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Tobias Halland Johannessen vorrebbe un atteggiamento del gruppo più rischioso per cercare di battere Tadej Pogačar. Il corridore della Uno-X Mobility è stato protagonista lo scorso anno di un’ottima stagione, in cui spicca il sesto posto in classifica al Tour de France. Il 26enne norvegese ha però sempre avuto la sensazione che quando gareggiava con il campione del mondo, l’andamento della corsa era troppo scontato e il lavoro delle squadre rivali di fatto agevolare lo sloveno. Un pensiero simile a quanto espresso negli scorsi giorni da Tiesj Benoot, che sosteneva l’idea di smettere di tirare alla presenza di Pogačar e Van der Poel.

A volte le squadre iniziano a tirare e si sa che stanno tirando per una vittoria di Pogačar. È noioso – le parole di Johannessen a Domestique – Penso che a volte accettiamo il destino prima che accada, e questa non è una cosa positiva per il ciclismo. Spero che si abbia il coraggio di prendersi più rischi per provare a vincere e fare qualcosa di speciale”.

Per il norvegese servirebbe cambiare completamente la mentalità del gruppo, visto che ormai quando è presente al via Pogačar sembra che tutti si rassegnino a correre per il secondo posto: “Penso che non ci si allena mai per provare ad arrivare terzo o quarto in una corsa che invece vuoi vincere. Ora si aspetta soltanto che Pogačar attacchi e poi la corsa inizia dietro“. Anche un cambio di percorsi aiuterebbe a rendere le corse più imprevedibili: “Penso che la Strade-Bianche fosse ancora più bella quando era più corta e più esplosiva, e quando si osava muoversi prima. Mi piacciono le gare più brevi e intense. Credo che allungarle le renda più noiose”.

Guardando agli obiettivi stagionali, Halland Johannessen vorrebbe ottenere dei buoni risultati nelle Classiche delle Ardenne, dove però è proprio la presenza di Pogačar a rendere quasi impossibile pensare alla vittoria: “Per me la grande corsa è la Liegi. Il sogno è entrare un anno nella top five e, naturalmente, vincerla, cosa che di questi tempi è piuttosto difficile con Pogačar. È una corsa durissima ed è una delle più dure che affronterò”. Lo scenario ideale di corsa per il norvegese sarebbe invece un arrivo con il gruppetto dei favoriti, dove far valere il suo spunto veloce: “Nei miei sogni vinco sempre in un gruppo ristretto, battendo allo sprint gli altri”.

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