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Redazione Economia

Se il testo sarà approvato dal Parlamento, il 30% dei posti da dirigente sarà accessibile non più per concorso ma con una procedura che passa per la valutazione del lavoro svolto

L’Aula della Camera ha approvato il ddl Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni. I voti favorevoli sono stati 147, i contrari 90. Il disegno di legge è il primo tassello della riforma della Pubblica amministrazione voluta dal ministro Paolo Zangrillo. Ora il testo passerà al Senato. Se il testo sarà approvato anche da Palazzo Madama, il 30% dei posti da dirigente sarà accessibile non più per concorso ma con una procedura che passa per la valutazione del lavoro svolto dal funzionario che aspira alla promozione. «La procedura prevede l’osservazione delle performance del funzionario che si candida nei 5 anni precedenti. Inoltre, la valutazione della candidatura sarà fatta da una commissione composta da dirigenti generali estratti a sorte a cui si aggiungono due professionisti che possono venire anche dal privato e il presidente è esterno, a garanzia dell’imparzialità», aveva spiegato Zangrillo intervistato da Enrico Marro per il Corriere della Sera. 

Come verranno assegnati i posti da dirigente

Il 70% dei posti disponibili per i dirigenti verrà assegnato secondo il meccanismo tradizionale dei concorsi. Di questo 70% un 50% passerà per i corsi-concorso della Scuola nazionale dell’Amministrazione e un altro 20% sarà assegnato attraverso i concorsi banditi dai singoli enti. Solo nella prima fascia il 50% dei posti da dirigente sarà assegnato tramite concorso e il restante 50% secondo le nuove regole introdotte dal ddl Merito.



















































La valutazione delle performance

Il disegno di legge prevede che il trattamento retributivo legato alla performance «sia progressivo e strettamente corrispondente in termini percentuali alla valutazione conseguita», si legge all’articolo 3. Le nuove regole stabiliscono che in ciascun ufficio dirigenziale generale (o di livello
corrispondente) non possano essere attribuiti «punteggi apicali» in misura
superiore al 30% delle valutazioni effettuate per ciascuna categoria
o qualifica. Né il riconoscimento delle «eccellenze» può superare la misura
del 20% delle valutazioni più alte.

Un nuovo percorso in tre fasi

L’iter di promozione alternativo al concorso è in tre fasi. Si parte con una selezione interna, a cui potranno partecipare i funzionari con almeno cinque anni di esperienza nel ruolo o chi ha svolto la funzione di quadro per almeno due anni. La valutazione sarà affidata a una commissione con sette componenti, di cui quattro interni e tre esterni, tra cui il presidente. I candidati saranno valutati in base ai titoli, al lavoro svolto e a una relazione del dirigente responsabile del candidato. Inoltre dovranno affrontare un colloquio individuale a cui partecipano esperti esterni in valutazione del personale. Questo iter consente di ottenere un incarico dirigenziale di tre anni, rinnovabile una volta. Dopo quattro anni dopo il primo rinnovo una nuova commissione valuterà il lavoro svolto e deciderà se il dipendente possa essere confermato e inserito stabilmente nel ruolo di dirigente.

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28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 12:33)