Giro d’affari da un milione
Il gruppo è accusato di diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Tra gli indagati ci sono persone residenti all’estero: in Regno Unito, Spagna, Kosovo, Romania, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi. L’infrastruttura smantellata, secondo la Procura di Catania, serviva illegalmente milioni di utenti finali fornendo loro, con un abbonamento di 10-12 euro al mese, i palinsesti live e i contenuti on demand, protetti da diritti televisivi, delle più note piattaforme televisive nazionali e internazionali, comei Sky, Dazn, Mediaset, Amazon prime, Netflix, Paramount e Disney+. Il fatturato illegale è stimato dalla Procura di Catania in almeno un milione di euro al mese.