di
Leonard Berberi
Un anno dopo il peggior disastro aereo degli ultimi vent’anni negli Usa (67 morti). Gli esperti dell’Ntsb: «Problemi sistemici in più organizzazioni». Cos’è successo
Pochi istanti prima di uno dei peggiori incidenti aerei dell’ultimo ventennio negli Stati Uniti, l’unico controllore di volo in servizio stava gestendo contemporaneamente sei voli di linea carichi di passeggeri e cinque elicotteri — militari e sanitari — comunicando su frequenze diverse. I jet commerciali non potevano sentire gli elicotteri, gli elicotteri non riuscivano a sentire i jet commerciali. Alle 20:47 e 59 secondi del 29 gennaio 2025 — sopra il fiume Potomac, a Washington — un Crj in servizio per American Airlines è stato centrato in pieno da un Black Hawk: 67 persone hanno perso la vita.
La relazione
È questo uno dei dettagli più significativi emersi dall’audizione pubblica con cui i membri del National Transportation Safety Board (Ntsb) hanno concluso un anno di indagini sull’incidente che ha scosso il Paese, anche per la lunga coda di polemiche politiche, a pochi metri dall’aeroporto nazionale «Reagan» della capitale americana. Uno schianto che, sostengono gli esperti, è il risultato di una «molteplicità di errori» e di «problemi sistemici presenti in più organizzazioni».
L’incidente
La sera del 29 gennaio 2025, un Bombardier Crj di Psa Airlines — compagnia che opera i voli regionali di American Airlines — decollato da Wichita, in Kansas, e diretto a Washington, stava atterrando sulla pista 33. Alla sua destra, però, gli è piombato addosso un elicottero Sikorsky Black Hawk dell’esercito statunitense. «Abbiamo il Crj in vista», sono le ultime parole pronunciate dall’interno dell’elicottero. Con ogni probabilità, l’equipaggio stava osservando un altro aereo commerciale di American Airlines, che si trovava però a diversi chilometri di distanza.

Oltre 15 mila episodi pericolosi
«Oh my God!», si sente in sottofondo nelle registrazioni provenienti dalla torre di controllo di Washington. L’Ntsb ha rivelato che dal 2021 si sono verificati 15.200 episodi di «perdita di separazione» nello spazio aereo attorno al «Reagan» tra aerei di linea ed elicotteri, inclusi 85 eventi di «quasi collisione». A dicembre, il Dipartimento di Giustizia ha affermato che il governo federale è responsabile dello schianto.
«Inchiesta significativa»
«Molte cose devono andare storte perché si verifichi un incidente», ha dichiarato in apertura dell’audizione Jennifer Homendy, presidente dell’Ntsb. E ha aggiunto: «Chiunque voglia capire il lavoro svolto da questi esperti di sicurezza nell’ultimo anno può consultare la documentazione pubblica dell’indagine: oltre 19 mila pagine, che includono anche le testimonianze raccolte durante l’udienza investigativa dello scorso luglio».
Le ammissioni del governo
Il governo ha ammesso che i piloti dell’elicottero dell’esercito e del jet regionale «non hanno mantenuto la vigilanza necessaria per individuarsi e evitarsi reciprocamente». L’altitudine massima prevista per la rotta seguita dall’elicottero era di 200 piedi (circa 61 metri), ma la collisione è avvenuta a quasi 300 piedi (91 metri).
Le limitazioni
Dopo l’incidente, la Federal Aviation Administration (Faa) ha limitato i voli degli elicotteri nell’area, dopo che l’Ntsb aveva definito la loro presenza un «rischio intollerabile» per l’aviazione civile nei pressi del Reagan National. A maggio, la Faa ha inoltre vietato all’esercito i voli di elicotteri attorno al Pentagono, dopo un quasi scontro che aveva costretto due aerei civili ad annullare l’atterraggio.
27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 17:45)
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