Pare che il dado sia tratto: resta solo da capire quando e come avverrà la rottura, e soprattutto chi staccherà materialmente la spina. È una questione di tempo e, se potessimo chiudere gli occhi e riaprirli tra qualche mese, difficilmente troveremmo ancora Roberto Vannacci nelle file della Lega. Questo strano fenomeno del “partito nel partito” – che in molti, anche nel Carroccio, considerano comunque transitorio – sembra vicino alla conclusione. E nonostante Matteo Salvini recalcitri, intuendo i problemi (anche interni) che potrebbero cadergli sulla testa con l’uscita di Vannacci – dalla possibile perdita di voti (alle europee 2024 l’ex comandante della Folgore ha raccolto oltre 500mila preferenze) alle contestazioni sulla linea politica – il pressing dei maggiorenti leghisti perché venga sciolto l’equivoco diventa ogni giorno più evidente.
Il gradimento salito al 2 per cento
Nel frattempo, in attesa che la separazione si consumi, Vannacci compatta le sue truppe, confidando in sondaggi riservati che lo accrediterebbero di un “potenziale” elettorale intorno al 2 per cento. Quota teorica, come ammettono gli stessi sondaggisti: una cosa è misurare il gradimento, un’altra il consenso vero e proprio. In ogni caso i vannacciani sono lì, pronti a rispondere “presente” alla futura chiamata alle armi (metaforica).
Sono stati testati anche alcuni nomi del nuovo movimento/partito. Quello scelto alla fine è “Futuro nazionale”: con tanto di logo, depositato il 24 gennaio all’European Union Intellectual Property Office, e sito internet, registrato il 31 ottobre 2025 da Giulio Battaglini, ex FdI lucchese e ora assistente di Vannacci al Parlamento europeo.
Il logo depositato da Vannacci e il sito internet registrato
I temi sarebbero quelli già noti al grande pubblico grazie al libro “Il mondo al contrario”: lotta serrata all’immigrazione clandestina, sicurezza, difesa, turbo-sovranismo, guerra senza quartiere alla cultura “woke”, accenti filo-putiniani. Il tutto condito – secondo chi segue da vicino l’area – da richiami al Ventennio e dall’insistenza su terminologie come “camerata” o “Decima”, più che una semplice strizzata d’occhio a un elettorato nostalgico che in Italia non è mai davvero scomparso.
Chi sta con Roberto Vannacci
Al momento del lancio, l’ex parà Vannacci potrebbe contare su un manipolo di parlamentari in uscita dai rispettivi partiti (alcuni già ai margini o convinti di non essere ricandidati) pronti a sposare la sua causa. Si parla dei toscani Edoardo Ziello ed Elisa Montemagni, del calabrese Domenico Furgiuele e del pugliese Rossano Sasso, tutti entrati in Parlamento nel 2022 con la Lega. Potrebbero fare ingresso nel battaglione anche due eletti con Fratelli d’Italia, Manlio Messina ed Emanuele Pozzolo (finito al centro di polemiche note), mentre qualcuno ha azzardato perfino un accostamento ad Aboubakar Soumahoro, ex ala sindacale dell’allenaza Verdi-Sinistra, da tempo nel Misto e ormai dato per non ricandidabile da Fratoianni–Bonelli. Una pattuglia che comunque oggi non avrebbe i numeri per costituire un gruppo autonomo e confluirebbe nel Misto.
Accanto ai deputati ci sono alcuni amministratori locali (non moltissimi, in realtà), soprattutto in uscita da Lega e Fratelli d’Italia, e un universo più ampio di persone che ha gravitato intorno alla politica nelle file della destra sovranista e dell’area dichiaratamente post-fascista. Persone in passato vicine anche a Forza Nuova, che si sono aggregate – o si stanno aggregando – intorno a Vannacci dentro una struttura territoriale articolata nei “Team Vannacci”. Una realtà in rapida evoluzione, sparsa in tutta Italia: secondo stime raccolte nell’area, se ne conterebbero tra 170 e 200, con una base indicativa di 5-6 mila iscritti, molto attivi soprattutto sul web, dove si parlerebbe di circa 150 gruppi o pagine Facebook riconducibili al generale.
E tra i sostenitori arrivano i “Balilla”
I nomi, in certi casi, hanno suoni apparentemente inoffensivi e ricordano quelli di un Rotary o di un Lions (“Team Vannacci Estense”, “Maria Luigia”); in altri presentano riferimenti espliciti al Ventennio (“Arditi”, “Balilla”, “Il Guerriero del Subasio”). La diffusione sarebbe capillare in tutte le regioni. Il record dei Team – sempre secondo le stime interne – apparterrebbe alla Toscana, dove l’eurodeputato vive (a Viareggio) e dove avrebbe anche il suo quartier generale.
