di
Andreina Baccaro

Il concerto al centro sociale Tpo avrebbe dovuto essere la prima data italiana della band di Olympia (Washington). «Quella bandiera è parte della nostra storia, non potevamo accettare diktat» la replica degli organizzatori

Per Dylan Carlson, frontman della storica band statunitense Earth, che martedì 27 gennaio avrebbe dovuto esibirsi al Tpo di Bologna, la bandiera della Palestina affissa vicino al palco sarebbe stato «mettere la politica davanti alla musica», ha spiegato sul suo profilo Instagram. E per questo ha rifiutato di esibirsi, visto che dopo un’accesa discussione nel backstage, gli attivisti dello storico centro sociale si sono rifiutati di toglierla. Concerto degli Earth annullato e scuse dal palco al pubblico da parte del Tpo, che ha garantito il rimborso dei biglietti.

«Decisione molto pesante da prendere»

Il concerto era organizzato dal locale Freakout, ma il diktat della fondatore della band, evidentemente, ha messo il Tpo di fronte a una scelta apparsa inaccettabile che comunque è stata condivisa anche con gli organizzatori. Dall’altro lato Carlson deve aver ritenuto inaccettabile esibirsi con una bandiera della Palestina, martoriata da due anni di bombardamenti e assedio. Sul palco, nel comunicare l’annullamento del concerto, gli attivisti del Tpo hanno spiegato: «È stata una decisione molto pesante da prendere, per noi come per il Freak Out, anche perché sappiamo che tante e tanti vengono da fuori».



















































«No alla politica davanti alla musica»

Dal canto suo il musicista ha affidato a Instagram la sua versione, attribuendo la responsabilità dell’annullamento solo al Tpo: «Mi scuso con le persone che a Bologna speravano di assistere a un po’ di musica stasera: il Tpo di Bologna ha messo la politica davanti alla musica e ha cancellato il concerto degli Earth. Questa decisione non ha nulla a che vedere né con Earth né con Freakout».

«Entrare al Tpo è un gesto politico»

«La bandiera della Palestina è parte della nostra storia, da sempre abbiamo legami con il popolo palestinese e abbiamo partecipato a carovane internazionali. Da due anni siamo in strada per chiedere la fine del genocidio, non potevamo accettare il diktat di rimuovere la bandiera» la replica del Tpo per bocca di Silvio Salvemini. «Ci tengo a precisare – aggiunge – che siamo orgogliosi del fatto che tutte le persone presenti ieri abbiano capito la scelta e l’abbiano sostenuta, perché siamo una comunità, entrare al Tpo è un gesto politico, non possiamo essere costretti a scindere la musica dalla politica, non c’è arte e non c’è musica senza rivoluzione». Infine, il Tpo fa sapere che sosterrà i costi dell’annullamento del concerto, intorno ai 5mila euro, e invita «la comunità degli artisti e dei musicisti ad unirsi alla grande manifestazione “Together” che il 28 marzo a Roma, in concomitanza con la convergenza internazionale No Kings a Londra» riunirà tutte le realtà che nei mesi scorsi hanno partecipato ai cortei per la Palestina, realtà che nello scorso week end proprio al Tpo si erano date appuntamento per la due giorni di assemblee «Contro i re e le loro guerre». 

Stasera il concerto a Segrate

Un contesto evidentemente sconosciuto agli Earth e a Carlson, che appunto ha giustificato la sua richiesta col fatto di non voler essere identificato con la bandiera della Palestina e di ritenere che la politica debba restare fuori dalla musica e dall’arte. «Una presa di posizione netta» conclude Salvemini. Il concerto al Tpo avrebbe dovuto essere la prima data italiana della band di Olympia (Washington), portabandiera del genere drone metal, una seconda data è prevista per questa sera, mercoledì 28, al circolo Arci Magnolia di Segrate. La notizia del concerto annullato a Bologna, nel frattempo, ha fatto il giro dei social e dei siti di musica e molti fan esprimono disagio per la presa di posizione della band. Carlson, che fu grande amico di Kurt Cobain, fu anche l’uomo che comprò il fucile con cui il cantante dei Nirvana si sparò l’8 aprile del 1994. 


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28 gennaio 2026 ( modifica il 28 gennaio 2026 | 13:21)