qualche voce dall’Olanda parla di una possibile assenza dell’Imperatore che avrebbe del clamoroso. Nel frattempo comunque Mathieu ha incantato nel ciclocross: 11 successi su 11 in questo inverno e trionfo in Coppa del Mondo, diventando con 51 vittorie il più vincente di sempre in questo circuito. In attesa di firmare l’ottavo Mondiale, che non si capisce bene chi potrebbe negarglielo.
Infine Van Aert: il belga, dopo l’infortunio alla caviglia, sta preparando la stagione delle classiche. Possibile un esordio soft a Omloop e Kuurne per poi ripresentarsi finalmente alla Strade Bianche.
Al di là di questi elenchi più o meno interessanti, bisogna chiudere con una riflessione seria, proprio legata al calendario. Esempio concreto. Ma con tre corse in contemporanea come quelle appena descritte nella settimana dal 16 al 22 febbraio, come può un appassionato stare dietro a tutto?
Tralasciando i super fan, queste sovrapposizioni creano solo confusione e dispersione, perlopiù trattandosi di gare non di primo piano. I corridori hanno bisogno di correre e le squadre hanno bisogno di corse avendo una rosa di 30 ragazzi che in qualche modo devono far sfogare nella competizione. Ma sul piano comunicativo e dell’immagine gli interrogativi restano sempre molti, senza però che nessuno ai piani alti ci metta veramente la testa.
Valga, per concludere, una piccola testimonianza personale. Commento le corse dal 2018 e ogni anno la domanda di tanti amici e appassionati (quindi gente che segue il ciclismo!) è sempre la stessa: “Allora quando ricomincia la stagione? A marzo giusto? Quando è la Sanremo?”. Quest’anno la Milano-Sanremo è il 21 marzo. Io comincio a commentare il 27 gennaio. Due mesi di gare che, nella percezioni di molti, nemmeno esistono. Forse fermarsi a riflettere ogni tanto non sarebbe poi un esercizio così inutile.
Buona stagione.
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