di
Andrea Galli

La potente piattaforma europea di credito privato RoundShield ha lavorato di nuovo attraverso il gestore del progetto, la Kervis, che è già regista di operazioni milanesi

Ancora. Identica solfa. Fra un po’ forse manco più sarà una notizia — non per noialtri, beninteso, che continuiamo a mappare il trattamento riservato a un territorio spesso così minuto e fragile; così indifeso?

Allora eccoci al lago del lusso, dei resort, degli stranieri. Insomma il lago di Como. Avanti il prossimo complesso turistico (stavolta e in tempi rapidi, in due anni appena, esso sorgerà a Menaggio, sulla sponda sinistra, quella della statale agghiacciante Regina, strettoie, cantieri, ingorghi, secoli di disagio che mai verrà eliminato). Un complesso turistico per pochi privilegiati, che avrà di sicuro bellezza architettonica e massimo rispetto, negli spazi e nelle forme, nel materiale, del paesaggio ameno. Queste almeno le promesse. L’opposizione del lago di Como, significando non soltanto l’ambito politico, insiste nel ritenere, ma pressoché in solitaria, dai più abbandonata (anche costoro allietati dal tema del denaro e fine), che magari servirebbe una riflessione comune.



















































Un dibattito. Mettersi, e conversare, analizzare, valutare su dove si vuole andare, cosa si vuol fare, quale lascito — addirittura — resterà alle nuove generazioni. Dopodiché ognuno fa il suo. Nella fattispecie, la potente piattaforma europea di credito privato RoundShield attraverso il gestore del progetto, quella Kervis guidata da uomini con esperienza e formazione nelle banche americane e attiva negli investimenti immobiliari, fra i principali attori dell’urbanistica, regista di operazioni milanesi in via Tortona, all’Isola, in via Cesariano, vecchie e nuove costruzioni «trattate» con destinatari finali i ricchi, s’è presa 40 ettari giustappunto a Menaggio per farci sorgere il nuovo immobile della catena Corinthia, marchio a conduzione familiare nato a Malta negli anni Sessanta e adesso in (ulteriore) sviluppo: i prossimi cantieri sono previsti lì dove gira il grano vero e abbondante, ovvero l’Arabia, Dubai, il Qatar. E Como. 

Si susseguono, com’è fisiologico che sia data la portata mondiale dell’operazione a Menaggio, termini in lingua inglese nella comunicazione dell’affare. I professionisti del settore sono in fermento anche dall’altra parte, a Torno e salendo sulla mappa fino a Bellagio, dove i politici e gli imprenditori del posto pensavano di ricreare sul modesto (per altitudine) Monte San Primo un impianto per lo sci che era andato in disuso poiché non nevicava. Abbonda la neve artificiale in Valtellina, teatro delle imminenti Olimpiadi invernali, figuriamoci sul povero lago.

L’hotel di Menaggio avrà numero 58 di camere da letto, i fortunati potranno godere di un’area benessere, di spazi per la ristorazione, di un beach club esclusivo, scritto in inglese, chiaro, poiché saranno loro anche le acque, di fatto. Senza scordare la presenza accanto d’un antico campo da golf (il secondo in Italia per longevità). L’area in questione è oggi composta da tre ville di privati, trincerati nella riservatezza, ma i re del gossip locale stanno indagando (giardinieri e barcaioli). La caccia all’acquisizione di nuovi immobili è forsennata. Arrivano mediatori, agenti, portavoce, a offrire qualsiasi cifra — qualsiasi — purché la gente venda casa, e la vende; è diventata tipo una febbre dell’oro, una rivoluzione dell’homo larianus, sociologi all’ascolto casomai diteci la vostra.


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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 13:30)