di
Claudio Bozza

Scontro tra l’ala ultrasovranista e quella liberale. Il leader media: nel partito tante anime, come Luca e il generale. Il Carroccio smentisce la chiamata, ma il Corriere conferma: tema affrontato anche di persona

«Serata memorabile a Parma. Mancava solo la Pascale». La mattina dopo il pienone alla sua convention ultrasovranista, Roberto Vannacci sbeffeggia così, sui social, la due giorni organizzata in Abruzzo dalla Lega (cioè il partito di cui è vicesegretario), a cui è stata invitata anche Francesca Pascale per parlare di diritti civili. La presenza dell’ex compagna di Silvio Berlusconi, oggi attivista Lgbtq+, è andata di traverso a Vannacci, che oltre a non presentarsi a Rivisondoli per l’intervento del leader Matteo Salvini, nello stesso giorno ha convocato i suoi sostenitori dalla parte opposta d’Italia. Ormai la frattura politica è plastica: sotto gli occhi di tutti. A sondare i fedelissimi di Vannacci, la risposta suona più o meno così: «Noi portiamo avanti le nostre idee, con coerenza». 

Se la Lega vuole negarci gli spazi per esprimerle che ci caccino». Salvini, però, fa sapere che non espellerà nessuno: men che meno Vannacci, che nominò vicesegretario appena l’aprile scorso, consegnandogli la tessera del Carroccio sul palco davanti a centinaia di sostenitori. «La Lega è bella, perché ci sono tante anime — prova a gettare acqua sul fuoco Salvini dal Veneto, inaugurando uno delle varianti viarie per il via alle olimpiadi invernali — e quindi la Lega è Zaia che è un patrimonio fondamentale, Giorgetti che fa il ministro dell’economia e Vannacci che porta il suo valore aggiunto». 



















































In verità la Lega è in subbuglio e il leader dovrà prendere decisioni importanti. La scissione non è solo questione di tempo, ma anche di modi. Vannacci, in sintesi, punta a essere cacciato. Salvini, almeno per ora, si rifiuta di farlo. Mentre dal Veneto si registrano i movimenti di un peso massimo come Luca Zaia, che ha iniziato un forte pressing su Salvini: in una telefonata gli ha chiesto espressamente di espellere l’eurodeputato, ormai pronto a fondare la versione italiana dell’Afd. L’ex governatore, forte di un enorme pacchetto di preferenze personali, proprio durante il weekend programmatico in Abruzzo aveva ribadito l’urgenza di approvare una legge sul fine vita e rilanciato la necessità di ulteriori aperture sui diritti civili. La sua è una Lega liberale e più progressista, in antitesi con la linea xenofoba di Vannacci, che come cavallo di battaglia ha la «remigrazione».  

La Lega smentisce: «Nessuna telefonata su dinamiche interne alla Lega, nessuna preoccupazione su Vannacci, nessuna richiesta di espulsione». Il Corriere conferma però la ricostruzione e può aggiungere che il caso Vannacci è stato affrontato anche di persona. 

Secondo Zaia, il primo passaggio dovrebbe essere la rimozione dei gradi di vicesegretario a Vannacci, ma con massima trasparenza: confronto politico alla luce del sole sulla violazione di più regole del partito. «La destra liberticida è contro il popolo e perde sempre», è stata la scomunica lanciata da Zaia nei giorni scorsi. Del resto, mentre Vannacci vorrebbe che Salvini spingesse ancora di più verso l’ultrasovranismo della Afd, l’ex governatore veneto continua a rilanciare la necessità di costruire un’alleanza nordista, sul modello della Csu bavarese.

Salvini, intanto, ribatte ancora alle polemiche per la sua foto scattata al ministero a fianco di Tommy Robinson, influencer britannico neonazista e pluricondannato. Oltre agli attacchi dell’opposizione, il vicepremier ribatte anche alle critiche di Antonio Tajani, l’altro vice di Giorgia Meloni, che aveva commentato: «Robinson? Incompatibile con i miei valori». «Con Tajani siamo alleati, abbiamo idee simili su tanti fronti, abbiamo idee diverse su altri — chiude Salvini —. Lui ad esempio va d’amore e d’accordo con Carlo Calenda, io preferisco altri compagni di viaggio, mettiamola così».

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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 20:30)