di
Francesco Bertolino
Il colosso e-commerce porta così a 30 mila il numero di licenziamenti nel giro di pochi mesi. L’effetto dell’intelligenza artificiale
Amazon licenzierà 16 mila dipendenti a livello globale «per rimuovere la burocrazia interna». L’annuncio era nell’aria da giorni ed è arrivato con un articolo sul blog della stessa azienda americana. Il totale dei tagli arriva così a 30 mila, una piccola quota dei circa 1,6 milioni di dipendenti di Amazon, ma una fetta rilevante – intorno al 10% – del suo organico amministrativo e impiegatizio.
Dove licenzierà Amazon
I tagli dovrebbero infatti riguardare soprattutto i «colletti bianchi» e saranno attuati a livello globale, Italia inclusa. Riguarderanno gran parte delle divisioni di Amazon fra cui il cloud Aws, Prime Video e le attività e-commerce. «Come preannunciato a ottobre, abbiamo lavorato per rafforzare la nostra organizzazione riducendo la stratificazione, aumentando la responsabilizzazione e rimuovendo la burocrazia», ha scritto Beth Galetti, responsabile delle risorse umane di Amazon. La manager ha precisato che il gruppo continuerà ad assumere persone in altri settori, anche se è difficile che le nuove entrate possano compensare i maxi-esuberi.
L’effetto IA
Dal 30 novembre del 2022, data di lancio di ChatGpt e di «scoperta» dell’IA generativa, le aziende tecnologiche globali hanno licenziato quasi 560 mila dipendenti, calcola il sito Layoffs. Fra loro figurano Intel (36 mila fra 2024 e 2025), Tesla (14 mila), Google (12 mila), Microsoft e Meta (10 mila). Tutti gruppi estremamente profittevoli, ma che si trovano all’avanguardia dell’innovazione e sono quindi i primi a misurarne gli effetti, anzitutto al loro interno.
I maxi-tagli in Usa
Lo stesso vale per gli Stati Uniti, il Paese che più di ogni altro sta puntando sull’intelligenza artificiale. Secondo la periodica ricerca di Challenger, Gray & Christmas, l’anno scorso le imprese americane hanno annunciato 1,2 milioni di esuberi, il 58% in più del 2024 e ai massimi dal 2020. Solo 54.836 sono stati esplicitamente motivati con l’adozione dell’IA che, a volte, diventa un pretesto per mascherare tagli dovuti ad altre ragioni come le difficoltà di bilancio oppure la volontà di aumentare gli utili.
Assunzioni ai minimi
Parallelamente, però, i piani di assunzione hanno toccato i minimi dal 2010: le aziende Usa hanno aggiunto ai loro organici poco più di 507 mila persone nel 2025, il 34% in meno rispetto all’anno precedente. Ed è questo, iniziano a sospettare alcuni esperti, l’effetto più dirompente dell’IA: più che accelerare i licenziamenti, frenerà le nuove assunzioni perché lo stesso numero di persone potrà svolgere più attività.
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28 gennaio 2026
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