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Gaia Piccardi, inviata a Melbourne
Il numero 2 in campo alle 9 del mattino contro l’americano, prosegue il duello a distanza con Alcaraz: la chiave sarà il servizio
Ci sono due tornei in corso, qui. Uno si gioca all’aperto, con temperature monitorate dal protocollo per il Caldo Estremo, la legge uguale per tutti che secondo qualcuno non è poi così uguale per Sinner e Alcaraz: Carlitos nel martedì dei 42,7 gradi ha battuto De Minaur all’aperto, approfittando del refrigerio della notte, Jannik semovente per i crampi con Spizzirri è stato salvato dalla chiusura del tetto, ordinata dal direttore del torneo quando la scala dell’allarme ha toccato il livello 5, quello di guardia. E dentro, nel momento in cui schiacciando un pulsante l’Australian Open diventa indoor, si gioca un altro campionato. Ne è testimone Zverev, che ieri ha domato in quattro set l’ambizione del giovane Tien in un ambiente piacevolmente rinfrescato dall’aria condizionata; anzi, faceva addirittura freschino. Il tetto è stato azionato quando il caldo ha toccato il livello 4.7: via il solleone, né ombre né umidità. Diciamocelo, un altro torneo.
Come si prepara Sinner alla sfida contro Shelton
E allora anche quando uno è impegnato (Alcaraz) e l’altro riposa (Sinner), la feroce polarizzazione del tifo — quel malcostume mutuato dal calcio per cui chi ama Jannik deve detestare Carlitos e viceversa — crea polemiche inesistenti. I predestinati vincono con qualsiasi condizione, semplicemente perché sono più forti. I predestinati, poi, sanno come riorganizzare i dettagli di cui è fatta la giornata quando si avvicina la stretta di uno Slam. Jannik Sinner non è un amante della vita notturna, al massimo esce dall’albergo per mangiare al ristorante. Fine della musica: da adesso in poi non si sprecano più energie nemmeno per la cena. E così, ieri sera, dal Crown Towers affacciato sullo Yarra è partito l’ordine verso la Trattoria Emilia di Melbourne: spaghetti alla Berrettini (semplicemente, al pomodoro), San Pietro al forno con insalata. È anche da questi particolari che si giudica un giocatore.
Il mancinismo dell’americano Ben Shelton, corroborato da un’esuberanza confinante con la sfrontatezza, è l’ostacolo da saltare stamane verso la semifinale contro il vincente di Musetti-Djokovic. È l’avversario battuto in semifinale in Australia l’anno scorso, Jannik conduce 8-1 nei precedenti. Eppure aver eliminato Ruud con un piede nella sala parto della moglie Maria ha convinto Shelton di poter fare l’impresa. «Mi sento più sicuro del mio tennis — ha spiegato —, vado a rete col servizio giusto, nel momento giusto, con la volée giusta. In dodici mesi, sono cambiato». Con 63 ace nel torneo, Shelton si conferma battitore di livello. Ma Sinner ha alzato i suoi numeri al servizio: con Duckworth (18), Spizzirri (17) e Darderi (19) ha continuamente ritoccato il suo record di ace. Certo la velocità di punta dell’americano fa paura: 228 km orari. Ma la risposta dell’azzurro è diventata una raffinata arma di contrattacco e la prima palla ha soluzioni che l’esplosione secca di Shelton si sogna. «Con il servizio non esistono magie: va allenato. C’è ancora margine di crescita, soprattutto sulla seconda che ogni tanto va giù di velocità» ha detto Jannik.
Rimane un piccolo dubbio sul totale recupero dei suoi muscoli dal violento attacco di crampi di sabato, che il terzo set dell’ottavo con Darderi non ha del tutto fugato. «Mi sono sentito abbastanza bene» ha detto il numero 2. Ecco, abbastanza. Bisognerà impedire che il match si allunghi e che Shelton si esalti. Per Jannik non è mai stato un avversario facile: in otto sfide su nove, almeno un set è finito al tie break (Italia-Usa 7-1). Martedì allenamento leggero, con uno sparring mancino, al chiuso: «Lontano dal casino, con poche persone, riesco a mettere via l’idea del torneo: mi piace di più». La montagna Alcaraz (in semifinale contro Zverev) che si staglia all’orizzonte merita ogni riflessione. I crampi, per esempio: dopo quelli nervosi nella semifinale del Roland Garros 2023 persa con Djokovic, Carlitos non li ha avuti mai più.
27 gennaio 2026
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