Uno dei tanti gruppi del Team Vannacci con chiari allusioni al fascismo
Il caso Toscana è forse il più interessante: qui, su licenza di Salvini, Vannacci avrebbe tentato un primo assalto politico, organizzando in quasi totale autonomia le liste del Carroccio alle regionali. Il blitz fu respinto con perdite (4,4 per cento di voti e un solo eletto in consiglio, Massimiliano Simoni), ma Vannacci poté comunque rodare una sua “squadriglia” sul territorio, oggi utile come base organizzativa. Simoni è portavoce nazionale, mentre vicepresidente nazionale di mondo al contrario è l’aretino Cristiano Romani. Sempre in Toscana sarebbe piuttosto affollata la pattuglia di consiglieri comunali ex leghisti in procinto di rispondere “presente”.
In campo anche la moglie Camelia Mihailescu
Oltre ai Team, nelle settimane scorse è nata una nuova formazione legata a Vannacci: l’“Associazione fondazione Generazione Xa”, dove Xa starebbe per Decima (Decima Mas), una sorta di movimento giovanile. Formalmente presidente sarebbe la moglie del generale, Camelia Mihailescu, e direttore generale l’immancabile Simoni.
Massimiliano Simoni con Roberto Vannacci
Intorno ai Team ufficiali gravitano poi altri gruppi che condividono gli stessi principi, con i quali Vannacci rivendica rapporti stretti: è plausibile che possano costituire l’ossatura del futuro partito. Uno di questi è il “Centro studi rinascimento nazionale”, che si riunisce al Castello Sforzini di Castellar Ponzano (Alessandria): associazione il cui simbolo richiama immaginari esoterici (serpente che si morde la coda, le stelle) ed è guidata da Luca Sforzini. Un mondo a metà tra esoterismo, sovranismo e richiami al fascismo, con terminologie dal passato ambiguo (“rinascimento nazionale” è espressione ricorrente, e l’assonanza con il “piano di rinascita” di Licio Gelli è, quanto meno, evidente sul piano simbolico).
Il ruolo di Ferramonti, “fondatore della loggia P3”
In questo ambiente si muoverebbe anche un altro uomo vicino al generale, Gianmario Ferramonti, in un passato lontano nella prima Lega di Bossi e poi presidente della Confederazione delle destre. Ferramonti – stando a quanto lui stesso sostiene – si vanta di aver fondato la loggia P3 insieme al generale romeno Bartolomeu Savoiu, grande ammiratore del Venerabile di Arezzo, che avrebbe collaborato con Vannacci fino a convogliare su di lui una parte rilevante del voto dei connazionali romeni in Italia alle europee del 2024. Una nebulosa vasta e in continua evoluzione, con alcune costanti che tornano sempre, e sulla quale Vannacci e i suoi collaboratori stanno lavorando per trasformare l’organizzazione in una macchina politica.
Il direttore del centro studi di Vannacci Luca Sforzini chiarisce la simbologia richiamando D’Annunzio
I finanziamenti del futuro partito – perché, quando si fa politica, occorre sempre guardare ai soldi – restano coperti dal più stretto riserbo. Se e finché si tratta di un’associazione privata, non esiste un obbligo di trasparenza paragonabile a quello di un partito strutturato. Per ora, non potendo contare sui canali tipici dei partiti, si resta all’autofinanziamento: iniziative, tesseramento e, probabilmente nella fase iniziale, anche risorse personali del generale.
Vannacci, generale a 800mila euro l’anno
Secondo quanto risulta dalle dichiarazioni rese pubbliche come eurodeputato, nel 2023 (l’anno dell’esplosione del caso “Il mondo al contrario”) Vannacci avrebbe dichiarato circa 800mila euro lordi; per il 2024 figurerebbero 200mila euro da attività editoriali, oltre allo stipendio da eurodeputato (circa 8mila euro netti, più indennità) e alla pensione da militare (stimata intorno ai 5mila netti). A differenza di altri parlamentari ed europarlamentari del Carroccio, Vannacci non verserebbe contributi nelle casse della Lega: scelta che ha alimentato malumori interni. Lui si è difeso parlando di “elargizione volontaria” e dunque non dovuta, rafforzando l’idea di un “partito nel partito”.
Le quote per aderire all’associazione Fondazione Generazione Xa (fonte Report)
L’autofinanziamento, intanto, è capillare. La prima fonte è il tesseramento: iscriversi a un Team Vannacci costa 20 euro per i soci ordinari (gratis per i minorenni, con consenso dei genitori), mentre per i sostenitori la quota è superiore e su base volontaria. Il totale raccolto non è pubblico, ma facendo un calcolo “minimo” (5-6 mila iscritti a 20 euro) si arriva a 100–120mila euro, a cui si aggiungerebbero le quote sostenitori e le donazioni raccolte nelle iniziative.
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