di
Maria Volpe
Duro comunicato della società della famiglia Berlusconi che prende posizione sul caso Corona-Signorini
«La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone». Nette le parole di Mediaset che in un comunicato dice con chiarezza come la pensa sulla questione che vede in campo da una parte Fabrizio Corona e le sue rivelazioni «hot», e dall’altra Alfonso Signorini (e in parte la tv di Cologno Monzese) conduttore del «Grande Fratello».
Mediaset – che fino ad ora aveva scelto un basso profilo, preferendo tacere – ha dunque comunicato il suo pensiero, dopo che il giudice ha deciso di bloccare le nuove rivelazioni su «Falsissimo» (format web di Corona) e ha anche obbligato l’ex re dei paparazzi a ritirare tutto il materiale pubblicato (chat, video, foto) che avevano come protagonista Signorini.
Si legge ancora nella nota: «Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità, ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero. Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie».
Corona infatti, dopo lo stop del giudice, furioso, aveva commentato che la puntata di «Falsissimo» su Youtube avrebbe spostato l’attenzione dal «Sistema Signorini» al «Sistema Mediaset».
E Mediaset ha dunque deciso di mettere un punto alla vicenda. «Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale – si legge nel comunicato – alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto.
«Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di
qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente,
contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola», prosegue la nota.
Un documento che sembra quasi uno sfogo liberatorio dopo settimane di tensioni. Peraltro il giudice civile ha anche stabilito che l’ex agente fotografico depositi alla cancelleria del Tribunale di Milano «tutti i supporti fisici in suo possesso che contengono i documenti, le immagini e i video relativi alla sfera privata» di Alfonso Signorini. Un’azione considerata «un bavaglio totale» dall’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona.
E al comunicato di Mediaset si aggiunge anche la dichiarazione congiunta di Carlo Bartoli e Alessandra Costante, rispettivamente presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti e segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana: «La sentenza che il Tribunale civile di Milano ha emesso sul caso di Fabrizio Corona conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge. Conforta poi li fatto che possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio e il discredito online».
E concludono: «È un richiamo stonato l’appello al diritto di cronaca evocato da Fabrizio Corona, non essendo lui un giornalista e non essendo Falsissimo una testata registrata. Non di censura, dunque, si tratta, ma di una sentenza che ha per oggetto un’attività meramente commerciale che niente ha a che vedere con l’informazione»
Articolo in aggiornamento…
27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 20:29)
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