fabrizio corona falsissimo mediaset

La “guerra” tra Fabrizio Corona e Mediaset continua a Falsissimo. Foto ANSA

A POCHE ORE DALLA DECISIONE DEL GIUDICE di bloccare Falsissimo di Fabrizio Corona e dalla sua “risposta”, è arrivato il comunicato ufficiale di Mediaset. L’azienda ha atteso prima di rilasciare quello che a tutti gli effetti è la sua “presa di posizione”. Eccolo.

La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone.

Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità. Ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero.

Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa. E, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie.

Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana.

Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto.

Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento. E ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente. Contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola.

Il giudice civile di Milano Roberto Pertile ha deciso, accogliendo l’istanza degli avvocati di Alfonso Signorini, di fatto di bloccare la nuova puntata di Falsissimo, il format di Fabrizio Corona. L’ANSA sintetizza così: “Non solo Fabrizio Corona non è un giornalista e il suo Falsissimo non è una testata, ma l’ex agente fotografico con quei video di attacchi ad Alfonso Signorini ha soltanto alimentato un «pruriginoso interesse del pubblico» e una «morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali». E ha accusato il conduttore «di aver perpetrato condotte immorali, deplorevoli e penalmente rilevanti», senza «neppure il conforto di prove», per «offendere» la sua «dignità» e «ricavare profitto».

La risposta di Fabrizio Corona non si è fatta attendere, nota sempre l’ANSA: «Non pubblicherò, perché incredibilmente il giudice me lo ha impedito, le chat, le foto, i video, le interviste, di tutte le persone coinvolte nel sistema Signorini. Sposterò l’attenzione dal sistema Signorini al sistema Mediaset».

Da qui la risposta dell’azineda, nel comunicato.