La presenza di alcuni casi ha fatto scattare l’allarme “ma i rischi di diffusione del contagio sono stati contenuti”. Questo quanto emerso in un comunicato diffuso dal ministero indiano della Sanità. Intanto alcuni Paesi, tra cui Thailandia e Myanmar, che hanno annunciato di recente controlli molto severi su chi arriva proprio dall’India. Bassetti: “Al momento non c’è da avere paura, però bisogna tutti insieme vigilare affinché questo focolaio, come avvenuto in passato, sia limitato velocemente”
Alcuni nuovi casi nello Stato del Bengala occidentale in India ed un centinaio circa di persone in quarantena. Con questi numeri il virus Nipah, altamente letale ed endemico nel Sud-est asiatico, è di recente tornato ad impensierire, a causa dei focolai scoppiati nel Paese asiatico. E riaccendendo anche i timori di una sua possibile ed incontrollata diffusione. Presente già nella lista dei virus “attenzionati” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Nipah rappresenta un patogeno classificato ad “alto rischio” proprio per il suo potenziale epidemico. Al momento, però, “non siamo davanti ad una situazione di allarme”, hanno sottolineato gli esperti, ma “è necessaria cautela e massima attenzione”.
Il governo indiano: “Virus Nipah sotto controllo, non si rischia un’epidemia”
A smorzare le ansie sono arrivate poi anche le valutazioni del governo indiano. “Alcuni casi del virus Nipah sono stati identificati lo scorso dicembre nello stato indiano del Bengala Occidentale, ma i rischi di diffusione del contagio sono stati contenuti”. Questo quanto emerso in un comunicato diffuso dal ministero indiano della Sanità. La nota è arrivata dopo l’allarme che è scattato in alcuni paesi asiatici, tra cui Tailandia e Myanmar, che hanno annunciato di recente controlli molto severi su chi arriva proprio dall’India. Il ministero, comunque, ha segnalato che è stato eseguito uno screening su quasi duecento persone che erano entrate in contatto con i pazienti colpiti dal virus e che nessuno è stato identificato come positivo. “La situazione è costantemente monitorata e tutte le misure necessarie di salute pubblica sono state intraprese”, è emerso.
Cosa sapere a proposito del virus Nipah
Il virus, che porta il nome del villaggio in Malesia dove venne identificato nel 1998, si è presentato in India per la prima volta nel 2001, nel Bengala Occidentale. Nel 2018 un’epidemia nello stato del Kerala aveva causato 17 morti. Il Nipah, che si trasmette dagli animali agli esseri umani, non ha vaccino ed è associato ad un un tasso di mortalità che varia dal 40 al 75%, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il virus Nipah, in particolare, può essere trasmesso da animali come maiali e pipistrelli frugivori agli esseri umani. Può anche trasmettersi tramite alimenti infetti o anche da persona a persona. In persone infette, causa una serie di malattie, da infezioni asintomatiche a malattie respiratorie acute e encefalite fatale. Il periodo di incubazione varia da quattro a 14 giorni. Il virus è stato inserito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le dieci malattie che considera prioritarie, insieme a patogeni come Covid-19 e Zika, per la sua capacità potenziale di innescare un’epidemia. Secondo gli esperti la trasmissione può avvenire anche tramite un’esposizione non protetta a secrezioni dei maiali, o contatto non protetto con i tessuti di un animale malato. La trasmissione del virus Nipah è stata segnalata infine anche tra familiari e assistenti di pazienti infetti.
Il “contenimento tempestivo” del virus
Le autorità indiane – ha riportato nei giorni scorsi l’Afp – hanno dichiarato di aver garantito il “contenimento tempestivo” del virus dopo la conferma di due casi specifici nello stato del Bengala Occidentale. “Sono state condotte operazioni di sorveglianza rafforzata, test di laboratorio e indagini sul campo che hanno garantito un tempestivo contenimento dei casi”, ha dichiarato il ministero della Salute indiano in un comunicato. “La situazione è sotto costante monitoraggio e tutte le necessarie misure di sanità pubblica sono state adottate”, ha aggiunto ancora, spiegando che sono stati rintracciati 196 contatti collegati ai casi e tutti negativi.
I controlli
L’allarme, tra l’altro, ha spinto Paesi come la Thailandia e il Nepal a disporre controlli aggiuntivi. In particolare per tre aeroporti thailandesi sui passeggeri provenienti dal Bengala occidentale e per il Nepal all’aeroporto di Kathmandu e in corrispondenza dei punti di confine terrestri.

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“L’India si sta muovendo rapidamente per contenere un’epidemia di virus Nipah nello stato orientale del Bengala Occidentale, ci sono centinaia di persone in quarantena contagiate a livello respiratorio. Il Nipah è uno dei virus più letali attualmente conosciuti, per il quale non esiste vaccino né cura, ed è considerato un agente patogeno ad alto rischio dall’Organizzazione mondiale della sanità”. Così ne ha parlato l’infettivologo Matteo Bassetti in un video pubblicato sui social network. Nipah, ha proseguito Bassetti, è “associato a un alto tasso di mortalità, tra il 40% e il 75% a seconda dell’epidemia e del ceppo virale coinvolto. La malattia si manifesta con alcuni sintomi iniziali come febbre, vomito e stanchezza, per poi evolvere in problemi respiratori e cerebrali. Molti Paesi confinanti con l’India si stanno attrezzando con controlli in aeroporti. Al momento non c’è da avere paura, però bisogna tutti insieme vigilare affinché questo focolaio, come avvenuto in passato, sia limitato velocemente”.

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