Si è fatta attendere, ma finalmente al terzo giorno di test collettivi a Barcellona, la McLaren MCL40 si è presentata in pista con una livrea scura in attesa della presentazione ufficiale del 9 febbraio. La squadra campione del mondo ha cominciato il lavoro con Lando Norris che ha potuto sfoggiare il meritato numero 1 sul telaio.
Ed è curioso dover annotare che la creazione di Rob Marshall sarà ancora una vettura clienti, nata intorno alla power unit Mercedes, per quanto il motore di Brixworth sia accreditato come il più competitivo (caso rapporto di compressione a parte), mentre gli altri top team (Aston Martin compresa con Honda) saranno squadre ufficiali.
Lando Norris, McLaren
Foto di: McLaren
L’accuratezza dei dettagli
La McLaren non si è presentata con soluzioni rivoluzionarie, ma per ora propone una macchina curatissima in ogni minimo dettaglio in continuità con la sua strepitosa storia recente. Nella narrazione c’è chi avvicina certe soluzioni della MCL40 alla Ferrari, che si è vista prima, certo, ma se vogliamo mantenere un’onestà intellettuale dobbiamo ammettere che sono più le idee della squadra papaya che sono state trasferite sulla rossa che il contrario.
Come è stato ufficializzato dal team principal, Andrea Stella, questa vettura è già la base avanzata di quella che vedremo nei test in Bahrain e, forse, anche a Melbourne per il primo GP, ma ci aspettiamo un colpo di genio di Peter Prodromou.
Lando Norris, Mclaren
Sospensioni push davanti e dietro
La McLaren denota uno studio approfondito delle nuove regole: si è conformata alla scelta delle sospensioni push rod sia davanti, sia dietro. Il cambiamento di schema è dettato da ragioni aerodinamiche e di risparmio peso: il ritorno del braccio dello sterzo davanti al triangolo inferiore ne è una esemplificazione. La squadra di Woking ha mantenuto, però, l’inclinazione del multi link superiore: l’effetto antidive è meno marcato che nel 2025, ma è ancora molto presente.
Lando Norris, McLaren MCL40
Foto di: McLaren
Il muso è a sezione ridotta
Apprezzabile l’accuratezza nella realizzazione del muso che arriva e protendersi sul profilo principale dell’ala anteriore con una sezione piuttosto ridotta sul nasino e due piloni piuttosto divaricati che invitano a un migliore riempimento dei flussi nel sotto scocca.
L’ala anteriore è già ricercata: il tratto centrale del profilo principale è rettilineo mentre in prossimità della paratia laterale si arcua in alto, allacciandosi all’endplate che è molto camberato per favorire la ricerca dell’effetto out wash.
McLaren MCL40
Foto di: McLaren
I flap mobili con corda lunga
I due flap mobili hanno una porzione fissa nell’allaccio alla paratia e mostrano una corda limitata che cresce in modo significativo al centro con una forma a raggiera, prima di tornare a zero sotto al muso. Visibili i due comandi metallici dietro ai piloni che azionano l’aerodinamica attiva e scendono dal musetto. L’attuatore idraulico è posizionato piuttosto indietro anche se più in alto rispetto ad altre realizzazioni
Il footplate non è ancora estremizzato, mentre c’è il secondo elemento alto (mancante nei rendering) che si piega leggermente verso il basso diventando un buon convogliatore di flusso.
McLaren MCL40
Foto di: McLaren
La presa dei freni non è nella palpebra
La presa d’aria dei freni non è racchiusa nella palpebra della brake duct come sulla SF-25, ma si vede una tradizionale presa, segno che il flusso nei cestelli sarà ancora importante nella gestione della temperatura di innesco delle gomme.
McLaren MCL40
Foto di: McLaren
Bocca dei radiatori triangolare
La bocca dei radiatori mantiene il disegno della Casa con una tendenza alla forma triangolare (e in questo c’è una vicinanza con la Ferrari). Ciò che colpisce è l’idea di mantenere un down wash spinto nella parte superiore della fiancata che scende in modo spiovente fino al fondo, rinunciando al concetto della zona a CocaCola, adottato in particolare da Red Bull e Mercedes e in misura minore, ma presente, dal Cavallino. Non è più esasperato l’undercut del sottosquadro, preferendo una fiancata più piena sotto.
Lando Norris, McLaren MCL40
Foto di: McLaren
Bargeboard con la deriva a trapezio
Il bargeboard ha i due elementi più bassi che sono parte di una piccola… tapparella, mentre il terzo è già diventato una deriva verticale a trapezio che al piede, nel bordo d’entrata, aggiunge un flap esterno orizzontale. Finora non si sono viste aperture nella carrozzeria, lasciando intendere che il calore per il momento viene estratto in coda.
Il raffreddamento resta un must
Sappiamo quanta attenzione la McLaren ha dedicato allo studio termico della vettura: l’anno scorso la MCL39 aveva un raffreddamento della power unit più efficiente rispetto a quello della Mercedes. Questa caratteristica non dovrebbe essere andata perduta anche con il cambio di regolamento.
McLaren MCL40
Foto di: McLaren
Airbox piccolo con le orecchie laterali
Le conferme del ragionamento arrivano guardando la parte superiore della MCL40: l’airbox non rinuncia alle due orecchie ai lati della presa per il motore, per cui è confermata la presenza del radiatore centrale sopra al 6 cilindri di Brixworth, ma è pensabile ritenere che la superficie del doppio pacco sovrapposto possa essere più contenuta. Se la Ferrari ha giocato la carta della testa in acciaio per avere un motore “caldo” che necessita di un raffreddamento minore, il team papaya ha razionalizzato l’esperienza più recente.
La carrozzeria è molto chiusa ed efficiente
La McLaren porta in coda due bazooka che nella vista frontale restano coperti a vantaggio di una minore resistenza all’avanzamento, mentre sulla vistosa deriva verticale sono comparse un paio di seghettature in stile Ferrari. Nel retrotreno ci sono i due piloni che supportano l’alettone posteriore: i sostegni sono più divaricati rispetto ad altre realizzazioni.
Assetto Rake con un buon angolo
Già dai primi giri in pista è parsa evidente la scelta di puntare su un certo angolo dell’assetto Rake: l’idea che Prodromou si spinga verso misure più vicine al limite concesso dai regolamenti.
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