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Redazione Cronache

Dopo il sorvolo la premier è andata in municipio per un vertice insieme al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano e al sindaco. La Procura apre un’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento

Visita della premier Giorgia Meloni a Niscemi, il paese in provincia di Caltanissetta interessato da un vasto movimento franoso che sta mettendo a rischio una parte del centro abitato. 

Mercoledì 28 gennaio, dopo aver sorvolato in elicottero la zona colpita dalla frana la premier è andata in municipio insieme al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano per una riunione operativa e per fare il punto sulla situazione. A vertice con Meloni partecipa anche il sindaco Massimiliano Conti e il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. In Comune anche il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, e il deputato di Avs Angelo Bonelli.



















































«Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare», ha detto la premier prima di entrare in Municipio. Alle 11, 20 la premier ha lasciato il municipio senza rilasciare dichiarazioni. «Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere» è stata la rassicurazione (secondo quanto scrive l’agenzia Ansa) fatta da Giorgia Meloni durante la riunione. Ai tecnici la premier ha fatto domande specifiche e non appena il governo riceverà la fotografia completa di danni e conseguenze della frana, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone, saranno assunti provvedimenti immediati. La premier avrebbe poi anticipato che tornerà a Niscemi.

«Con la presidente del Consiglio abbiamo fatto il punto della situazione», ha spiegato il sindaco Massimiliano Conti a fine riunione. «Le abbiamo raccontato cosa sta accadendo, la portata di questa tragedia – ha aggiunto-. Ci vedremo ancora per definire gli interventi necessari. Ha dato piena disponibilità. Chiediamo massima attenzione e il rispetto di una tempistica precisa. Non può accadere quanto successo dopo la frana del 1997». «La premier – ha aggiunto – ha anche chiesto di sapere la situazione delle persone rimaste senza casa a Niscemi. Ha voluto i numeri, ha voluto capire in che condizioni si trovano in questo momento e vuole certamente dare risposte». 

Nella mattinata in cui la premier sorvola la zona della frana trapela la notizia che la Procura della Repubblica di Gela ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento. Il procedimento è assegnato a due pm oltre che al procuratore capo ed è, allo stato, a carico di ignoti. Martedì il Procuratore Capo Salvatore Vella aveva fatto un sopralluogo nelle zone colpite dalla frana.

«Quello che ho detto alla premier Meloni nella riunione e quello che le dirò in Parlamento, è che bisogna dare immediatamente una risposta a chi ha perso la casa». Così il deputato di Avs, Angelo Bonelli, fuori dal Municipio di Niscemi al termine della riunione operativa presieduta dalla premier. «Non accada come è accaduto in Emilia-Romagna, dove si sono promessi i soldi e poi questi soldi alle famiglie dell’Emilia-Romagna non sono arrivati. Deve esserci il ristoro totale e integro per chi non potrà rientrare nelle proprie case». 

«C’è poi un secondo aspetto, più generale – ha aggiunto -. L’Italia è il Paese più a rischio frane in tutta Europa: 636mila frane in Italia. Ci sono 1.200.000 persone che vivono in aree ad altissimo rischio di frana. Bene, noi non vogliamo che ci siano altre Niscemi in Italia. E quindi da questo punto di vista responsabilità vuole che un governo abbia cura del territorio e cominci a pensare che la vera priorità oggi per la Sicilia e per la Calabria e per tante zone del Paese, non sono i 14 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto. La premier deve fermare il suo ministro Salvini perché 14 miliardi di euro devono essere subito destinati non solo per Niscemi, per il ristoro delle famiglie, ma per mettere in sicurezza l’Italia»

La frana di Niscemi ha provato il cedimento di un intero costone su cui è appoggiato il centro abitato. A repentaglio la stabilità di decine di costruzioni. Già 1.500 persone sono state costrette ad abbandonare la loro abitazione, ma il numero è destinato ad aumentare. La frattura si è allargata di un chilometro in una sola notte mentre l’altezza del costone è passata rapidamente da 7-15 metri a 30-45 metri. La zona rossa è stata attualmente fissata a 150 metri dal fronte di frana.

Si tratta di una frana «dinamica» e «va monitorata perché è attiva», ha spiegato in mattinata il governatore siciliano, Renato Schifani, a Sky Tg24. «È già stata istituita opportunamente – ha spiegato – una zona rossa di 150 metri di distanza dalla frana. Tutte le abitazioni in questa zona rossa sono state lasciate, la cittadinanza è presidiata perché non avvenga nulla di anomalo. I cittadini hanno trovato ricollocazione in casa di parenti o di amici e c’è una palestra a disposizione, ma soltanto 20 persone vi risiedono perché in questo momento si sono riallineate altrove».  

«Abbiamo stanziato come Regione già subito 90 milioni di euro – ha aggiunto -, li abbiamo messi a disposizione per decreto che consente l’erogazione quasi immediata di 5000 a famiglia e somme verranno erogate per le attività commerciali. Poi l’ordinanza interministeriale ministeriale verrà sicuramente implementata come importi. Devo dire che se c’è una cosa che mi preoccupa un po’ meno è quello dell’intervento finanziario».

28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 13:22)