Inter, che peccato: tre punti a Dortmund, ma Chivu va ai playoff
(Paolo Tomaselli, inviato a Dortmund) La vittoria del Chelsea a Napoli e quella dello Sporting Lisbona a Bilbao tolgono dalle mani dell’Inter il biglietto di prima classe, inseguito per tutta la gelida serata di Dortmund: il passaggio diretto agli ottavi era insperato, le probabilità statistiche non arrivavano al 7% anche con una vittoria sotto al Muro giallo, ma la pennellata su punizione di Dimarco nel finale, poi messa al sicuro dal raddoppio in pieno recupero di Diouf, aveva disegnato per alcuni minuti uno scenario ben diverso. L’Inter chiude invece al decimo posto. E si deve mangiare le mani per l’occasione persa nelle sfide con Atletico Madrid e Liverpool, due sconfitte arrivate per due ingenuità negli ultimi minuti, che sono costate care. Adesso l’agenda, già ingolfata, si riempie di altre due partite. E la prima grande vittoria in Europa della gestione Chivu è una piccola consolazione. Il sorteggio di venerdì stabilirà chi tra il Bodo Glimt e il Benfica di Mou affronterà i nerazzurri fra il 17 e il 25 febbraio, con il ritorno a San Siro per lo spareggio che vale gli ottavi.
Per una partita da approcciare senza fare calcoli, Chivu sceglie dall’inizio la coppia Bonny-Thuram per provare a sfruttare la linea alta del Borussia con la classe felpata di «Angelo» e la progressione di Marcus. La coppia francese però conferma di avere qualche problema di feeling, nonostante la difesa del Borussia sia rimaneggiata per la febbre che ha colpito il centrale Anton e la panchina di Kovac sia cortissima con appena quattro giocatori di movimento. Sul centrodestra debutta in Champions il ventenne Filippo Mané, nato a Magenta in provincia di Milano e pescato dai tedeschi nelle giovanili della Sampdoria. Mentre Thuram ingaggia un corpo a corpo con l’ex juventino Emre Can che impedisce all’Inter di trovare profondità e avvicinarsi all’area, Guirassy inciampa a due metri da Sommer in modo clamoroso. Il pericolo scampato scongela i nerazzurri, ma sia Thuram che Bonny perdono l’attimo e il tiro di Dimarco è fiacco. Più pericolose sono le galoppate di Bisseck, dirottato per l’occasione nel ruolo di vice Bastoni a conferma della sua duttilità e della sua innata propensione ad attaccare. In generale i nerazzurri, privi di Barella per almeno un paio di settimane per un risentimento alla coscia destra rischiano poco, ma avrebbero bisogno di un cambio di passo, anche perché è Sommer in uscita che deve salvare su Adeyemi.
L’ingresso di Esposito e Frattesi rende però l’Inter più pericolosa e intensa. Anche se serve una punizione nella lunetta guadagnata dall’eterno Mkhitaryan, con la magia di sinistro di Dimarco, per sognare la qualificazione. L’illusione dura poco. E a maggior ragione con l’impegno extra del playoff l’Inter potrebbe cambiare pelle: Henrique può finire al Bournemouth in Premier per 30 milioni, mentre Chivu punta al doppio colpo Diaby-Perisic, anche se Marotta definisce «molto remoto» l’ingaggio del francese del Al Ittihad (prestito con diritto a 35 milioni). Il 37enne croato invece è più vicino dopo l’eliminazione del suo Psv .