di
Leonard Berberi
Il «Corriere» ha letto oltre 30 mila messaggi «Acars» trasmessi attraverso le piattaforme interne ai vettori. Ecco cosa si dicono (anche di nascosto) mentre siamo in volo
È il 21 gennaio di quest’anno e su un volo da Toronto a Cayo Coco (Cuba) qualcuno è già in modalità festiva. Forse troppo. «La passeggera seduta al posto 8D sta diventando ingestibile: chiede alcol. Dice che avrà una crisi se non glielo diamo», comunica l’equipaggio al centro operativo della compagnia aerea low cost canadese. Il jet viene poi fatto dirottare negli Usa per far scendere la donna.
Gli intoppi a bordo
Il giorno dopo, a bordo di un Boeing 777 in viaggio tra Londra e Singapore, un bel po’ di cose non funzionano. «Entrambe le macchine per il caffè espresso non riescono a montare il latte», scrivono i piloti del vettore asiatico. «Il vano laterale del posto 16K è bloccato e non può essere aperto: c’è il tablet del passeggero all’interno».
Gli avvisi sensibili
Per non parlare dei bagni fuori uso — quasi sempre perché i viaggiatori gettano di tutto, compresi i pannolini — e dei troppi telefonini che si incastrano nei posti più impensabili. O degli avvisi «sensibili», come quello del 26 gennaio: su un aereo partito da Francoforte ci sono due passeggeri che stanno tornando in Colombia controvoglia, respinti dalla polizia tedesca. «Benvenuti a Bogotá — si legge sugli schermi dei piloti —. Ci sono due a bordo che devono essere consegnati alle autorità locali. Sono seduti ai posti 21G e 26C».
Cos’è l’Acars
Sono solo alcuni dei messaggi inviati ogni giorno — e raccolti dal Corriere — attraverso l’ACARS (Aircraft Communications Addressing and Reporting System): è il sistema di scambio automatico tra aeromobili e stazioni di terra via radio o satellite. Si tratta di comunicazioni brevi, spesso criptiche e piene di sigle, inviate via radio o satellite. Servono a coordinare operazioni, rotte, gate, catering, carburante, guasti tecnici o aggiornare i passeggeri con coincidenze da prendere e i piloti con le notizie rilevanti della giornata.
Una metropoli in volo ogni giorno
Quando le cose vanno storte — cosa non rara, considerando che ogni giorno, quest’anno, voleranno 14 milioni di persone, una metropoli — i monitor ACARS nella consolle centrale della cabina di pilotaggio si trasformano nella prima «centrale» di segnalazione dei problemi. Problemi che a volte riguardano furti in alta quota o presunti casi di molestie sessuali tra passeggeri.
«La polizia vi attende»
Tra gli oltre 30.000 messaggi ACARS esaminati e relativi all’ultimo mese ci sono numerose richieste di intervento delle forze dell’ordine. Il 22 gennaio, sul volo Zurigo-Hong Kong, i piloti segnalano che un passeggero ha denunciato un furto. «Ciao equipaggio — rispondono da terra —. Se confermato, troverete la polizia all’arrivo. Controlleranno tutti i passeggeri prima dello sbarco». Un’ora dopo, a comandante e primo ufficiale viene chiesto di «fornire i dati del sospettato e della vittima» e di «far rimanere tutti i passeggeri ai loro posti».

Gli indisciplinati
Le forze dell’ordine vengono richieste anche sul volo Copenhagen-Bangkok del 27 gennaio: «Passeggero indisciplinato al posto 51F — segnalano i piloti —. Avvertimento consegnato. Si richiede la presenza della polizia all’arrivo». Il giorno prima, sul collegamento Seul-Giacarta, il centro operativo risponde a una segnalazione di fumo: «Ha fumato in bagno? Il passeggero ha ammesso di aver fumato?».
La richiesta di arresto
A volte comandante, primo ufficiale e assistenti di volo devono fare attenzione alle informazioni divulgate, soprattutto se è previsto l’arresto di un passeggero. «Attenzione, la polizia incontrerà il passeggero seduto in 56H all’arrivo — scrivono da terra all’equipaggio del volo Delhi-Londra il 27 gennaio —. Non allertare il viaggiatore interessato e assicuratevi che tutti gli altri restino seduti». L’obiettivo è evitare un’escalation.
Le informazioni nascoste
Una delle operazioni di polizia più spettacolari intercettate si verifica il 21 gennaio sul volo Bangkok-Londra: «Si prega di informare tutti i passeggeri che devono rimanere seduti all’arrivo, poiché la polizia arresterà due persone», comunicano dal centro operativo. Con una precisazione: «Non informare i passeggeri che arriverà la polizia. I posti coinvolti sono 70C (A. C.) e 49G (J. D. H.)».
Gli scambi terra-aria
Sul collegamento Parigi-Panama c’è invece un problema con la segnalazione inviata dai piloti: «Puoi darci il nome del passeggero di “categoria 3”?», chiedono dalla Francia. La «categoria 3» indica chi si rende protagonista di comportamenti gravi a bordo, mettendo a rischio la sicurezza del volo o degli altri passeggeri. «La polizia sarà all’arrivo — confermano da Parigi —. Ma il nome annotato non corrisponde al posto 39A».
I malori in alta quota
Diverse comunicazioni riguardano emergenze mediche, non solo tra i passeggeri. Sul volo Seattle-Incheon (Corea del Sud) a sentirsi male è un’assistente di volo: «Abbiamo ricevuto la segnalazione tramite MedLink. Potete darci un aggiornamento?», chiedono da terra. La malcapitata è «reattiva, pallida, con palpitazioni, sudorazione fredda o umida, vertigini e confusione». Mentre sul volo Newark-Londra qualcuno ha vomitato: «Si richiede pulizia approfondita».
Le accuse di aggressione
Tra i messaggi ACARS si rintraccia anche un presunto caso di aggressione sessuale. Accade il 21 gennaio sul volo Giacarta-Abu Dhabi: «Passeggero donna al posto 19C si lamenta del passeggero al 19B — segnalano i piloti —. Si prega di organizzare la polizia all’arrivo. Il passeggero 19B si collega al volo per Riyadh, la passeggera 19C prosegue per New York». La compagnia attiva la sicurezza interna, come da prassi. Ma poco dopo i piloti comunicano che la donna «non desidera presentare un reclamo ufficiale».
29 gennaio 2026
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