Il lancio giovedì 29 gennaio alle 18 nella Sala Buzzati del «Corriere» con Carrozza, Metta e Sumini
È la start up (culturale) dell’anno: Pavia Innovation Week, un nuovo festival internazionale per riportare il dibattito sull’innovazione dove per secoli ha avuto luogo, la culla accademica della Lombardia dove ha sede la “Cambridge” italiana. Dalle esperienze passate possiamo trarre anche un piccolo algoritmo per i festival che presenteremo giovedì 29 gennaio alle 18 nella Sala Buzzati del “Corriere” e che avrò il piacere di dirigere (cliccare qui per iscriversi all’evento di lancio con Maria Chiara Carrozza, Valentina Sumini e Giorgio Metta) . Servono: A) un centro storico prezioso e talvolta anche poco conosciuto. Si pensi solo ai collegi storici del Cinquecento. Nel Ghislieri sono tra le altre cose conservate le prime copie della Divina Commedia del 1350! B) Una popolazione universitaria, studenti e studentesse senza i quali non si può parlare e progettare un futuro che può apparire anche già colonizzato e senza speranze. C) Serve una storia scientifica da riscoprire e valorizzare. D) Una proiezione e perché no una ambizione internazionale. D) Un momento di orgoglio della città: da poco sono sorti qui il CHipsIT, il Cnao, il supercomputer. Pavia Innovation Week nasce come nuova piattaforma di divulgazione che permette di parlare di scienza, cultura e tecnologia con libertà di espressione, rigore scientifico e allo stesso tempo entusiasmo per la bellezza del lavoro che tutti i protagonisti e le protagoniste di questa nostra eccellenza riconosciuta verranno a raccontarci. Sarà una piattaforma aperta, inclusiva, lontana da qualunque interferenza politica il cui obiettivo sarà quello di superare quella Sindrome di Eustachio che colpisce come un oscuro male della dimenticanza in particolare noi italiani, sempre poco generosi nei confronti dei nostri grandi inventori, innovatori, geni dimenticati.
Il destino sembra volerci aiutare: il 2026 sarà il centenario della scomparsa di Camillo Golgi, primo premio Nobel italiano nel 1906 insieme al Carducci e primo Nobel scientifico italiano. Accanto a Golgi l’Università di Pavia ha poi Alessandro Volta. Se si sommano il sistema nervoso di Golgi (la sua grande scoperta della reazione nera ha permesso di studiare i neuroni) e la batteria di Volta il risultato è: l’AI. Potremmo dire che Volta e Golgi sono i nonni dell’intelligenza artificiale. Il modello degli eventi ricorderà gli insegnamenti di Piero Angela, mio grande maestro: dalla parte degli scienziati per il rigore, dalla parte del pubblico per la comprensione. L’ambizione è internazionale, sin dalla start up. Dunque, loading. Ci siamo quasi. Dall’8 all’11 aprile, a Pavia e in streaming sul corriere.it.
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28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 11:11)
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