ANSAcom – In collaborazione con

Zambon

Vincenzo Mollica è il testimonial d’eccezione in “Dialoghi con Mr. Parkinson”, il primo documentario sulla malattia neurodegenerativa con cui convivono più di 300mila italiani, che ha fatto tappa a Verona. Promosso dalla Confederazione Parkinson Italia con il supporto non condizionante di Zambon, il docufilm mette in scena la personificazione di questa patologia che presenta una grande varietà di sintomi – oltre 40 – che si combinano tra di loro in modo e con intensità differente in ogni persona.    Così, Mister Parkinson è difficile da identificare, e sembra che nemmeno il tremore possa essere un segno di riconoscimento: in Veneto (i pazienti sono 25mila) quasi un paziente su due, infatti, non trema mai o lo fa raramente. Per questo non c’è una strategia univoca, come ha confermato il Michele Tinazzi, professore ordinario di Neurologia all’Università di Verona e Direttore UOC Neurologia “B” dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Integrata di Verona: “La malattia di Parkinson è una malattia complessa, noi la conosciamo per la presenza di tremore, ma il tremore non significa assolutamente che sia Parkinson. Esistono altri sintomi come la lentezza dei movimenti o la rigidità, ma soprattutto anche sintomi non motori, che noi dobbiamo ovviamente come medici riconoscere e trattare. Sono i più diversi: dal dolore ai disturbi del sonno, ai disturbi gastrointestinali con stipsi e i disturbi dell’umore, ecco perché dobbiamo pensare a strategie diverse”.   Il documentario è stato proiettato nell’Aula Magna “De Sandre” al Policlinico di Borgo Roma. “Mister Parkinson” è la personificazione della stessa malattia. È dunque complesso e multiforme, irrompe nella vita delle persone e crea scompiglio. Nel documentario riceve la lettera speciale di Mollica e conversa con tre pazienti, un medico e una caregiver: scopre così le storie di carattere di Giangi, Valentina, Roberto, tocca con mano l’amore incondizionato di Rossana per Alberto, oltre all’impegno clinico del professor Paolo Calabresi, del Policlinico Gemelli.   Tra le storie protagoniste del documentario c’è anche quella del Presidente della Confederazione Parkinson Italia, Giangi Milesi. “Intanto siamo molto soddisfatti – ha detto – che sia arrivato anche a Verona per far conoscere tutta la complessità del Parkinson. Abbiamo degli obiettivi importanti da realizzare: il primo è far conoscere la malattia, che è semisconosciuta nei numeri e nelle dimensioni generali, e anche nel modo in cui si affaccia. Uno pensa al tremore e poi invece viene fuori una depressione, che c’entra perché è una manifestazione del Parkinson. Quindi ci sono veramente tante malattie che fanno di questa che noi chiamiamo la malattia delle 100 malattie”.   “Riconoscerla – ha aggiunto – è il primo passo per combatterla, perché noi abbiamo un solo farmaco sostanziale che ci portiamo dietro, ma quello che conta è il fatto di di riuscire appunto a fronteggiare questa malattia perché la qualità della vita che possiamo mantenere, pur essendo malati, è importante”.    La Confederazione Parkinson Italia è stata supportata da Zambon nella realizzazione di questo documentario. “Contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone è parte integrante della nostra vision aziendale”, ha spiegato Cabiria Reina, Patient Advocacy & Communication Manager Zambon Italia – “Dialoghi con Mr. Parkinson è perfettamente in linea con questa nostra vision: infatti realizzare progetti di comunicazione e di advocacy ha un duplice obiettivo: il primo è quello di andare a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia e il secondo è quello di andare a raccontare delle storie di coraggio, delle storie di resistenza alla patologia che possono aiutare i pazienti e i loro familiari a sentirsi meno soli”.

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