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«Checco Zalone è come noi con i cinepanettoni». Il passaggio di testimone arriva da Christian De Sica, per anni volto-simbolo del botteghino natalizio. E in un confronto che pesa anche sul piano dei numeri, Buen Camino il 25 dicembre ha superato il record registrato da Natale a New York nel 2006 (sul mercato italiano). De Sica ne ha parlato mercoledì 28 gennaio, alla presentazione romana di Agata Christian – Delitto sulle nevi.
APPROFONDIMENTI
Il film
Giallo e commedia si incontrano in ‘Agata Christian – Delitto sulle nevi’, diretto da Eros Puglielli con protagonisti Christian De Sica, Lillo Petrolo e Paolo Calabresi. Al centro della storia c’è Christian Agata (De Sica), criminologo celebre e caustico, che accetta di partecipare come testimonial al rilancio del gioco da tavolo ‘Crime Castle’ nella villa valdostana dei Gulmar, potenti imprenditori del settore ludico. Con lui ci sono il brigadiere Vanni Cuozzo (Lillo Petrolo), poliziotto ingenuo e suo fan entusiasta, e Candido Tarda, l’appuntato dei Carabinieri e braccio destro del brigadiere Cuozzo. Durante il weekend, il patriarca Carlo Gulmar (Giorgio Colangeli) annuncia di voler riprendere il controllo dell’azienda, mandando all’aria la vendita alla start‑up Shothouse – il cui Ceo è One Shot interpretato dal trapper Tony Effe – e scatenando tensioni familiari.
Una valanga isola il castello e, poco dopo, Carlo viene trovato assassinato in una scena tanto macabra quanto teatrale. Senza contatti con l’esterno, Christian, Cuozzo e Tarda devono indagare tra rancori, segreti e sospetti incrociati Il commento su Zalone
Intervistato da Best Movie, De Sica commenta il successo di Checco Zalone: «Non è altro che quello che eravamo noi con i cinepanettoni. Ha guadagnato un posto al sole perché il suo cinema ha una marcia in più rispetto al nostro, una profondità che la nostra farsa non aveva». In conferenza stampa, invece, la battuta al pubblico: «Speriamo che dopo Zalone abbiano ancora qualche soldo per venire a vedere il nostro film».
Il politicamente (s)corretto
De Sica sottolinea l’originalità di questo film: «E’ un dramedy e credo che in Italia sia il primo del genere». Per De Sica è anche l’occasione per tornare sul tema del politicamente corretto: «Il politicamente scorretto si può fare, purché sia intelligente. Oggi “è più difficile far ridere. Se facessi le battute dei film di De Laurentiis mi metterebbero in carcere». Anche se «forse oggi non lei farei più, ho un’altra età. Prima ero più incosciente». Sul tema interviene anche Lillo: «Il politicamente scorretto vuol dire raccontare quello che accade nella vita di tutti i giorni perché la vita a volte è scorretta. Se non puoi più raccontarlo attraverso la linea della comicità è un problema». L’attore ricorda poi un momento esilarante dal set: «Noi, come Tom Cruise, non ci siamo serviti degli stuntmen. E abbiamo iniziato bene: il primo giorno di riprese io e Christian siamo finiti in un crepaccio».
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