Schermi neri per oltre centomila utenti italiani che usufruivano di abbonamenti illeciti a piattaforme televisive a pagamento. La polizia di Stato ha eseguito una vasta operazione coordinata dalla Procura distrettuale di Catania che ha smantellato una rete transnazionale dedicata alla pirateria audiovisiva. L’inchiesta, denominata “Switch Off”, vede trentuno soggetti iscritti nel registro degli indagati, nello specifico ventinove persone fisiche e due società. Il provvedimento tocca da vicino anche l’Isola: tra i coinvolti figurano due residenti a Catania, due a Palermo e uno a Messina. Oltre cento operatori della polizia postale hanno effettuato perquisizioni in undici città: Catania, Messina, Palermo, Altofonte, Napoli, Castellamare di Stabia, Brusciano, Cardito, Brindisi, Trani e Lanciano. L’attività investigativa è stata avviata grazie agli spunti emersi nella precedente operazione internazionale “Token down” del novembre 2024 ed è stata condotta con il coordinamento di Eurojust (Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale) e il supporto della rete operativa @ON, guidata dalla Direzione investigativa antimafia e finanziata dalla Commissione Europea.

Cosa è l'Iptv e come funzionaCosa è l’Iptv e come funzionaInfrastruttura tecnologica, canali Telegram e flussi finanziari

Gli investigatori hanno ricostruito l’organigramma del sodalizio criminale attraverso una complessa analisi forense dei dispositivi sequestrati, monitoraggi della rete e dei sistemi di messaggistica. Il blitz ha portato al sequestro di tre noti portali illegali (iptvItalia, DarkTv e migliorIptv), dei pannelli web utilizzati per la gestione e dei gruppi Telegram dedicati alla vendita. In Romania è stata individuata la centrale “proEuropaTV”, che distribuiva contenuti attraverso sei server ubicati tra l’Est Europa e un paese africano. A Napoli è stata scoperta una “sim-farm” con oltre duecento schede telefoniche e decine di carte di credito, strumenti funzionali al cybercrime. I profitti illeciti, stimati tra gli otto e i dieci milioni di euro mensili, venivano ripuliti tramite investimenti in criptovalute e società fittizie. Le contestazioni a carico degli indagati includono associazione per delinquere, accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica e riciclaggio, con collaborazioni estese alle forze di polizia di Regno Unito, Spagna, Kosovo, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi.

Ivano Gabrielli, direttore del servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica

La tutela dei diritti in vista delle Olimpiadi

Il Procuratore distrettuale Francesco Curcio ha evidenziato l’importanza strategica dell’intervento anche sotto il profilo della prevenzione, in relazione all’imminente avvio dei XXV Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. L’operazione cade in un momento decisivo per la salvaguardia dei diritti televisivi legati all’evento sportivo in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. “Questa operazione si colloca nella fase iniziale e prodromica delle Olimpiadi, in relazione alle quali erano state poste delle obbligazioni primarie che sarebbero state sicuramente violate attraverso l’utilizzo di questi programmi spia”, ha dichiarato il magistrato. Le tecnologie impiegate dai pirati, spesso di origine olandese, consentivano di aggirare le protezioni delle piattaforme ufficiali. Il prezzo ridotto degli abbonamenti pirata, proposto a circa dieci euro mensili, fungeva da “specchietto per le allodole” per una platea globale di utenti, alimentando un mercato parallelo che danneggiava broadcaster come Sky, Dazn, Mediaset e i colossi dello streaming.

Sull’operazione della Procura le dichiarazioni di Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia: “Desidero ringraziare la Procura Distrettuale di Catania e la Polizia Postale per l’operazione “Switch Off”, che conferma ancora una volta come la pirateria sia parte integrante di sistemi di criminalità organizzata su scala internazionale. Questa indagine mostra chiaramente come gli utenti di questi servizi illegali, oltre a rischiare di essere individuati e sanzionati, alimentino business criminali e si espongano a pericoli di cybersicurezza di cui spesso non sono consapevoli”.

Articolo aggiornato alle 18.40 del  28 gennaio 2026 // aggiunta dichiarazione Duilio

Fonte: CataniaToday