di
Ilaria Sacchettoni
Il tribunale ha anche stabilito che il tutore legale del piccolo è il sindaco del paese. I risultati dell’autopsia effettuata dai medici Benedetta Baldari e Antonello Cirnelli potrebbero confortare l’aggravante della premeditazione
I giocattoli del piccolo Carlomagno hanno impegnato i magistrati della Procura di Civitavecchia per una mattina. Mentre si svolgevano nuovi sopralluoghi dei carabinieri nella villetta teatro del femminicidio di Federica Torzullo, i pm siglavano il parere positivo per prelevare una serie di oggetti colorati, inequivocabilmente destinati al divertimento di un bimbo di dieci anni. È questo il solo desiderio infantile che si possa, al momento, esaudire. Restituire i giocattoli. Altro è impossibile. Il futuro del bimbo resta, per certi versi, provvisorio: in un’udienza durata meno di un’ora e mezza i giudici del Tribunale per i minorenni hanno stabilito una sorta di cronoprogramma. Il piccolo resta simbolicamente affidato a un tutore legale, il sindaco di Anguillara, ma in carico ai nonni materni, Roberta e Stefano Torzullo, arrivati in Tribunale nascosti da sciarpe e cappucci. È una soluzione ponte (il bimbo è già ospite della loro abitazione) in attesa che i giudici si esprimano in via definitiva, dopo aver ascoltato il parere degli esperti dei servizi sociali.
Il futuro del piccolo
Serviranno tempo e pazienza per gestire questo caso. Si tratta di rispondere a domande rilevanti che riguardano la vita del bambino. L’apprendimento scolastico, la vita relazionale, la salute sono state garantite in questi ultimi tempi? Ecco su cosa dovranno pronunciarsi i tecnici dei servizi sociali. Dalla loro risposta può dipendere il futuro del figlio di Claudio Carlomagno.
Lui, attraverso il suo difensore, l’avvocato Andrea Miroli, si è assunto la responsabilità dell’omicidio in una confessione che i pm hanno definito «lacunosa» e piena di «zone d’ombra». Mancherebbero all’appello dettagli utili a datare la morte della donna e a formulare accuse specifiche. L’input che, ieri, ha costretto la polizia giudiziaria a un sopralluogo durato circa tre ore anche nell’azienda di famiglia dei Carlomagno puntava ad accertare tutto ciò. L’analisi del cellulare di Carlomagno e gli approfondimenti, in itinere, sulla scatola nera della vettura dell’indagato (una Kia Sportage) diranno di più sul delitto.
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I risultati dell’autopsia e le indagini
Nessun dubbio, invece, sotto il profilo giuridico, ossia la contestazione del reato. Il femminicidio, a detta della gip Viviana Petrocelli, ben si adatta alle circostanze, «la soppressione di una libertà individuale che il soggetto agente non è in grado di accettare e non riesce a sopportare». La strada processuale per l’accusa dunque appare spianata. Carlomagno rischia una condanna severa anche al netto di eventuali aggravanti.
In parallelo viaggia l’inchiesta sull’istigazione al suicidio di Maria e Pasquale Carlomagno i genitori dell’indagato. Complessa, come spesso accade per questa tipologia di reati. I magistrati sono al lavoro per ricostruire minacce, pressioni e la sterminata varietà di post intimidatori pubblicati sul web dai detrattori della famiglia del femminicida. Ora anche Davide Carlomagno, fratello dell’indagato, potrebbe presentare denuncia. Il suo avvocato, il penalista Gaetano Scalise, ha sollecitato il rispetto della sua sfera privata, posto che, come ha scritto in un comunicato, «Davide Carlomagno non è indagato, non è coinvolto in alcun procedimento penale e riveste esclusivamente la qualità di persona offesa in relazione alla morte dei propri genitori». Ma ormai nella tragedia di Anguillara Sabazia le vittime collaterali di rabbia, intolleranza e violenza vanno moltiplicandosi.
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29 gennaio 2026 ( modifica il 29 gennaio 2026 | 09:29)
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