Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto n. 221 del 9 dicembre 2025, che introduce le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
Il provvedimento entrerà in vigore l’11 febbraio 2026 e sostituisce integralmente le Indicazioni del 2012.
Le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado dovranno adottare i nuovi curricoli a partire dall’anno scolastico 2026/2027, con un’implementazione graduale che inizierà dalle classi prime.
Innovazioni curricolari e metodologiche
In particolare, le nuove Indicazioni reintroducono l’insegnamento del latino nella scuola secondaria di primo grado con modalità curricolare ma opzionale, a partire dalla seconda media. La disciplina sarà denominata “Latino per l’educazione linguistica” e prevederà un’ora aggiuntiva settimanale.
Il documento rafforza, poi, l’educazione linguistica fin dalla scuola primaria, con particolare attenzione alla grammatica e alla scrittura.
Vengono reintrodotte pratiche come la memorizzazione poetica, il riassunto e l’attenzione alla calligrafia.
Il testo ministeriale sottolinea la centralità della persona, l’alleanza educativa tra scuola e famiglia, il ruolo del docente come magister e l’uso critico delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
Competenze chiave e struttura del curricolo
Le Indicazioni si basano sulle otto competenze chiave europee per l’apprendimento permanente, che includono competenza alfabetica funzionale, multilinguistica, matematica, scientifica e tecnologica, digitale, personale e sociale, cittadinanza, imprenditoriale e consapevolezza culturale.
Il documento definisce gli esiti formativi attraverso finalità educative generali orientate alla formazione integrale della persona nelle dimensioni cognitive, affettive, relazionali, corporee, estetiche, etiche, spirituali e religiose.
Le scuole dovranno rielaborare il proprio curricolo di istituto sulla base delle nuove Indicazioni, adattando gli obiettivi ministeriali alle specifiche esigenze del contesto educativo e territoriale.
Il provvedimento rappresenta il completamento di un percorso di revisione durato quasi due anni, che ha coinvolto commissioni di esperti disciplinaristi, consultazioni pubbliche con le istituzioni scolastiche e audizioni con associazioni professionali, genitori e sindacati.
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