di
Alberto Giulini, Angelo Rossano
In Procura è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale, al momento ci sono indagati solo per furto e omissione di soccorso
Questa è una tragedia che coinvolge quattro ventenni. Il primo è Davide, morto a soli 19 anni mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici in discoteca. Due sono gli sciacalli: hanno visto Davide a terra, non hanno chiamato i soccorsi, ma ne hanno approfittato per mettergli le mani in tasca e rubargli il portafoglio. Il quarto ventenne è l’automobilista che avrebbe urtato Davide quando era già a terra.
La meglio gioventù
C’era una volta la meglio gioventù mossa dalle passioni, travolta dalle contraddizioni, spinta dagli ideali. La tragedia della morte di Davide Borgione avvenuta su una striscia di asfalto a Torino è una brutta storia che per protagonisti ha proprio quel che resta della meglio gioventù.
Gli sciacalli
Loro chi sono? Per ora non si sa molto, ma si può provare a tracciarne un identikit. I due sciacalli sono ragazzi giovanissimi, 20enni, entrambi italiani, torinesi, di passaggio in via Nizza in automobile. Si può pensare che abbiano trascorso tutta la notte fuori e che all’alba stessero tornando a casa. O magari cercavano un bar dove fare colazione. Le telecamere li avrebbero immortalati mentre accostano, scendono dall’auto, si avvicinano e iniziano a mettere le mani nelle tasche di Davide. Il giovane è incosciente, ma non chiamano i soccorsi e si allontanano con il portafoglio. Sono stati denunciati per furto e omissione di soccorso.
L’investitore inconsapevole
È giovanissimo anche l’automobilista che avrebbe urtato Davide. La scena è ripresa anche in questo caso dagli occhi elettronici: il giovane è già a terra, la vettura lo urta lievemente. «Se l’ho toccato, era già a terra e non me ne sono accorto», avrebbe detto agli inquirenti. Una versione ritenuta credibile: l’auto procede a velocità «regolare», non si ferma e non accelera dopo l’impatto. Proprio come se non si fosse accorto di nulla. Il giovane è indagato per omissione di soccorso. Nessuno, al momento, è invece indagato per omicidio stradale.
Il povero Davide
E infine c’è il povero Davide Borgione, diplomato al liceo classico D’Azeglio e iscritto al primo anno di Economia, grande appassionato di calcio (tifoso del Toro) e di musica. «Borgi», questo il nome d’arte che aveva scelto, sognava una carriera da rapper e aveva già pubblicato diverse canzoni. Per papà Fabrizio è un altro durissimo colpo: nel 2023 un infarto aveva stroncato la vita di un altro figlio, Andrea (35 anni), vicecomandante della polizia locale di Vercelli. Il povero Davide: lui sì mosso dalla passione per il calcio, spinto dall’amore per la musica e travolto dalle contraddizioni della vita e anche di una generazione.
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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 15:27)
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