di
Carlotta De Leo
L’utilizzo «nelle situazioni più gravi» è previsto su richiesta dei dirigenti scolastici. I controlli restano «affidati ai soli operatori di pubblica sicurezza»
Dopo i casi di violenze e tragici accoltellamenti tra i banchi, arriva la circolare firmata dai ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, e dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Un provvedimento che vuole «rafforzare la prevenzione e il contrasto di fenomeni di illegalità nelle scuole» e arginare il problema della diffusione delle armi da taglio tra i giovani con l’uso dei metal detector. Una misura che potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici e nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche.
«Nelle situazioni più gravi» si legge nel testo, «potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi».
Tutto questo, «previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici», «nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone» e mantenendo «un approccio quanto mai prudente ed equilibrato».
A garanzia che le procedure siano rigorosamente seguite, la circolare afferma chiaramente che «l’attività di controllo» deve restare «affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati».
La nuova circolare affida un ruolo centrale ai dirigenti scolastici e ai prefetti cui spetta il compito di convocare «apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo».
Proprio in queste riunioni, si potranno valutare «controlli mirati» e con «un livello di intervento crescente» per quegli «istituti scolastici che presentino profili di criticità (come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo)».
Interventi che, ricorda la circolare, hanno il fine di garantire che «la formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico» avvengano «in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà».
Alla base del nuovo provvedimento firmato da Valditara e Piantedosi, ci sono i fatti più recenti della cronaca: «Gravi atti di violenza tra giovani», il «rinvenimento di armi» all’interno e nelle vicinanze degli istituti, episodi di «spaccio e consumo di sostanze stupefacenti in aree frequentate dagli studenti».
Tutti segnali di come la scuola «risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale» e che richiedono una «risposta istituzionale coordinata». Nel nuovo schema disegnato nella circolare, il rafforzamento della prevenzione passa attraverso «metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile».
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28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 21:36)
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