IMPRESSIONISMO E OLTRE. Capolavori dal Detroit Institute of Arts è un’esposizione che riunisce cinquantadue dipinti straordinari, provenienti da uno dei più prestigiosi musei americani, il Detroit Institute of Arts, e mai visti prima in questa ampiezza sul territorio nazionale.

La mostra, visitabile fino al 3 maggio 2026 presso il museo dell’Ara Pacis di Roma, è curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi ed è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta da MondoMostre e Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il museo americano. Si tratta di un progetto di altissimo valore scientifico, che si snoda lungo un percorso cronologico e tematico capace di raccontare con grande chiarezza l’evoluzione dell’arte moderna europea tra Ottocento e Novecento, attraverso il filtro dell’Impressionismo e le sue eredità.

L'allestimento della mostra all'Ara Pacis

L’allestimento della mostra all’Ara Pacis

Una stagione rivoluzionaria

La selezione delle opere, che include nomi come Degas, Renoir, Cézanne, Van Gogh, Pissarro, Matisse, Picasso, Gauguin e Kandinsky, testimonia la centralità di una stagione rivoluzionaria che ha ridefinito la pittura e il suo rapporto con la realtà. A rendere possibile questo dialogo transatlantico è stata la visione lungimirante di Wilhelm R. Valentiner, direttore del museo di Detroit tra il 1924 e il 1945, figura chiave nel formare un fondo di arte europea che oggi rappresenta uno dei nuclei più autorevoli al di fuori del continente.

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Vita moderna e luce naturale

Il percorso si apre con la pittura della vita moderna e la riscoperta della luce naturale: Donna in poltrona di Renoir (1874), scelta come immagine simbolo della mostra, esprime la sensualità luminosa e la freschezza del primo Impressionismo; La passeggiata a cavallo e Danzatrici nella stanza verde di Degas rivelano la tensione analitica e la profonda costruzione formale che l’artista applica anche ai gesti più effimeri. Tra le opere salienti, Bagnanti di Cézanne rappresenta l’inizio di una nuova grammatica pittorica, mentre Il sentiero di Pissarro e La chiesa di Moret dopo la pioggia di Sisley traducono la luce del paesaggio francese in vibrazioni atmosferiche. L’interesse per la vita quotidiana è evidente anche in Scena di caffè a Parigi di Henri Gervex, dove la città si fa teatro della modernità.

Scena di caffè a Parigi di Henri Gervex

Scena di caffè a Parigi di Henri Gervex

Itinerario in quattro sale

L’itinerario espositivo si sviluppa in quattro sale, ognuna dedicata a un momento evolutivo dell’arte moderna. Dopo l’Impressionismo, la mostra esplora la transizione al Postimpressionismo, con opere in cui il colore diventa linguaggio autonomo. Montagna Sainte-Victoire di Cézanne – densa di piani cromatici – è manifesto di questa trasformazione: l’impressione si fa struttura, il paesaggio diventa architettura visiva. Un’intensità emotiva quasi febbrile anima invece le due opere di Van Gogh, Vaso con garofani e Riva dell’Oise a Auvers, dove il colore vibra come specchio del tormento interiore. Il passaggio al Simbolismo e alla dimensione visionaria è affidato a Evocazione di farfalle di Odilon Redon, in cui la realtà si dissolve nella luce di un sogno.

Vista di Gerusalemme di Oskar Kokoschka

Vista di Gerusalemme di Oskar Kokoschka

Il cuore della terza sezione è dominato dalla presenza di Pablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso illustrano il suo itinerario poliedrico: dal periodo rosa alle forme cubiste, fino a tre potenti ritratti femminili degli anni Venti. Matisse, presente con tre dipinti eseguiti tra il 1916 e il 1919, mostra invece il passaggio da una stesura piatta e geometrica a una pittura più libera e luminosa, in dialogo con la sensualità cromatica di Renoir. Completano la sezione le opere di María Blanchard e Juan Gris, esponenti del Cubismo, e i ritratti intensi di Modigliani e Soutine, espressioni della Parigi cosmopolita del primo Novecento.

Lyonel Feininger e gli altri espressionisti - cubisti tedeschi

Lyonel Feininger e gli altri espressionisti – cubisti tedeschi

La quarta sala è dedicata agli sviluppi dell’avanguardia in Germania, con opere di Kandinsky, Pechstein, Feininger, ma anche di Beckmann, Heckel e Schmidt-Rottluff, testimoni di un’arte attraversata dagli orrori della guerra e dalla crisi della modernità. La loro presenza, come ha sottolineato Claudio Zambianchi nel catalogo, introduce una nota tragica, che bilancia l’armonia luminosa degli impressionisti con una riflessione più aspra sulla condizione dell’uomo contemporaneo.

Le opere da non perdere Le Bagnanti di Paul Cézanne

Le Bagnanti di Paul Cézanne

Tra le opere più suggestive si segnalano le Danzatrici nella stanza verde (1879 ca.) di Edgar Degas, un capolavoro costruito su contrasti di luce e rigore formale. Il contrabbasso sullo sfondo suggerisce un dialogo visivo tra musica e corpo in movimento. Imperdibile Paul Cézanne con Bagnanti (1879-1880): figura e paesaggio si fondono in una tensione quasi sacrale. Le pennellate regolari creano un ritmo visivo che anticipa il Cubismo. Vincent van Gogh ci regala Riva dell’Oise a Auvers (1890), dove l’intensità emotiva della scena fluviale diventa riflesso della tormentata interiorità dell’artista. Infine, la Donna con il cane di Pierre Bonnard (1924) è un sussurro domestico, dove la luce filtra tra i toni caldi e i contorni si sciolgono in una poesia silenziosa.

Riva dell’Oise a Auvers di Van Gogh

Riva dell’Oise a Auvers di Van Gogh

Eventi collaterali

La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi e attività didattiche, tra cui visite guidate, laboratori per scuole, conferenze e incontri con esperti. Il catalogo, edito da Moebius, raccoglie saggi di alta qualità e schede scientifiche approfondite, rendendo l’esperienza fruibile anche fuori dalle sale. È inoltre prevista una programmazione accessibile, con supporti multimediali e percorsi per persone con disabilità visive e uditive. L’esposizione è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30.

Le stagioni artistiche che seguirono l'Impressionismo

Le stagioni artistiche che seguirono l’Impressionismo

IMPRESSIONISMO E OLTRE. Capolavori dal Detroit Institute of Arts non è solo una celebrazione della pittura moderna, ma un invito a riflettere sul senso profondo della visione, del colore, del tempo. Un viaggio che attraversa l’anima dell’Europa pittorica e ci restituisce, in una cornice romana, la voce vibrante dei suoi maestri.

Info: www.arapacis.it; www.zetema.it