L’affidabilità generale mostrata nei test di Barcellona dalle nuove monoposto 2026 è stata finora sorprendente. I timori della vigilia, alimentati anche dagli stessi staff tecnici delle squadre, si sono rivelati eccessivi, le nuove power unit continuano infatti a macinare chilometri a conferma della grande qualità del lavoro svolto. In questo scenario, fa quasi notizia quella che dovrebbe essere la normalità, ovvero qualche problema di gioventù, emerso nel box Audi.
Sia nel primo giorno (lunedì), che nella mattinata di ieri, la R26 ha trascorso molto tempo ai box, riuscendo comunque a tornare in pista nel pomeriggio con Nico Hülkenberg, che ha completato 68 giri. “Questi test sono un banco prova per tutti – ha spiegato il direttore tecnico della squadra, James Key – parliamo di progetti completamente nuovi, soprattutto per noi che siamo agli inizi con la prima power unit Audi in Formula 1. L’obiettivo principale di queste prove è valutare l’affidabilità, non vogliamo certo scoprire eventuali problemi nel weekend di Melbourne”.
“Lunedì abbiamo accumulato un certo ritardo per vari motivi, tutti risolvibili, ma è proprio per questo che siamo qui. Ieri abbiamo fatto dei passi avanti, nel turno del mattino c’è stata una perdita idraulica, ma nel pomeriggio siamo riusciti a completare un buon numero di giri, e questo lo vedo come un passo avanti”. Key ha definito gli imprevisti accaduti finora come parte del processo. “Se non avessimo avuto alcun imprevisto sarebbe stata una piacevole sorpresa, ma allo stesso tempo non ci siamo imbattuti in nulla di inatteso. In più occasioni siamo intervenuti per alcuni segnali di allarme, ma ripeto, sappiamo di essere alle battute iniziali, d’altronde la macchina è ancora acerba. In questa fase il test è soprattutto meccanico, la prestazione diventerà una priorità più avanti”.
Per Audi uno degli obiettivi primari delle prove spagnole è raccogliere dati da inviare a Neuberg, dove viene realizzata la power unit. “Per loro è la prima volta che possono lavorare su dati che arrivano dalla pista, sia per la power unit che per il cambio, quindi sono i primi passi anche su questo fronte. In molti ambiti siamo sulla buona strada, ma la lista delle prove che vogliamo completare è ancora molto lunga. Per questo la terza giornata di prove sarà molto importante: se riusciremo a portare a termine il lavoro che abbiamo programmato, potremo uscire da questo test piuttosto soddisfatti”.
“Non è ancora il momento di guardare i tempi sul giro – ha concluso Key – e credo che abbia poco senso guardare i riferimenti cronometrici emersi finora, è impossibile conoscere il piano di lavoro di ogni singolo team. La nostra priorità è concentrarci su ciò di cui abbiamo bisogno: i problemi emersi finora sono tutti risolvibili, quindi possiamo proseguire serenamente con il nostro piano”.
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