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Redazione Economia

Il Fondo interbancario di tutela dei depositi si accolla l’aumento di capitale per mettere in sicurezza la banca commissariata. Azzerato il fondo Oaktree, poi l’istituto passerà sotto il controllo di Mps, Intesa, Bpm, Unicredit e Bper

Le banche italiane si accollano il salvataggio di Banca Progetto, l’istituto di credito commissariato nel marzo 2025 dalla Banca d’Italia e finito nelle
indagini su riciclaggio e per la concessione di finanziamenti assistiti dalle garanzie pubbliche. Al termine di una trattativa serrata, che ha coinvolto anche le autorità del governo e di vigilanza, sarà così il Fitd (il Fondo di tutela depositi alimentato dai contributi versati da tutte le banche) a sottoscrivere l’aumento di capitale da 750 milioni di euro, azzerando l’attuale socio Oaktree (fondo proprietario dell’Inter) che aveva provato a proporre un suo piano nei mesi scorsi. 

L’intervento delle banche

Il Fondo cederà poi, mantenendo per sé il 9,9%, il capitale a un veicolo
detenuto in maniera paritaria da cinque grandi istituti – Mps, Bper, Intesa, Unicredit e Bpm – per 40 milioni di euro. L’intervento del Fondo è di tipo «preventivo», per evitare quindi di dover garantire i depositi sotto i 100 mila euro dei clienti della Banca in caso di fallimento, con un costo molto maggiore. Saranno le stesse banche e il Fondo ad affrontare il derisking dei crediti dell’istituto. 



















































I finanziamenti disinvolti

Banca Progetto ha infatti concesso finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica, erogata da Mcc, con criteri ora al vaglio degli inquirenti e che hanno portato anche a un balzo dei mancati pagamenti. A novembre del 2024, prima cioè del commissariamento da parte di Bankitalia, i pm Silvia Bonardi e Paolo Storari avevano ottenuto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano l’amministrazione giudiziaria dell’istituto di cui avevano scoperto la disinvoltura nell’elargire prestiti (persino a imprenditori nell’orbita di ‘ndrangheta per almeno 10 milioni, si legge nel provvedimento di amministrazione giudiziaria del Tribunale di Milano) assistiti, in caso di non restituzione, dalla garanzia pubblica del Mediocredito centrale a sostegno di piccole e medie imprese.

La gestione dei crediti

Nell’accordo siglato fra Fitd e le cinque banche i crediti in bonis saranno cartolarizzati. Dovrebbe essere mantenuta in quel caso la garanzia pubblica di Mcc. La componente senior sarà sottoscritta dalla stessa Banca Progetto mentre la parte più rischiosa verrà ceduta sul mercato. I crediti non performing, che secondo alcune stime ammontano a 2,5 miliardi di euro, confluiranno invece in un fondo le cui quote faranno capo alle cinque banche e, per il 50%, alla società specializzata Amco, (detenuta dal Mef). Su tali crediti ci sarà la garanzia del Fitd. 

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29 gennaio 2026 ( modifica il 29 gennaio 2026 | 14:14)