di
Claudio Del Frate

La scoperta dopo una ricognizione aerea dei tecnici. Gli sfollati salgono a 1500, avranno un contributo fino a 900 euro mensili

«L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela. La frana è ancora attiva». Lo ha detto il capo del dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, che a Niscemi (Caltanissetta) sta partecipando alla riunione col presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nel centro operativo comunale (Coc) per fare il punto sulla frana nel comune.

L’intero costone su cui è appoggiato il centro abitato di Niscemi si sta muovendo, mettendo a repentaglio la stabilità di decine di costruzioni. Come è noto le persone costrette ad abbandonare la loro abitazione sono già 1.500 e per la protezione civile sono destinate ad aumentare. Ciciliano e i tecnici hanno compiuto un sorvolo questa mattina dell’intera area, ricognizione che ha permesso di vedere tutte le fratture che attraversano la collina e la piana sottostante. La frattura si è allargata di un chilometro in una sola notte mentre l’altezza del costone è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. Si stata anche valutando di estendere la zona interdetta da 100 metri dal costone fino a 150. 



















































Anche il procuratore di Gela, Salvatore Vella, è arrivato a Niscemi, per un sopralluogo nella zona rossa. «Si potrebbero verificare problemi di ordine pubblico. Questo è un momento di preoccupazione. La zona da monitorare è molto grande e le forze attualmente sono esigue. Servono più uomini per vigilare sulla zona rossa – ha riferito il magistrato al termine del sopralluogo – . Abbiamo  verificato i rischi di sciacallaggio e se i varchi sono ben monitorati».  «Attualmente non c’è alcun procedimento penale aperto perché non ravvisiamo al momento nessuna ipotesi di reato» ha concluso.

Ieri il consiglio dei ministri ha stanziato i primi fondi per l’emergenza; per gli sfollati  sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.  La procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo. 

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La preoccupazione tra i residenti è altra ed è sintetizzata dalle parole del parroco don Giuseppe Cafà: «I geologi che sono allo studio di questo evento franoso dicono che non c’è paragone in tutta Europa. Non c’è mai stato un fenomeno del genere. Il fronte frana è esteso per circa 4 km, in alcuni punti raggiunge la profondità di 50 metri. Si è creato un canyon, nel vero senso della parola». 

Elly Schlein a Niscemi 

A Niscemi questa mattina è arrivata anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein: ««Siamo qui per dare la nostra vicinanza alla comunità di Niscemi. C’è grande apprensione, ci sono 1500 sfollati, bisogna mettere in sicurezza le persone e il territorio e il più presto possibile dare loro una prospettiva chiara». «Naturalmente siamo pronti come Pd a fare la nostra parte – ha aggiunto la leader dem – per fare avere tutto il supporto necessario alla comunità e alle amministrazioni coinvolte. «Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo» ha concluso. 

27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 18:37)