Una pista tutta per Ferrari e Red Bull. Il secondo giorno di test a porte chiuse di Formula 1 che si è tenuto al Montmelò di Barcellona ha visto poche monoposto girare, appena due, ma è bastato per concentrare tutta l’attenzione degli appassionati sulla pista che sorge a pochi chilometri da Barcellona.
Per la Ferrari si è trattato dell’esordio assoluto in questo Shakedown voluto fortemente dai team e lo ha fatto mandando in pista la SF-26 nelle mani di entrambi i piloti titolari. Al mattino è toccato a Charles Leclerc far esordire in Catalogna la nuova nata nella Gestione Sportiva di Maranello, facendo un totale di 64 giri (quasi un gran premio intero, considerando che la gara di F1 al Montmelò dura 66 giri).
Il monegasco ha fatto i primi giri su pista asciutta, poi ha potuto saggiare la SF-26 anche su asfalto bagnato a causa della pioggia scesa nel corso della mattinata. A quel punto, Leclerc ha anche provato la Partial Active Aero Mode, la terza modalità legata all’aerodinamica attiva introdotta da quest’anno in Formula 1 che è stata approvata dal Consiglio Mondiale lo scorso dicembre.
Per quanto riguarda la Red Bull, Max Verstappen ha fatto un totale di 27 giri causando anche la prima bandiera rossa di giornata. L’olandese è stato autore di un fuoripista innocuo ed è riuscito a guadagnare l’asfalto pochi istanti dopo, senza danneggiare la RB22.
Nel corso della mattinata, Max ha fatto diverse prove aerodinamiche con il flow viz sull’ala anteriore, sulle sospensioni anteriori e sulle pance, così da analizzare l’andamento dei flussi che partono dall’anteriore e vanno verso la zona posteriore. Non solo, perché dietro le ruote anteriori sono stati montati due rastrelli pieni di sensori, con cui Red Bull ha raccolto dati sempre per valutazioni aerodinamiche.
Per quanto riguarda i tempi, l’olandese è stato il più veloce di giornata con il crono di 1’19″578 (temi raccolti da SoyMotor), mentre Leclerc si è fermato a 1’20″844. Ricordiamo e ci teniamo a sottolineare come questi tempi siano affatto indicativi, ma li riportiamo come dato di pura cronaca.
Nel pomeriggio, Ferrari e Red Bull hanno affidato le rispettive monoposto agli altri piloti titolari, ovvero Lewis Hamilton e Isack Hadjar. Il 7 volte iridato ha inanellato 56 giri, portando il computo totale di tornate fatte oggi dalla SF-26 a 120, sommando anche quelli fatti da Leclerc in mattinata.
E’ andata meno bene a Hadjar. Il parigino, che già ieri aveva avuto modo di guidare la RB22 nel corso della giornata intera, si è trovato protagonista di un incidente ad alta velocità alla curva 14, quella prima del rettilineo finale. La dinamica è sconosciuta, ma i danni alla monoposto sono stati evidenti.
La RB22 di Hadjar è finita contro le barriere con il posteriore. Nell’impatto sono state danneggiate sia l’ala posteriore che la sospensione posteriore destra. Ora la Red Bull dovrà verificare eventuali danni al cambio, al fondo e alla power unit DM01 realizzata da Red Bull Powertrains in collaborazione con Ford, che ieri e oggi si è ben comportata a livello di chilometraggio sia sulla RB22 che sulla Racing Bulls VCARB03. Prima dell’incidente, l’ex pilota di Racing Bulls ha fatto uno stint di 15 giri sul passo dell’1’36”. Nel complesso, i giri fatti dalla RB22 nel corso del pomeriggio sono stati 51.
Per quanto riguarda i tempi del pomeriggio, su pista bagnata Hadjar ha fermato il cronometro in 1’31″891, mentre Hamilton 1’33″455.
Oggi era attesa anche la McLaren, ma il team di Woking ha propeso per restare ai box. Farà il suo esordio domani con la MCL40 vestita della livrea dedicata ai test e al volante – salvo sorprese – ci sarà il campione del mondo in carica Lando Norris.
Shakedown di F1 – Giorno 2 – Classifica finale
Pilota
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Giri
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