di
Alessandro Fulloni e Giuseppe Guastella

L’imprenditore corso percepisce una pensione di invalidità e un vitalizio

DAI NOSTRI INVIATI 
SION (SVIZZERA) – C’è un nuovo accusato nell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Si tratta dell’ex responsabile sicurezza antincendio del Comune, l’ufficio che dal 2019 in poi non ha fatto controlli all’interno del Constellation dove 40 ragazzi sono morti e altri 116 sono rimasti feriti per l’assenza delle misure di sicurezza.

Dopo i coniugi Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, ora anche questa terza persona finisce coinvolta nell’indagine estesa alle presunte omissioni che si sono verificate nelle operazioni di verifica dei sistemi di sicurezza dei locali pubblici che sarebbero dovute avvenire ogni anno.



















































Gli inquirenti dovranno accertare come mai lo stesso servizio tecnico che, ad esempio, è stato severissimo nei confronti di tutti e 13 gli appartamenti del palazzo in cui si trova «Le Constel» dove sono stati sigillati i caminetti per irregolarità, ha dimenticato di andare ogni anno al discobar dei Moretti. Mai fatte quelle ispezioni che avrebbero potuto rilevare uscite di sicurezza insufficienti, mal segnalate, se non bloccate, e accorgersi che la mousse insonorizzante non era ignifuga.

Il 23 gennaio la Procura aveva dichiarato che «solo i gestori sono imputati», ma negli atti figura una lettera del 14 gennaio nella quale l’avvocato David Aïoutz comunica di essere stato incaricato di assistere legalmente il signor Ken Jacquemoud, il cui nome coincide con quello dell’ex responsabile della sicurezza antincendio di Crans, quantomeno fino al 2021, anche in una «sua audizione» che «sarà presto eseguita». È allegato pure il mandato in cui il legale dice di aver ricevuto da Jacquemoud (che controfirma) l’incarico di «rappresentarlo nel procedimento aperto contro di lui a seguito dell’incendio». Non si dice con quale ipotesi di reato.

Intanto si scopre che il corso ha anche una pensione di invalidità, in Francia, di 6.873 euro. S’aggiunge persino un «indennizzo dalla compagnia Generali di 31.241 euro», sempre ogni 12 mesi. Non basta. Dopo aver concesso somme per finanziare gli investimenti immobiliari di Jacques, il Credit Lyonnais ora sospetta «la presenza di falsi documenti nel dossier finanziario» e domanda «il rimborso integrale e immediato» del fiume di danaro che è stato bloccato. 

A rivelarlo è Le Canard enchaîné, il settimanale francese di satira che non disdegna gli scoop. Forte di una sentenza (2022) del tribunale di Ajaccio, le Canard ricostruisce l’iter dei prestiti ottenuti da Jacques Moretti. Oltre a quelli che sono stati bloccati in Francia, ci sono mutui elargiti in Svizzera per oltre 5 milioni (per la casa e tre locali) dove non hanno fatto caso ai suoi precedenti (in Francia) per sfruttamento della prostituzione e frode.

Il settimanale ha ricostruito che il primo prestito del Credit risale al 2015: è di 286.000 euro e Moretti lo usa per comperare una casa a Parigi. Con i 625.000 euro del 2018, acquista una dimora in Corsica. Infine i 200.000 del 2019 usati per delle ristrutturazioni. Ma ecco le patatras: il Credit controlla, nel 2022 rivuole tutto indietro avvertendo il tribunale. I Moretti sono costretti a vendere casa a Parigi, forniscono nuove garanzie, affiorano la pensione di invalidità di Jacques e il suo vitalizio. Nel frattempo le svizzere BCV, Union de banques suisses e il Cautionnement romand concedono loro, a fronte «di semplici ipoteche», la somma complessiva di 6 milioni di euro con cui verranno acquistati i loro tre locali, Le Constellation, Senso e Vieux Chalet.

29 gennaio 2026 ( modifica il 29 gennaio 2026 | 07:50)